Perché Cuori Intelligenti?

Nel Libro dei Re, Salomone chiede a Dio di dargli «un cuore intelligente», che lo faccia essere giusto e lo aiuti a distinguere il bene dal male. Questo titolo dice esattamente ciò a cui, secondo noi, dovrebbe mirare lo studio della letteratura a scuola: far crescere gli studenti sia dal punto di vista emotivo sia dal punto di vista intellettuale. Da un lato, leggere significa capire che sentimenti ed emozioni che crediamo di essere i soli a provare sono stati provati da molte altre persone, e che alcune di queste persone sono riuscite a descriverli in maniera mirabile: i libri ci danno le parole per capire, e per esprimere, l’amore, l’odio, l’orgoglio, la paura, la speranza, il dubbio, il lutto. Dall’altro lato, leggere fa quasi sempre diventare più intelligenti, perché permette di entrare in comunicazione con le menti migliori dell’umanità, di ascoltare le loro opinioni sulle cose, e di cominciare a mettere in discussione le proprie.
Nel momento in cui tutta l’informazione possibile è disponibile in internet, quello di cui si avverte il bisogno è soprattutto una guida, un filo che, tenuto stretto, permetta di orientarsi in questa sconfinata offerta culturale. Cuori intelligenti intende essere questa guida, questo filo. Per questo, c’è una strada maestra, che è formata dalle centinaia di testi, dai profili, dai commenti, dalle note e dagli approfondimenti che si trovano nei volumi cartacei. E c’è un’enorme quantità di sentieri secondari – a volte, come capita nelle foreste, più interessanti e sorprendenti della strada maestra – che si potranno esplorare in classe o a casa, per conto proprio, e che si leggono sul portale L&D, dove tutti questi testi sono introdotti, spiegati e annotati.

L'autore

DeA_LeD_giunta_IMG.png Claudio Giunta (Torino, 1971) insegna Letteratura italiana all’Università di Trento, ed è uno specialista di letteratura medievale (La poesia italiana nell’età di Dante, Il Mulino 1998; Due saggi sulla tenzone, Antenore 2002; Versi a un destinatario, Il Mulino 2002; Codici. Saggi sulla poesia del Medioevo, Il Mulino 2005). Nel corso dell’ultimo decennio è stato visiting professor, tra l’altro, nelle università di Chicago, Tokyo (Todai), Sydney, Rabat, e ha insegnato come volontario alla Asian University for Women di Chittagong, nel sud del Bangladesh. È stato fellow dell’American Academy di Roma, dello Harvard Center for Renaissance Studies di Firenze e del Warburg Institute di Londra. Ha insegnato Didattica della letteratura nei corsi del TFA e del PAS organizzati all’Università di Trento; e insieme ad altri insegnanti del Trentino ha curato un seminario dal titolo Cosa insegnare a scuola.
I suoi ultimi libri sono: un saggio sul mercato dell’arte e la retorica connessa (Come si diventa ‘Michelangelo’, Donzelli 2011); un commento alle Rime di Dante (Meridiani Mondadori 2011); una raccolta di saggi sull’Italia (Una sterminata domenica. Saggi sul paese che amo, Il Mulino 2013); un reportage sull’Islanda (Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda, Quodlibet-Humboldt 2014), un libretto su Matteo Renzi (Essere #matteorenzi, Il Mulino 2015), un romanzo noir (Mar Bianco, Mondadori 2015), un manuale-antologia di letteratura per il triennio delle scuole superiori (Cuori intelligenti. Mille anni di letteratura, 4 volumi, Garzanti Scuola 2016). Collabora regolarmente al «Sole 24 ore» e a «Internazionale». Condirige la «Nuova rivista di letteratura italiana».

Le parole dei docenti

Cuori intelligenti è stato anche un tour itinerante che ha attraversato l’Italia da nord a sud, un ciclo di lezioni che ha rappresentato un’occasione di dialogo con i docenti per capire insieme come possa cambiare la didattica della letteratura.