Molière

Tartufo

Eccoti lì, traditore!

Tuttavia, al momento dell’arrivo dell’emissario del re incaricato di eseguire il mandato, con un improvviso colpo di scena, è proprio Tartufo a venire imprigionato. La commedia si conclude con una lunga celebrazione della giustizia reale, che salva in extremis Orgone dal piano diabolico di Tartufo. 

Tartufo, Un ufficiale del Principe, Madama Pernella, Orgone, Elmira, Cleante, Marianna, Valerio, Damide, Dorina

TARTUFO (fermando Orgone) Adagio, signore, adagio, non correte così. Non avrete bisogno di andar lontano per trovare un rifugio: in nome del Re, voi siete arrestato.

ORGONE Traditore! Mi hai serbato questo colpo per ultimo, ed è il colpo di grazia, scellerato! Il coronamento di tutte le tue perfidie!

TARTUFO  Le vostre ingiurie non riusciranno a offendermi. Ho già imparato da tempo, per amore di Dio, a tollerare ogni cosa.

CLEANTE  Moderazione lodevolissima, bisogna dirlo!

DAMIDE  Ah! Come quest’infame impunemente osa farsi gioco del Cielo!

TARTUFO  Tutti i vostri furori non mi commuoveranno per nulla: io penso soltanto a fare il mio dovere.

MARIANNA  Certo, eseguendolo, questa volta vi guadagnerete una gran gloria, e il prendervi questo incarico vi fa molto onore.

TARTUFO  Qualsiasi incarico sarà pur sempre glorioso, quand’esso proviene dall’autorità che mi manda in questa casa.

ORGONE  Ma non ti ricordi, ingrato, che la mia mano caritatevole ti ha strappato alla miseria?

TARTUFO  Sì, so benissimo i soccorsi che mi avete dato; ma gli intersessi del Re sono il mio primo dovere. E la legittima autorità di questo santo dovere vince nel mio cuore ogni possibile riconoscenza: davanti a un obbligo di questo genere dovrei sacrificare chiunque, amici, moglie, genitori, e me stesso, con loro.

ELMIRA  L’impostore!

DORINA  Come sa bene, con queste false parole, farsi scudo delle cose più sacre!

CLEANTE  Ma se questo zelo che vi spinge ora, e di cui voi vi ammantate, è davvero così imperioso come dite, perché mai per manifestarsi ha proprio aspettato che Orgone vi abbia sorpreso a insidiare sua moglie e perché non pensavate a denunciarlo prima che lui fosse obbligato a cacciarvi di casa? E non vi parlo, poi, del dono di tutti i suoi avere che egli vi ha appena fatto; ma se voi volevate trattarlo oggi come un colpevole, come potevate accettare la minima cosa da lui?

TARTUFO (all’Ufficiale del Principe)  Signore, liberatemi da tutto questo chiasso, e vogliate, vi prego, eseguire senz’altro i vostri ordini.

L'UFFICIALE DEL PRINCIPE  Sì, senza dubbio ho atteso troppo. Giustamente voi mi invitate a fare il mio dovere e, per eseguirlo senz’altro, venite subito con me in prigione.

TARTUFO  Chi? Io, signore?

L'UFFICIALE DEL PRINCIPE  Sì, proprio voi.

TARTUFO  E perché mai in prigione?

L'UFFICIALE DEL PRINCIPE  Non è a voi che devo rendere conto. (A Orgone) Rimettetevi, signore, dalla vostra trepidazione. Noi viviamo sotto un Principe nemico della frode, un Principe i cui occhi sanno leggere in tutti i cuori e che tutta l’arte degli impostori non riuscirà a ingannare. Il suo grande animo è fornito di un così sottile discernimento da portar sempre sulle cose il più retto giudizio; nulla mai riesce a sorprendere la sua buona fede, e il suo fermo buon senso sa guardarsi da ogni eccesso. Egli rende gloriose con la sua benevolenza le persone dabbene, ma sa manifestare questa sua volontà sempre nella giusta misura: e tutto l’amore per la verità non riuscirà mai a trarlo in fallo davanti alle menzogne dei malvagi. Costui non avrebbe potuto certo ingannarlo: egli è riuscito a sottrarsi a insidie ben più pericolose. Con la sua penetrazione egli ha ben scorto subito tutta la bassezza di quest’anima. Presentandosi per accusarvi, costui s’è tradito da sé stesso e, per somma volontà del Cielo, si è manifestato al Principe per quello ch’egli era: niente altro che un furfante matricolato del quale il Principe già era informato sotto un altro nome, ed è tutta una catena di male azioni che a raccontarle non finirebbero più. Il Principe, per farla breve, è subito rimasto inorridito dalla sua bassa ingratitudine e dalla sua slealtà verso di voi. A tutti gli altri delitti di costui, egli ha ora aggiunto quest’ultimo; e mi ha ordinato di condurlo fin da voi soltanto per vedere sino a qual punto sarebbe giunta la sua impudenza e per obbligarlo a rendervi ragione senz’altro d’ogni cosa. Sì, egli vuole che io spogli il traditore di tutte quelle vostre carte di cui egli si dice padrone e che le riconsegni a voi. Con il suo supremo potere egli rompe il contratto per il quale voi gli faceste dono di tutti i vostri beni e vi perdona anche di quell’offesa alla sua autorità, nella quale voi siete incorso per favorire un amico. Egli vuole così premiarvi per lo zelo che voi altra volta dimostraste in sua difesa: per mostrare che il suo cuore sa ricompensare a tempo debito, quando meno ci si pensa, tutte le buone azioni; che il vero merito con lui non ha mai nulla da perdere e che piuttosto che del male egli si ricorda del bene.

DORINA  Sia lodato Iddio!

MADAMA PERNELLA  Ora respiro!

ELMIRA  Esito insperato.

MARIANNA  Chi l’avrebbe mai detto?

ORGONE (a Tartufo condotto via dall’Ufficiale)  Eccoti lì, traditore!

L'OMAGGIO AL RE DI FRANCIA   In una scena precedente, Orgone aveva detto che Tartufo gli aveva insegnato un completo (e in verità raccapricciante) disinteresse per il mondo: «io potrei veder morire ora, così, mio fratello, i miei figli, mia madre, mia moglie, senza che me ne facesse né caldo né freddo». Tartufo ribadisce qui quel brutale habitus mentale: davanti al suo obbligo nei confronti del re «dovrei sacrificare chiunque, amici, moglie, genitori, e me stesso, con loro». In realtà, Tartufo difende soltanto il suo interesse, e cerca di vendicarsi di chi, avendo scoperto le sue nefandezze, lo ha messo alla porta. Ma Tartufo ha fatto male i suoi conti, perché l’ufficiale del principe arresta lui, non Orgone. Grazie a un sovrano giusto e virtuoso l’ordine morale può essere finalmente restaurato: l’impostore viene punito, Orgone riacquista i suoi beni, Damide si riconcilia col padre e Marianna può sposare Valerio. Questa conclusione celebrativa, assente nella prima versione dell'opera del 1664, diventava necessaria nel 1669, dopo le tante polemiche che avevano accompagnato il Tartufo fin dalle sue prime rappresentazioni a Versailles. Essa infatti costituiva un omaggio da parte dell’autore a quel sovrano (Luigi XIV) che aveva permesso il ritorno della commedia sulle scene, salvandola dal rogo cui la volevano condannare i falsi devoti. 

Esercizio:

COMPRENDERE


1. In che modo Tartufo giustifica il suo comportamento?



Analizzare


2. Riassumi in una tabella il sistema di relazioni tra i personaggi della commedia. In che modo evolve il loro rapporto col protagonista?



CONTESTUALIZZARE


3. Quali sono le caratteristiche che l’ufficiale del principe attribuisce al suo signore? Chi è, per lui, il principe perfetto?



4. Spiega ai tuoi compagni, in una breve relazione, in che modo la commedia di Molière è stata influenzata dal contesto sociale e politico in cui è stata scritta.



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