Francesco Guicciardini

Ricordi

Azione della fortuna e agire umano

Alla base della concezione storiografica di Guicciardini c’è la sua idea del ruolo della Fortuna nella storia e del modo in cui l’uomo deve porsi nei suoi confronti. Il rapporto tra uomo e destino è un tema caro alla riflessione umanistica, discusso per esempio da Leon Battista Alberti e da Machiavelli (Principe, cap. 25). Guicciardini parte dal presupposto che gli eventi umani sono condizionati dal fato, e che gli uomini non possono né prevedere né evitare il loro destino; è una posizione per certi aspetti pessimistica, a cui Guicciardini è spinto dall’osservazione degli eventi a lui contemporanei: il Sacco di Roma del 1527, per esempio, aveva segnato un’epoca e aveva dimostrato quanto fosse difficile prevedere (e scongiurare) gli eventi futuri.

[30] Chi considera1 bene, non può negare che nelle cose umane la fortuna2 ha grandissima potestà3, perché si vede che a ognora ricevono grandissimi moti da accidenti fortuiti4, e che non è in potestà5 degli uomini né a prevedergli né a schifargli6; e benché lo accorgimento e sollecitudine7 degli uomini possa moderare8 molte cose, nondimeno sola non basta9, ma gli bisogna10 ancora la buona fortuna11.

[216] Non si può in questo mondo12 eleggere el grado13 in che l’uomo ha a nascere, non le faccende e la sorte14 con che l’uomo ha a vivere. Però15 a laudare o riprendere16 gli uomini s’ha a guardare non la fortuna in che sono, ma come vi si maneggiano drento17: perché la laude o biasimo degli uomini ha a nascere da’ portamenti18 loro, non dallo stato in che si truovano19; come in una commedia o tragedia non è più in prezzo20 chi porta la persona21 del padrone e del re che chi porta quella di uno servo, ma solamente si attende22 chi la porta meglio23.

FORTUNA E DESTINO  La vita dell’uomo è condizionata dalla fortuna: tuttavia, con il loro impegno, gli uomini possono limitare i danni (Ricordo 30) e fare del proprio meglio nella condizione in cui si trovano. Anche nel rapporto con il proprio destino, quindi, l’uomo deve dimostrarsi capace di capire come vanno le cose, con la sua discrezione (Ricordo 6) e sapersi destreggiare tra gli eventi grazie all’esperienza che ha maturato.

COME GIUDICARE GLI UOMINI  Nella visione di Guicciardini, che da questo punto di vista è chiaramente un conservatore, lo status sociale dell’uomo è dato una volta per tutte dal destino: per giudicare gli uomini, quindi, non si deve guardare alla condizione sociale, che è indipendente dalla loro volontà, ma ai loro comportamenti concreti (Ricordo 216).

LA FORMA DELL’ARGOMENTAZIONE  Il Ricordo 216 ci fa vedere quanto sia abile Guicciardini nel ragionamento. Il breve testo è costruito su parallelismi, coppie e opposizioni. Per esempio, la prima frase è divisa in due membri costruiti nello stesso modo e chiusi da una coppia di verbi della stessa famiglia lessicale (nascere-vivere): «Non … el grado in che l’uomo ha nascere» / «non le faccende e la sorte con che l’uomo ha a vivere». Ma anche dopo si trovano coppie e opposizioni, come «a laudare o riprendere», «la laude o biasimo». Il modulo sintattico predominante è l’opposizione: non … ma, come si vede in più frasi: «non la fortuna … ma…», «ha a nascere da portamenti loro, non dallo stato…», «non è più in prezzo chi…, ma solamente si attende chi…». In tal modo Guicciardini fa vedere i due aspetti di ogni questione, nega una prima opinione (con il non) e afferma con forza quello che secondo lui è più importante. Questa struttura è funzionale alla dimostrazione logica del Ricordo: un’affermazione iniziale di portata generale; una conseguenza, che è anche la tesi, il nucleo concettuale del Ricordo (introdotta da però, “perciò”); la spiegazione e il rinforzo della tesi, introdotto da perché; e un esempio, introdotto infatti da come.

Esercizio:

COMPRENDERE

1. Qual è il rapporto tra gli uomini e la fortuna , così come viene definito in questi Ricordi ?

CONTESTUALIZZARE

2. Il Sacco di Roma fu un evento epocale: che cosa avvenne? Quale ruolo ebbe Francesco Guicciardini in questo frangente storico?

3. Quale ruolo hanno “esperienza” e “discrezione” in questi Ricordi ? Tieni conto del fatto che il primo (30) ha un taglio filosofico, il secondo (216) riguarda invece la posizione degli individui all’interno della società.

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  1. considera: riflette.

  2. fortuna: il caso.

  3. potestà: potere; incidenza.

  4. a ognora … fortuiti: le cose umane ricevono sempre ( a ognora ) grandissimi impulsi da fatti casuali; cioè sono sempre soggette al caso.

  5. non è in potestà: non è in potere.

  6. prevedergli … schifargli: gli uomini non possono né prevedere, né evitare (schifargli , “schivarli”) i casi fortuiti.

  7. lo accorgimento e sollecitudine: l’intuito, l’intelligenza, la prontezza d’ingegno e l’impegno.

  8. moderare: rendere meno dure.

  9. sola non basta: da soli non bastano.

  10. gli bisogna: ha bisogno; ci vuole anche.

  11. buona fortuna: destino favorevole; per quanto l’uomo si dimostri abile e intelligente, nella sua vita c’è sempre anche una componente di casualità.

  12. in questo mondo: Guicciardini mette subito in primo piano la dimensione terrena a cui l’uomo è vincolato.

  13. eleggere el grado: l’uomo non può “scegliere la posizione sociale in cui nascere”.

  14. le faccende e la sorte: le circostanze; gli eventi.

  15. Però: Per questo.

  16. a laudare o riprendere: se si vogliono lodare o criticare gli uomini.

  17. a laudare … drento: gli uomini si devono giudicare non sulla base della situazione in cui il destino li ha fatti nascere e vivere, ma in base a come si comportano nella situazione in cui si trovano ( vi si maneggiano drento , “si comportano dentro”), che è indipendente dalla loro volontà.

  18. portamenti: comportamenti.

  19. perché la laude… truovano: il giudizio su un uomo deve essere basato sulle sue azioni, non sulla sua condizione.

  20. non è più in prezzo: non è valutato di più (prezzo: “pregio, alta considerazione”).

  21. chi porta la persona: chi indossa la maschera; quindi “chi interpreta il ruolo”. Persona nel teatro latino antico era la maschera indossata dai personaggi in scena; serviva a caratterizzarli e ad amplificare la voce.

  22. si attende: si guarda, si valuta.

  23. chi la porta meglio: chi interpreta meglio la parte che gli è stata assegnata. Il paragone è con un attore, che non viene valutato in base al personaggio che interpreta, ma in base a come lo interpreta.