Giuseppe Gioachino Belli

Sonetti

Er caffettiere fisolofo

Come indica il titolo del sonetto , la voce parlante è quella di un caffettiere che propone la sua visione dell’esistenza, trovando un valore simbolico nell’immagine, per lui quotidiana, della macinatura dei chicchi di caffè. Il caffettiere è un popolano, ma le sue osservazioni sono frutto di uno sguardo acuto, forse stimolato dai discorsi ascoltati nel suo caffè. Il caffè – va sottolineato – non è l’osteria: è un locale in cui si danno ritrovo persone che appartengono a ceti sociali diversi e che discutono di attualità e di politica, di arte e di letteratura. È qui che si forma, nell’età di Belli, l’opinione pubblica (per fare un esempio, il caffè Pedrocchi di Padova ha un ruolo rilevante nella storia della città e del nostro Risorgimento: è uno dei luoghi in cui prende corpo il moto dell’8 febbraio 1848, che portò alla cacciata degli austriaci dalla città).

L’ommini de sto Monno sò ll’istesso
che vvaghi de caffè nner mascinino:
c’uno prima, uno doppo, e un antro appresso,
tutti cuanti però vvanno a un distino1.

Spesso muteno sito, e ccaccia spesso
er vago grosso er vago piccinino,
e ss’incarzeno2, tutti in zu l’ingresso
der ferro che li sfraggne in porverino3.

E ll’ommini accusì vviveno ar Monno
misticati pe mmano de la sorte
che sse li ggira tutti in tonno in tonno4;

e mmovennose oggnuno, o ppiano, o fforte,
senza capillo mai caleno a ffonno
pe ccascà nne la gola de la Morte5.

Roma, 22 gennaio 1833

 

Metro: sonetto con schema ABAB ABAB CDC DCD.

UN DESTINO INESORABILE Come i chicchi di caffè, gli esseri umani sono vittime di un meccanismo che subiscono senza capire, e senza poterlo dominare o modificare. Si agitano e combattono; i forti hanno la precedenza sui deboli, la sorte li rimescola, ma alla fine tutti hanno lo stesso destino: quello di essere ridotti in polvere e di finire, come il caffè nella gola di chi lo beve, nella «gola de la Morte». Anche la Chiesa ricorda, nella liturgia del mercoledì delle Ceneri, che l’uomo è polvere, così come insegna la Bibbia: «[homo] pulvis es et in pulverem reverteris» («[uomo] polvere tu sei e in polvere ritornerai», Genesi 3,19). La prospettiva del caffettiere è però opposta: per lui evidentemente non esiste un Dio padre che ha creato gli uomini per amore, così come non esiste un aldilà, in cui i buoni riceveranno un premio eterno e i malvagi un castigo eterno. 

LA POESIA DEGLI OGGETTI QUOTIDIANI Il procedimento del sonetto e l’immagine dei chicchi di caffè scelta da Belli hanno qualche somiglianza con alcune poesie seicentesche. Fino alla fine del Cinquecento, oggetti e azioni della vita di tutti i giorni potevano entrare solo nei componimenti di stile basso, comico, come quelli berneschi. Secondo la poetica barocca, invece, la lirica può parlare anche della quotidianità, con l’intento di metterne in evidenza gli aspetti curiosi, bizzarri, insoliti o anche ripugnanti (è famosa una poesia di Anton Maria Narducci, Sembran fère d’avorio in bosco d’oro, su una bella donna intenta a spidocchiarsi). Per esempio, nel sonetto intitolato Orologio a rote, Ciro di Pers riflette sul tempo che passa e sulla morte imminente utilizzando l’immagine di un orologio:

Nobile ordigno di dentate rote
lacera il giorno e lo divide in ore,
ed ha scritto di fuor con fosche note
a chi legger le sa: «sempre si more».

Nelle incisioni rinascimentali lo scorrere inesorabile del tempo veniva rappresentato attraverso l’immagine della clessidra (pensiamo alla celeberrima Melancolia di Albrecht Dürer). Ciro di Pers sceglie invece, allo stesso scopo, un oggetto moderno: l’orologio. Belli fa qualcosa di ancora più originale, proponendo un’immagine molto più vicina all’esperienza quotidiana del popolo. Né clessidre né orologi: simbolo della vita umana è la macinatura del caffè.

Esercizio:

Laboratorio

COMPRENDERE E ANALIZZARE

1 Quale forza superiore, secondo il caffettiere, domina il destino degli uomini?

2 Nel sonetto prevale un tono comico o un tono amaro e tragico? Oppure i due registri convivono? Motiva la tua risposta con opportuni riferimenti al testo.

INTERPRETARE

3 È corretto sostenere che il destino degli uomini è determinato a priori? In che modo questo giudizio corrisponde alle idee politiche di Belli? Motiva la tua risposta.

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  1. Gli uomini di questo mondo sono uguali ai chicchi di caffè nel macinino: infatti, uno prima, uno dopo, e l’altro appresso, tutti quanti però vanno verso il medesimo destino.
  2. ss’incarzeno: letteralmente: si incalzano.
  3. Spesso mutano di posto, e il chicco grosso scaccia spesso quello piccolino, e si ingorgano tutti all’ingresso del ferro, che li macina in polvere fina.
  4. in tonno in tonno: “in tondo in tondo”, cioè senza possibilità di uscita.



    Anche gli uomini vivono così nel mondo, mescolati dalla mano della sorte, che se li gira tutti a tondo a tondo;
  5. e muovendosi tutti o piano o forte, senza esserne mai consapevoli, se ne vanno a fondo, per cascare nella gola della morte.