Carlo Goldoni

La locandiera

Attrici o nobildonne

Verso la fine del primo atto entrano in scena altri due personaggi. Alla locanda di Mirandolina giungono infatti due attrici, Ortensia e Dejanira, le quali, approfittando di un fraintendimento di Fabrizio, cercano di farsi passare per due nobildonne. È l’occasione per inserire un piccolo pezzo di “teatro nel teatro”. Qui Goldoni rappresenta, infatti, la vita delle compagnie teatrali itineranti, angustiata dai continui spostamenti e dalle difficoltà economiche. Si tratta di una vita che Goldoni conosceva molto bene, perché aveva fatto parte a lungo di queste compagnie: anche per questo, il ritratto che fa delle attrici è molto affettuoso. La messinscena dura però poco perché Mirandolina scopre subito l’impostura.

Mirandolina e dette

DEJANIRA Madama, voi mi adulate. (ad Ortensia, con caricatura1)
ORTENSIA Contessa, al vostro merito ci converrebbe assai più2. (fa lo stesso)
MIRANDOLINA (Oh che dame cerimoniose). (da sé, in disparte)
DEJANIRA (Oh quanto mi vien da ridere!). (da sé)
ORTENSIA Zitto: è qui la padrona. (piano a Dejanira)
MIRANDOLINA M’inchino a queste dame.
ORTENSIA Buon giorno, quella giovane3.
DEJANIRA Signora padrona, vi riverisco. (a Mirandolina)
ORTENSIA Ehi! (fa cenno a Dejanira, che si sostenga4)
MIRANDOLINA Permetta ch’io le baci la mano. (ad Ortensia)
ORTENSIA Siete obbligante5. (le dà la mano)
DEJANIRA (ride da sé)
MIRANDOLINA Anche ella, illustrissima. (chiede la mano a Dejanira)
DEJANIRA Eh, non importa…
ORTENSIA Via, gradite le finezze di questa giovane. Datele la mano.
MIRANDOLINA La supplico.
DEJANIRA Tenete. (le dà la mano, si volta, e ride)
MIRANDOLINA Ride, illustrissima? Di che?
ORTENSIA Che cara Contessa! Ride ancora di me. Ho detto uno sproposito, che l’ha fatta ridere.
MIRANDOLINA (Io giuocherei6 che non sono dame. Se fossero dame, non sarebbero sole). (da sé)
ORTENSIA Circa il trattamento7, converrà poi discorrere8. (a Mirandolina)
MIRANDOLINA Ma! Sono sole? Non hanno cavalieri, non hanno servitori, non hanno nessuno?
ORTENSIA Il Barone mio marito…
DEJANIRA (ride forte9).
MIRANDOLINA Perché ride, signora? (a Dejanira)
ORTENSIA Via, perché ridete?
DEJANIRA Rido del Barone di vostro marito.
ORTENSIA Sì, è un Cavaliere giocoso: dice sempre delle barzellette; verrà quanto prima col Conte Orazio, marito della Contessina.
DEJANIRA (fa forza per trattenersi dal ridere).
MIRANDOLINA La fa ridere anche il signor Conte? (a Dejanira)
ORTENSIA Ma via, Contessina, tenetevi un poco nel vostro decoro10.
MIRANDOLINA Signore mie, favoriscano in grazia11. Siamo sole, nessuno ci sente. Questa contea, questa baronia, sarebbe mai…
ORTENSIA Che cosa vorreste voi dire? Mettereste in dubbio la nostra nobiltà?
MIRANDOLINA Perdoni, illustrissima, non si riscaldi, perché farà ridere la signora Contessa.
DEJANIRA Eh via, che serve?
ORTENSIA Contessa, Contessa! (minacciandola)
MIRANDOLINA Io so che cosa voleva dire, illustrissima. (a Dejanira)
DEJANIRA Se l’indovinate, vi stimo assai.
MIRANDOLINA Volevate dire: Che serve che fingiamo d’esser due dame, se siamo due pedine12? Ah! non è vero?dejanira E che sì che ci conoscete? (a Mirandolina)
ORTENSIA Che brava commediante! Non è buona da sostenere un carattere13.
DEJANIRA Fuori di scena io non so fingere.
MIRANDOLINA Brava, signora Baronessa; mi piace il di lei spirito. Lodo la sua franchezza.
ORTENSIA Qualche volta mi prendo un poco di spasso.
MIRANDOLINA Ed io amo infinitamente le persone di spirito. Servitevi pure nella mia locanda, che siete padrone; ma vi prego bene, se mi capitassero persone di rango14, cedermi quest’appartamento, ch’io vi darò dei camerini assai comodi.
DEJANIRA Sì, volentieri.
ORTENSIA Ma io, quando spendo il mio denaro, intendo volere esser servita come una dama, e in questo appartamento ci sono, e non me ne anderò.
MIRANDOLINA Via, signora Baronessa, sia buona… Oh! Ecco un cavaliere15 che è alloggiato in questa locanda. Quando vede donne, sempre si caccia avanti.
ORTENSIA È ricco?
MIRANDOLINA Io non so i fatti suoi.

UN CONTRASTO ANCHE LINGUISTICO Il pretesto comico della scena è dato dal contrasto tra la vera natura popolana delle attrici e il loro tentativo di atteggiarsi, nella vita reale, come quelle nobildonne che sono abituate a recitare sulla scena. È interessante notare come Goldoni riesca a caratterizzare perfettamente questo contrasto dal punto di vista linguistico. Quando si fingono nobili, Ortensia e Dejanira parlano “come libri stampati”, quando invece parlano tra di loro, o quando vengono smascherate, ecco che il loro linguaggio si abbassa.

UNA RIFLESSIONE SUL TEATRO Goldoni non esita a mettere in bocca ai suoi attori espressioni e idee che testimoniano da parte sua la continua riflessione sul teatro e la progressiva maturazione verso un nuovo stile e nuovi principi drammaturgici: tutto ciò viene qui strutturalmente amplificato, perché due attrici mettono in scena una rappresentazione nella rappresentazione.

Esercizio:

UN CONTRASTO ANCHE LINGUISTICO

1 Individua esempi del linguaggio artificiale, aulico e letterario, con cui venivano scritte tradizionalmente le opere teatrali, ed esempi invece del parlato quotidiano.

2 Perché Goldoni fa recitare la parte delle nobildonne a due attrici della commedia dell’arte? Quale obiettivo vuole raggiungere?

3 L’indole di Mirandolina emerge anche dall’uso di espressioni proverbiali, o che attingono alla saggezza popolare. Ce ne sono in questa scena?

UNA RIFLESSIONE SUL TEATRO

4 Quando Ortensia usa l’espressione «sostenere un carattere», la usa nel senso di “interpretare un ruolo”. D’altronde, a proposito del teatro di Goldoni, si parla anche di commedia “di carattere” e proprio in questo aspetto si è soliti individuare uno degli elementi fondamentali della sua riforma. Presentalo in un breve testo scritto.

5 «Fuori di scena io non so fingere»: battuta particolarmente significativa di Dejanira, se letta nell’ottica della riforma del teatro avviata da Goldoni. Analizzala, soffermandoti in particolare sul significato del verbo fingere.

6 Nello studio del teatro, a partire dall’età classica, ti sarai già imbattuto in episodi di “metateatro”, con personaggi che diventano, sulla scena, “attori” o “registi” di messe in scena funzionali alla trama principale. Illustra una scena che ti è rimasta particolarmente impressa.

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  1. con caricatura: e cioè caricaturando il comportamento di una gentildonna: Ortensia e Dejanira stanno recitando la loro parte di nobildonne.
  2. ci … più: ne occorrerebbe anche di più (di adulazione). Ortensia continua il gioco di Dejanira.
  3. quella giovane: Ortensia, che tra le due commedianti è quella che meglio sa fingere fuori di scena, tratta Mirandolina con distacco.
  4. sostenga: Dejanira si è subito tradita: una nobildonna non avrebbe mai fatto la riverenza (l’inchino) a una locandiera! E per questo Ortensia la sgrida dicendole che deve “sostenersi”, e cioè assumere un atteggiamento più sostenuto, degno di una dama. Da notare come “sostenere” sia ancora oggi un termine tecnico del gergo teatrale: si sostiene, per esempio, una parte; e, durante una recita, si può sostenere, nel senso di “aiutare, soccorrere” con la recitazione un collega in momentanea difficoltà.
  5. obbligante: gentile.
  6. giuocherei: scommetterei.
  7. trattamento: prezzo per l’alloggio.
  8. discorrere: discutere.
  9. ride forte: Dejanira ride perché in veneziano barone, oltre al titolo nobiliare, significa “uomo disonesto”, “imbroglione”.
  10. tenetevi … decoro: assumete un atteggiamento decoroso, e cioè, ancora una volta, degno della gentildonna che dovrebbe fingere di essere.
  11. favoriscano in grazia: vi prego di farmi la cortesia.
  12. pedine: nel senso di “persone che non contano nulla”.
  13. carattere: nel gergo teatrale dell’epoca indicava la “parte”, il “ruolo” interpretato da un attore.
  14. persone di rango: e cioè un cliente più prestigioso.
  15. cavaliere: qui il termine, come sopra in una delle battute di Ortensia, indica genericamente una persona nobile. Mirandolina si riferisce al Marchese che sta per entrare in scena.