Matteo Maria Boiardo

Amorum libri tres

Amor, che me scaldava al suo bel sole: come iniziano gli Amorum libri tres

Il primo sonetto degli Amorum libri Tres ha, come spesso succede, una funzione proe­miale: dice di che cosa si parlerà nella raccolta e contiene la dichiarazione d’intenti del poeta. La prima parola del testo, Amor, ci dice subito che stiamo per leggere una raccolta di componimenti d’amore. La stessa cosa aveva fatto Petrarca nel primo sonetto del Can­zoniere. Da quel libro, oltre all’idea di aprire la raccolta con un sonetto proemiale, di pre­sentazione dell’opera, Boiardo riprende un motivo caratterizzante come quello dell’errore amoroso, e un’immagine come quella dei versi composti mentre si sospira. C’è però una differenza fondamentale: nel suo primo sonetto , Petrarca annuncia già la fine della storia, introduce il tema del pentimento e dichiara il suo distacco dalle passioni giovanili. Boiar­do è più ambiguo. Anche lui sembra condannare la sua passata passione, ma nel finale il testo cambia direzione e, se i versi di Petrarca erano pieni di rimorso, quello che leggiamo qui è piuttosto il rimpianto per la giovinezza svanita.

    Amor1, che me scaldava al suo bel sole
    nel dolce tempo2 de mia età fiorita,
    a ripensar3 ancor oggi me invita
4   quel che alora mi piacque, ora mi dole4.



    Così5 racolto ho ciò che il pensier fole
    meco parlava a l’amorosa vita,
    quando con voce or leta or sbigotita6
8   formava7 sospirando le parole.



    Ora de amara fede e dolci inganni
    l’alma mia consumata, non che lassa,
11   fuge8 sdegnosa il püerile errore9.



    Ma certo chi nel fior10 de’ soi primi anni
    sanza caldo de amore il tempo passa11,
14   se in vista è vivo, vivo è sanza core12.





Metro: sonetto con schema ABBA ABBA CDE CDE.

DUE DISTINTI PIANI TEMPORALI  Il sonetto è arti­colato sull’opposizione tra due piani temporali: l’alora (v. 4) di quando il poeta era giovane, al tempo in cui era in­namorato, con i verbi all’imperfetto narrativo e al passato remoto, e l’oggi (v. 3, v. 9), cioè il momento in cui il poeta scrive e ripensa alla propria esperienza di vita, con i verbi al presente. È Amore (v. 1) che spinge il poeta a ricordare, oggi, quella passione che sta per raccontare nel canzoniere: una passione ormai terminata, ma che continua ad agire nel suo animo, anche se in modi diversi rispetto al passato; quella che al tempo dell’innamoramento era un’occasione di piacere (v. 4: mi piacque) si rivela, al momento presente della scrittura, occasione di dolore (v. 4: mi dole).

L’AMORE RENDE VIVI  Il Ma che apre l’ultima terzina introduce una svolta molto significativa. È vero che nel presente ci sono il dolore, la consapevolezza dell’errore, il proposito di non ricadere nella passione, ma c’è anche una constatazione molto più umana, quasi una giustificazione della condotta giovanile, e c’è il riconoscimento di una ve­rità generale, l’affermazione di una concezione dell’amore come forza vitale naturale, e per questo non necessaria­mente negativa: chi non ama quando è giovane sembra vivo, ma in realtà non lo è. In questo riconoscimento del valore vivificante di amore, dell’identificazione di amore e giovinezza, risiede lo scarto rispetto a Petrarca: Boiardo non esprime la necessità di un vero pentimento e non vuole negare il valore di amore, al­meno negli anni della formazione; anzi, afferma con forza la bontà di un tale sentimento: come fa notare lo studioso Tiziano Zanato, il sonetto è un «inno all’amore» che rivela «il vitalismo e l’estroversione» di Boiardo.

Esercizio:

COMPRENDERE E ANALIZZARE


1. Sintetizza il contenuto della poesia con quattro frasi, una per ognuna delle quattro parti (quartine e terzine) in cui si articola il testo.



2. Sottolinea con tratti diversi le parole e i sintagmi che trasmettono idee positive e negative.



3. La poesia è giocata sui contrasti, e gli strumenti per esprimerli sono l’ossimoro e l’antitesi. Trovali.



4. Perché al v. 11 la lettera u in püerile porta la dieresi? Che cos’è una dieresi? Fai un altro esempio, anche tratto dai versi di un altro poeta (Dante, per esempio).



CONTESTUALIZZARE


6. In che cosa, questo sonetto proemiale, riprende il modello del Petrarca di Voi ch’ascoltate... ? E che cosa invece ci porta lontano da quel modello?



5. Perché al v. 7 sbigotita ha una sola “t” (mentre oggi la scriviamo con due)? C’entra il fatto che Boiardo è un poeta settentrionale?



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  1. Amor: è la parola tematica della raccolta, e apre l’acrostico che nei primi 14 sonetti compone il nome di Antonia Caprara; scaldava: Amore che scalda è un’immagine topica, che ritornerà al v. 13.
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  3. nel dolce tempo: quando ero giovane; età fiorita: la giovinezza corrisponde alla primavera della vita (vedi anche il v. 12).
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  5. ripensar: ricordare; ancor oggi: che sono vecchio.
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  7. quel … dole: ciò che allora era motivo di gioia, e che adesso è fonte di dolore (cioè, amore).
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  9. Così: su invito di Amore; racolto ... vita: ho raccolto nelle mie poesie “quello che i miei insani pensieri d’amore mi dicevano quando ero innamorato”; fole: folle; cioè reso pazzo dall’amore; meco: con me; a me; a l’amorosa vita: nell’amorosa vita; nel periodo in cui ero innamorato: è un uso poetico della preposizione a.
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  11. or leta or sbigotita: la voce a volte piena di gioia, a volte piena di timore.
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  13. formava: io formavo (le parole); parlavo.
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  15. Ora … fuge: oggi la mia anima [= io] fugge quell’errore; quando era innamorato il poeta sospirava, di gioia o di sbigottimento (vedi i versi precedenti); ora (oggi, quando scrive) ammette che quella passione era un errore e lo evita; amara fede: la fedeltà mal riposta nella donna, che non la ricambia; dolci: gli inganni d’amore, le illusioni da cui è piacevole lasciarsi irretire (vedi v. 2); non che: oltre che; lassa: stanca, sfinita.
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  17. püerile errore: la passione d’amore è un errore di gioventù; l’errore deriva da Petrarca: ma se lì era giovanile, qui è ancora più precoce: puerile, infantile, e per questo, forse, può essere scusato; la differenza tra puerile e giovanile fa riferimento alle età dell’uomo: la pueritia e l’adolescentia durano circa fino ai 30 anni, quando subentra la iuventus, la gioventù; l’amore di Boiardo si colloca quindi in una fase di vita precedente rispetto all’amore di Petrarca.
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  19. fior: cfr. v. 2; il momento di pieno vigore.
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  21. sanza … passa: vive senza essere innamorato; caldo de amore: si veda il v. 1, dove il poeta diceva di essere stato scaldato da Amore: la massima del v. 14 non si applica quindi alla sua esperienza.
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  23. se in vista … core: sembra vivo, ma in realtà la sua è una vita vuota, senza cuore; in vista: in apparenza.
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