Honoré de Balzac

La commedia umana

Gli esseri umani sono come animali

Nella prefazione all’opera Balzac spiega che cos’è la Commedia umana, e qual è il senso del suo gigantesco progetto. 

La prima idea della Comédie humaine fu per me all’inizio come un sogno, come uno di quei progetti impossibili che si accarezzano e che si lasciano volare via; una chimera1 che sorride, che mostra il suo volto di donna e che subito spiega le ali librandosi verso l’alto in un cielo fantastico. Ma la chimera, come molte chimere, diventa realtà, ha le sue leggi e una sua tirannia alle quali bisogna cedere.

Tale idea ebbe origine da un confronto tra l’Umanità e l’Animalità. […] Non c’è che un animale. Il creatore si è servito di un solo e unico modello per tutti gli esseri organizzati. L’animale è un principio che assume la sua forma esteriore, o, per esprimersi in modo più appropriato, i caratteri specifici della sua forma negli ambiti nei quali è chiamato a evolversi […].

Convinto di questa teoria ben da prima dei dibattiti ai quali essa ha dato vita, osservai che, sotto questo aspetto, la Società somigliava alla Natura. La Società non fa forse dell’uomo, a seconda degli ambiti nei quali la sua azione di dispiega, tanti uomini differenti quante sono le specie nella zoologia? Le differenze tra un soldato, un operaio, un amministratore, un avvocato, un ozioso, uno scienziato, un uomo di Stato, un commerciante, un marinaio, un poeta, un povero, un prete, benché più difficili da cogliere, sono altrettanto degne di considerazione di quelle che contraddistinguono il lupo, il leone, l’asino, il corvo, lo squalo, il vitello marino, la pecora, ecc. Come esistono le Specie zoologiche, sono dunque sempre esistite, e sempre perciò esisteranno, le Specie Sociali. Se Buffon2 ha realizzato un’opera magnifica cercando di rappresentare in un libro l’intera zoologia, non restava da realizzare un’opera di questo genere anche per la Società? Ma per le varietà animali la Natura ha posto dei limiti che la Società non doveva rispettare. Quando Buffon descriveva il leone, esauriva la leonessa in poche frasi mentre nella Società non sempre si limita a essere la femmina del maschio. Una coppia di sposi può essere formata da due esseri del tutto dissimili. La moglie di un mercante è talvolta degna di essere quella di un principe e spesso quella di un principe non vale quella di un artista. La Vita associata è luogo di combinazioni che la sola Natura non si può permettere perché è frutto dell’unione della natura e della società. Anche solo limitandosi a considerare i due sessi, la descrizione delle Specie Sociali era dunque almeno doppia rispetto a quella delle Specie Animali. Tra gli animali poi si creano poche situazioni drammatiche, la confusione non vi gioca alcun ruolo: gli animali si aggrediscono tra loro, ecco tutto. Anche gli uomini si aggrediscono, ma il loro essere più o meno intelligenti rende la lotta ben più complessa. […]

Ma come rendere interessante quel dramma con tremila, quattromila personaggi che una Società offre? Come piacere contemporaneamente al poeta, al filosofo e alle masse che vogliono la poesia e la filosofia espresse sotto forma di immagini sorprendenti [...]? Fu con questo pensiero che lessi le opere di Walter Scott: Walter Scott, questo trovatore moderno, stava allora conferendo una statura da gigante a un genere letterario ingiustamente definito secondario. […] Walter Scott innalzava al valore della filosofia della storia il romanzo, genere letterario che di secolo in secolo orna di diamanti immortali la corona dei paesi nei quali si coltivano le lettere. Egli metteva nel romanzo lo spirito dei tempi antichi, vi riuniva allo stesso tempo il dramma, il dialogo, il paesaggio, il ritratto, la descrizione. Faceva entrare nel romanzo il meraviglioso e il vero, caratteristiche dell’epopea: affiancava alla poesia la familiarità dei linguaggi più umili. Ma Scott, avendo trovato il suo stile nell’ardore del lavoro o grazie alla logica di questo lavoro invece di immaginare un vero sistema, non aveva pensato a collegare le sue opere l’una all’altra, in modo da creare una storia completa in cui ogni capitolo sarebbe stato un romanzo e ogni romanzo un’epoca3. Mentre coglievo questa assenza di collegamento tra le parti, che comunque nulla toglie alla grandezza dello scrittore scozzese, vidi al tempo stesso il sistema adatto alla realizzazione della mia opera e la possibilità di realizzarla [...]. Il caso è il più grande romanziere del mondo: per essere fecondi, non si deve fare altro che studiarlo. La Società francese sarebbe stata lo storico, io non dovevo che esserne il segretario. Stilando l’inventario dei vizi e delle virtù, raccogliendo i principali eventi generati dalle passioni, dipingendo i caratteri, scegliendo i principali avvenimenti della Società, creando dei tipi dall’unione di tratti di parecchi personaggi simili, potevo forse arrivare a scrivere la storia dimenticata da tanti storici, la storia dei costumi.

UN GRANDE AFFRESCO DELL'UMANITÀ La società umana, secondo Balzac, assomiglia alla natura. Come lo scienziato cataloga le specie animali, dunque, così lo scrittore può organizzare e analizzare gli uomini in base alla loro Specie sociale. Ma descrivere minuziosamente la realtà è sufficiente a renderla interessante?
Balzac trova la risposta ai suoi dubbi leggendo Walter Scott, che fu un punto di riferimento costante per gli scrittori del primo Ottocento. Scott aveva trasformato il romanzo in un mezzo potente quanto la storia o la filosofia, capace non soltanto divertire e distrarre, ma anche far riflettere, commuovere, pensare. Il segreto di questa forza, secondo Balzac, sta nella mescolanza di generi e forme che Scott ha messo in atto («il dramma, il dialogo, il paesaggio, il ritratto, la descrizione [...] il meraviglioso e il vero»), quella stessa mescolanza che anche Hugo aveva considerato un valore positivo nel descrivere la facciata di Notre-Dame. Ma Balzac ritiene di poter fare anche un passo ulteriore rispetto a Scott: mentre lui «non aveva pensato a collegare le sue opere l’una all’altra», con la Commedia umana Balzac farà in modo che le storie di tutti i personaggi risultino intrecciate, influenzandosi a vicenda e formando un unico grande affresco.

Esercizio:

COMPRENDERE


1. Balzac intende “illustrare i principi” della sua opera, e in questo brano presenta i temi che gli stanno più a cuore. Riassumili in 10-15 righe. 1 Balzac intende “illustrare i principi” della sua opera, e in questo brano presenta i temi che gli stanno più a cuore. Riassumili in 10-15 righe.



2. Chi è il più grande romanziere del mondo secondo il narratore? Perché?



3. Qual è la «storia dimenticata da tanti storici» che Balzac vuole scrivere?



ANALIZZARE


4. Perché Balzac sostiene che la Società assomiglia alla Natura?



INTERPRETARE


5. Rispetto alla Natura catalogata da Buffon, la «vita associata» degli esseri umani ha una fisionomia molto più complessa. Per quale ragione?



6. Perché Balzac ha parole di ammirazione per Walter Scott?



7. Nonostante l’ammirazione per Walter Scott, Balzac si accorge che nell’opera dello scrittore scozzese manca qualcosa. Che cosa?



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  1. chimera: creatura mitologica formata da parti di animali diversi. Qui è una metafora per indicare qualcosa che esiste solo nella fantasia.
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  3. Buffon: Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon (1707-88), filosofo e naturalista, la cui Storia naturale è a fondamento delle scienze naturali moderne, e in particolare della zoologia.
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  5. creare ... un’epoca: è appunto questa l’idea che sta alla base della Commedia umana: usare i vari romanzi come “quadri” che rappresentano un frammento della società francese dell’Ottocento.
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