Serafino Aquilano

Sonetti

Come alma assai bramosa e poco accorta

Come alma è un sonetto fortemente legato alla cultura delle corti: descrive e interpreta, infatti, un’impresa, cioè un’immagine simbolica commentata da un motto, un’immagine “portata” (cioè adoperata come insegna, simbolo personale) dalla marchesa di Mantova Isabella d’Este. Il sonetto riprende il mito del labirinto di Creta, in cui si era inoltrato Teseo per uccidere il Minotauro; per ricordarsi la strada e poter uscire dal labirinto, Teseo, su suggerimento di Arianna, aveva dipanato un filo di lana lungo tutto il suo percorso.
Il sonetto è in prima persona: Serafino finge che a parlare sia la stessa Isabella d’Este, che entra nel labirinto, si perde perché il filo si spezza e viene quindi catturata da Amore.

    Come alma assai bramosa e poco accorta,1
    che mai visto avea Amor se non depinto,
    disposi un dì cercar suo laberinto,2
4   vedere el monstro e tanta gente morta.3



    Ma quel fil de ragion che ebbi per scorta,4
    del qual fu tucto el ceco loco cinto,5
    subito, ahimè, fu da lui rocto e vinto,6
8   tal che mai più trovar seppi la porta.7



    Così fui presa, e per mio più conforto8
    avesse ancor con lui la Parca oscura
11   tronco quel fil vital che mi fa torto!9



    E per monstrar che Amor non ha misura10
    e rompe ogne ragion, pre insegna el porto,
14   ché è manco error chi l’altrui ben procura.11





Metro: sonetto di schema ABBA ABBA CDC DCD.



 

IL GUSTO CORTIGIANO DELL'"IMPRESA" Da un lato, il sonetto ci mostra “in atto”, per così dire, il rapporto che legava i poeti delle corti ai loro mecenati, che spesso erano donne, come nel caso di Isabella d’Este a Mantova e di Eleonora Gonzaga a Urbino: i poeti scrivevano per loro. Dall’altro, i versi di Serafino sono un buon esempio del gusto cortigiano per l’attribuzione di significati artificiosi a oggetti quotidiani: “l’impresa” consiste in una figura, di solito non umana, accompagnata da un motto; l’interpretazione dell’impresa deve scaturire dall’unione delle due parti (figurativa e verbale) e può avere, come qui, una funzione esemplare (vedi il v. 12), e alludere a un sentimento o a un episodio biografico, di solito legato all’amore: nel nostro caso il labirinto rappresenta l’alternativa tra Amore e Ragione.

L'ARTE NELLE CORTI RINASCIMENTALI Pittura, architettura e poesia s’intrecciavano spesso nell’arte delle corti rinascimentali. Vale quindi la pena di osservare che una famosa sala di Palazzo Ducale a Mantova ha il soffitto decorato proprio con un labirinto, al cui interno scorrono le parole Forse che sì, forse che no; le parole sono in realtà il ritornello di una frottola (una composizione musicale) e descrivono il dubbio tipico dell’innamorato («forse mi ama, forse no»), che può essere assimilato ai dubbi che assalgono chi si perde in un labirinto («forse questa è la strada giusta, forse no»). Oggi il soffitto è, come si diceva, a Palazzo Ducale; in origine però era collocato a palazzo San Sebastiano, residenza di Francesco II Gonzaga e di sua moglie Isabella d’Este, alla quale è dedicato il sonetto di Serafino. 

Serafino Ciminelli non era solo poeta, ma anche musicista, cantante e acrobata. Ebbe una vita piuttosto movimentata, tra duelli e belle donne (si innamorò, pare, di Cecilia Gallerani, che diventerà una delle favorite di Ludovico il Moro e che forse è la donna ritratta da Leonardo in un quadro conosciuto come La dama con l’ermellino). Era nato all’Aquila – di qui il suo soprannome: Aquilano – in una famiglia nobile e benestante, ma poi si spostò in varie corti: visse a Napoli, a Milano, a Roma alla corte di un cardinale, Ascanio Sforza. Morì giovane, quando era forse il poeta e cantante più famoso del tempo, a soli 34 anni, nel 1500. La sua bravura e la sua morte precoce contribuirono a creare attorno a lui un’aura di mito, e a farne una specie di “poeta maledetto” ante litteram. Poco dopo la sua morte, il letterato Vincenzo Calmeta, suo amico, gli dedicò una biografia, e più di 150 poeti da tutta Italia raccolsero un’antologia in sua memoria.

Esercizio:

COMPRENDERE


1. Riassumi l’aneddoto narrato in questo sonetto.



2. Chi è l’io che parla nel sonetto?



CONTESTUALIZZARE


3. In che modo questo sonetto c’informa su certi aspetti della vita di corte nella Mantova di Isabella d’Este?



4. Che cos’erano le imprese? Esistono anche oggi le imprese nobiliari? E i motti? Fai una ricerca sull’enciclopedia e relaziona in classe.



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  1. alma: anima; assai ... accorta: piena di desiderio ma poco esperta; perché, come dice nel v. 2, ancora non conosceva Amore, visto soltanto dipinto.
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  3. disposi: decisi; cercar suo laberinto: esplorare il suo labirinto.
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  5. el monstro: nel labirinto di Teseo, il mostro era il Minotauro: qui è Amore stesso; e tanta gente morta: nel mito, i giovani sacrificati al Minotauro o gli uomini che avevano cercato di ucciderlo; qui, gli innamorati, vittime di Amore.
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  7. fil del ragion: il filo esplicitamente identificato con la ragione, che serve per uscire dalle insidie di Amore; che ebbi per scorta: che usavo come guida.
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  9. el ceco loco: il luogo cieco; cioè il labirinto stesso; cinto: circondato; il filo è cioè troppo corto per seguire tutte le circonvoluzioni del labirinto.
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  11. fu ... vinto: fu spezzato da Amore.
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  13. tal che … porta: al punto che io non riuscii più a trovare l’uscita.
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  15. Così: senza guida; e per ... conforto: e se solo, per mia maggior consolazione.
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  17. avesse ... vital: (se solo) quando Amore tagliò il filo della Ragione, la Parca avesse tagliato anche il filo della mia vita!; la parca oscura: è Atropo, la Parca che tagliava il filo della vita (filato da Cloto e avvolto sul fuso da Lachesi); tronco: troncato, tagliato; che mi fa torto: che è così ingiusto nei miei confronti.
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  19. E per ... porto: E per far vedere che Amore non ha limiti, e vince la ragione, porto come mia insegna questo labirinto; monstrar: mostrare; è la funzione dell’impresa: far vedere agli altri qualcosa che ha valore esemplare; misura: limiti.
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  21. ché ... procura: chi favorisce il bene degli altri, è meno in errore; cioè, se con il suo esempio, mostrando l’impresa appena descritta, l’anima perduta nel labirinto aiuta altre anime a non perdersi, anche il suo errore è meno grave.
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