Eugenio Montale

Ossi di seppia

Cigola la carrucola del pozzo

Come la Verità assoluta, così anche il ricordo è sfuggente, inafferrabile. Il tentativo di portarlo alla luce dalle profondità della coscienza e della memoria è perciò destinato a fallire. Il tema della perdita del ricordo è al centro di un altro celeberrimo “osso breve”, Cigola la carrucola del pozzo, compreso nella seconda sezione della raccolta.

 
 
 
 
5   Accosto il volto a evanescenti4 labbri:
 
 
 
 
10   visione, una distanza ci divide.





Metro: un’unica strofa, scandita in due tempi dallo “scalino” del v. 7 (un espediente grafico spesso usato da Montale per sottolineare un passaggio importante: il manifestarsi di una visione, una presa di coscienza o, come qui, lo svanire di un’illusione, di una speranza). I versi sono tutti endecasillabi, con rime ai vv. 2-8 (imperfetta), 3-6 (secchio / vecchio, in assonanza con cerchio al v. 4), 4-7-9 (ride / stride / divide). Da notare il ritmo cosiddetto “dattilico” del primo verso, prodotto dalla parola sdrucciola (Cigola) iniziale, secondo una tecnica molto amata da Montale. 

L’ACQUA E I RICORDI   Ispirandosi forse al mito classico di Orfeo, che volgendosi all’indietro per guardare l’amata Euridice perde per sempre la possibilità di salvarla dall’Ade e di ricondurla tra i vivi, oppure al mito di Narciso, che si innamora della propria immagine riflessa nell’acqua, Montale crea un’analogia tra il pozzo e la memoria, entrambi “recipienti” ai quali attingere: l’acqua in un caso, il ricordo nell’altro. Acqua e ricordo che, in questi versi, si confondono: «Trema un ricordo nel ricolmo secchio» (v. 3), scrive Montale, come se l’immagine che la memoria cerca di recuperare venisse proiettata sulla superficie tremolante del secchio attaccato alla carrucola. Nessun elemento nel testo ci aiuta a determinare con certezza se il volto intravisto è solo un’immagine generica o se appartiene a una persona amata o, ancora, se è il riflesso del poeta che si specchia sulla superficie. Certo è che la breve apparizione cessa di colpo. Stridendo, la carrucola riporta il secchio – e l’immagine appena intravista – sul fondo del pozzo: una metafora per dire che una distanza incolmabile separa il presente dal ricordo del passato. È, per così dire, l’idea opposta a quella messa in versi da Ungaretti, che nel Porto sepolto cerca invece nell’abisso le radici di una sublime ispirazione: «Vi arriva il poeta / e poi torna alla luce con i suoi canti / e li disperde. // Di questa poesia / mi resta / quel nulla / d’inesauribile segreto».

LA PERCEZIONE DEL PASSATO   La dialettica tra il passato, da cui il ricordo proviene, e il presente, in cui quella memoria sfuma, consente di avvicinare questa poesia ad altre (i Mottetti nelle Occasioni, ad esempio) in cui Montale rievoca figure femminili lontane e appartenenti a un tempo che non può tornare. Anche in questo risiede il fascino della poesia, tra le più memorabili nell’opera montaliana: nel far immaginare al lettore una vicenda personale, le tracce di un sentimento remoto, senza però dire nulla sul reale contenuto di quella vicenda; Cigola la carrucola del pozzo è, potremmo dire, una poesia che non parla di eventi passati ma della nuda “percezione del passato”.

Esercizio:

COMPRENDERE


1. Per esprimere il riemergere di un ricordo, Montale utilizza una serie di immagini concrete: quali?



2. Negli ultimi tre versi l’esperienza del ricordo si chiude: in che modo?



ANALIZZARE


3. Questa poesia ha una struttura circolare. Argomenta questa affermazione con opportune citazioni testuali.



INTERPRETARE


4. Scrivi un testo espositivo di 150/200 parole in cui descrivi una tua personale esperienza legata a un ricordo o a più ricordi nati repentinamente, e descrivi anche le emozioni che da questo improvviso ricordo sono scaturite.



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  1. la carrucola del pozzo: il dispositivo meccanico che permette, attraverso una fune e un secchio, di “pescare” acqua da un pozzo.
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  3. vi si fonde: mentre il secchio risale in superficie, la luce si riflette sull’acqua e sembra quasi fondersi con essa.
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  5. Trema … ride: nell’acqua, che tremola a causa del movimento della carrucola, si materializza un ricordo, quello di un volto sorridente inscritto dentro il bordo rotondo del secchio (il cerchio, v. 4).
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  7. evanescenti: sfuggenti, perché l’acqua muovendosi ne confonde i contorni.
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  9. si deforma … vecchio: l’acqua, tremando, modifica i connotati del volto, ed è il passato stesso a non essere più saldo, a “deformarsi” e ad appartenere a un io diverso da quello che sta vivendo l’esperienza descritta nel testo.
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  11. stride la ruota: la carrucola gira, il secchio torna a scendere, l’immagine appena intravista nell’acqua scompare.
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  13. ti ridona … fondo: ti restituisce al fondo nero del pozzo.
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