Johann Wolfgang Goethe

I dolori del giovane Werther

Il ballo con Lotte

Werther va in campagna per amministrare alcune proprietà della famiglia e un giorno, durante una festa da ballo, fa la conoscenza di una ragazza, Carlotta S. detta Lotte. Rimasta presto orfana della madre, Lotte ha dovuto occuparsi dei fratellini più piccoli, diventando una donna concreta e indipendente. Al senso pratico e all’innocenza, inoltre, Lotte unisce una notevole cultura, che lascia Werther senza parole. Durante il loro primo incontro, i due si mettono a parlare di libri, un argomento intorno al quale Lotte ha le idee ben chiare: un buon romanzo, afferma infatti, è quello che sa creare l’illusione di un mondo reale, «nel quale tutto avviene come intorno a me».
Una volta rotto il ghiaccio parlando di letteratura, Lotte e Werther cominciano a parlare della festa da ballo alla quale stanno per recarsi.

La conversazione cadde sui piaceri della danza. – Se questa passione è un difetto, – disse Lotte, – confesso volentieri che per me non c’è nulla di più bello del ballo. Quando ho qualcosa per la testa e mi metto a pestare sulla mia spinetta1 scordata una contraddanza2, tutto si aggiusta.
Come mi inebriavo dei suoi occhi neri durante questi discorsi! Come attiravano tutta la mia anima le sue vivide labbra e le sue guance fresche e colorite! Affascinato dall’intelligenza e dal buon senso del suo discorso, spesso non sentivo neanche le parole con le quali si esprimeva! E questo te lo puoi ben immaginare, poiché mi conosci. Insomma, quando ci fermammo davanti al padiglione3, scesi dalla carrozza come uno che stesse sognando ed ero così perduto nei miei sogni in quel mondo sommerso nel crepuscolo che sentii appena la musica che giungeva fino a noi dalla sala illuminata.
Il signor Audran e un certo N. N. – chi ricorda tutti quei nomi! – che erano i cavalieri della cugina e di Lotte, ci vennero incontro allo sportello, si impossessarono delle loro dame e anch’io salii in casa con la mia.
Dapprima ballammo un minuetto4 scambiando continuamente le coppie; io invitavo una dama dopo l’altra, e proprio le più antipatiche non si decidevano mai a darmi la mano e a terminare così il ballo. Lotte e il suo cavaliere incominciarono un’inglese5 e ti puoi immaginare come ero felice quando, venuto il nostro turno, fece una figura6 anche con noi. Bisogna vederla ballare! Vedi, si dà al ballo con tutto il cuore e con tutta l’anima, tutto il corpo è una sola armonia, così spensierata, così disinvolta, come se non esistesse null’altro per lei, come se non potesse pensare, sentire null’altro; e in quel momento certamente ogni altra cosa scompare ai suoi occhi.
Le chiesi la seconda contraddanza; lei mi concesse la terza e con la più amabile sincerità del mondo mi assicurò che ballava la tedesca molto volentieri. – Qui da noi si usa così, – continuò, – le coppie che sono venute insieme ballano insieme la tedesca7, ma il mio cavaliere balla male il valzer e mi è grato se gli risparmio la fatica. Anche la sua dama non è molto brava e non le piace ballarlo. Da come balla l’inglese ho capito però che lei deve essere bravo per il valzer; sicché, se vuol ballare con me la tedesca, vada dal mio cavaliere e gli chieda il permesso, e io andrò dalla sua dama –. Accettai senz’altro e così stabilimmo che nel frattempo il suo cavaliere avrebbe fatto compagnia alla mia ballerina.
E allora s’incominciò! Per un tratto ci dilettammo in tutte le possibili posizioni delle braccia. Con che grazia, con che scioltezza si muoveva! Quando poi incominciammo il valzer e ci mettemmo a turbinare come due sfere celesti girano l’una intorno all’altra, ci fu naturalmente da principio un po’ di confusione, poiché quasi nessuno sapeva ballare. Ma noi avemmo l’accortezza di lasciarli sfogare; e quando i meno bravi ebbero sgombrato il campo, entrammo in lizza resistendo valorosamente insieme con un’altra coppia, Audran e la sua ballerina. Mai ero riuscito a ballare così bene e mi pareva di non essere più un essere umano. Tenere fra le braccia la più cara creatura e volare con lei in un turbine, tanto che tutto intorno spariva, e – Wilhelm, voglio essere sincero, giurai che mai una ragazza che io amassi e sulla quale avessi delle pretese, mai ti dico avrebbe dovuto ballare il valzer se non con me, dovesse costarmi la vita. Tu mi capisci!
Facemmo un paio di giri passeggiando intorno alla sala, per riprendere fiato. Poi lei si sedette e le arance8 che avevo messo da parte e che ormai erano le sole che fossero rimaste, ebbero un effetto meraviglioso, solo che ad ogni spicchio che lei per cortesia doveva spartire con una vicina indiscreta, provavo un colpo al cuore.
Al terzo ballo inglese noi eravamo la seconda coppia. Mentre attraversavamo ballando la fila, e Dio sa con quanta delizia io pendevo dalle sue braccia e dai suoi occhi che erano pieni della sincera espressione di una schietta e completa allegria, passammo davanti a una signora che già da tempo mi aveva colpito per l’espressione amabile e piena di grazia che aveva il suo viso non più giovane. Guarda sorridendo Lotte e, volandosene via, la minaccia con un dito e ripete un paio di volte con molta intenzione il nome di Albert.
– Chi è Albert, – chiesi a Lotte, – se la domanda non è troppo indiscreta? – Stava per rispondermi, quando fummo costretti a separarci per fare il grande otto9 e mi parve di scorgere una certa preoccupazione sulla sua fronte quando le ripassai davanti. – Perché devo nasconderglielo? – mi disse più tardi offrendomi il braccio per la promenade10. – Albert è un brav’uomo con il quale si può dire che sono fidanzata –. Ora questa notizia non era nuova per me (perché le ragazze me ne avevano già parlato lungo la strada), eppure mi parve del tutto nuova, poiché prima non l’avevo messa in relazione con lei, che in così breve tempo mi era diventata tanto cara. Insomma, mi confusi, persi la testa, mi ficcai in mezzo alle altre coppie provocando un grande disordine e ci volle tutta la presenza di spirito di Lotte che incominciò a tirarci e a spingerci di qua e di là per rimetterci in breve tutti a posto.

LE RAGIONI DEL CUORE La scena del ballo, che descrive le turbinose emozioni provate da Werther al primo incontro con Lotte, è uno dei passaggi cruciali del romanzo. All’epoca di Goethe partecipare ai balli in società era un momento fondamentale nella vita dei giovani, specie per le ragazze, che altrimenti non avevano la possibilità di uscire dalla cerchia delle loro consuete frequentazioni: nei romanzi dell’Ottocento accade spesso che i destini dei protagonisti si decidano durante i balli – lo stesso avviene, per esempio, ai personaggi di Lev Tolstòj (1828-1910), ad Anna e Vronskij in Anna Karenina come a Nataša e Andrej in Guerra e pace. Molti anni dopo, all’inizio del Novecento, sarà ancora un ballo il momento scelto da Thomas Mann (1875- 1955) per far venire alla luce il carattere del protagonista in Tonio Kröger, giovane artista che manifesta il suo rifiuto della vita borghese proprio con la decisione di non ballare.
Come nel caso della visita al giardino, inoltre, anche il ballo descritto da Goethe ha un significato preciso: Werther e Lotte si lanciano in un valzer, un ballo che all’epoca era quasi trasgressivo. La donna infatti veniva stretta fra le braccia dell’uomo, e la coppia ruotava vorticosamente senza doversi coordinare con le altre coppie. Si tratta insomma di un ballo “a due” e non di un ballo “di gruppo” (come la quadriglia). Travolti dall’entusiasmo, i due protagonisti dimenticano tutto ciò che li circonda: “qualcosa”, evidentemente, sta nascendo tra loro. Goethe costruisce qui una scena estremamente veloce, ad alta intensità emotiva, in cui alle sensazioni confuse del protagonista si mescolano dettagli realistici di grande efficacia (per esempio il fastidio di Werther verso le ballerine sgraziate che non si decidono mai a concludere la danza).

I ROMANZI AL TEMPO DI GOETHE La conversazione sui libri letti dalla protagonista (che si svolge durante il primo incontro di Werther e Lotte, qui non riportato) ha un notevole significato. Nella seconda metà del Settecento, scrivere un romanzo non era affatto un’attività scontata. Uno scrittore degno di questo nome componeva poesie o drammi, mentre il romanzo era considerato una forma d’intrattenimento di second’ordine, adatta a ragazzine provinciali come potevano essere Lotte e le sue amiche. Goethe lo sa benissimo, ma intuisce che è in corso un radicale cambiamento di interessi e di pubblico: le parole che scrive sulla rivista «Propyläen» provano la sua convinzione che la Weltliteratur sta prendendo un nuovo corso, all’interno del quale gli autori tedeschi dovrebbero avere un ruolo di primo piano. I commenti di Lotte, nei quali si citano romanzi in voga all’epoca come Il vicario di Wakefield dello scrittore inglese Oliver Goldsmith (1730-1774), vengono dunque presentati con una certa sufficienza («ogni autore darebbe ben poca importanza al giudizio di una fanciulla»), ma in realtà dietro di essi possiamo indovinare le opinioni dello stesso Goethe.

Esercizio:

Laboratorio

COMPRENDERE

1 Quali tipi di ballo si succedono nella scena che abbiamo letto? Che cosa li distingue?

2 Che cosa pensa Lotte della danza?

3 Perché Werther è incuriosito da Albert? Come reagisce alla spiegazione di Lotte?

ANALIZZARE

4 Come viene descritta fisicamente Lotte? Quali particolari colpiscono Werther?

5 Attraverso quali parole viene caratterizzato lo stato d’animo di Werther?

6 Che significato assume l’episodio in cui Werther e Lotte ballano «la tedesca»?

CONTESTUALIZZARE

7 C’è un romanzo tra quelli che hai letto in cui compare una scena di ballo? Come viene descritta? C’è qualcosa che la accomuna a quella narrata nel Werther? In che cosa consiste la principale differenza?

Stampa
  1. spinetta: era una sorta di piccolo clavicembalo con il quale si accompagnavano spesso le danze durante le riunioni familiari. Evidentemente Lotte ne possedeva una vecchia e di poco pregio (scordata), che tuttavia bastava a rallegrarla.
  2. contraddanza: ballo da fare in quattro coppie, affine alla quadriglia.
  3. padiglione: piccolo edificio che di solito veniva allestito all’interno del parco di un castello per ospitare banchetti o, come in questo caso, serate danzanti.
  4. minuetto: danza che si fa a coppie aperte (vale a dire che ci si scambia il partner) a ritmo allegro e sostenuto; il nome dipende forse dal fatto che i passi da compiere nella danza sono molto brevi.
  5. inglese: nel ballo all’inglese, o contraddanza (country-dance), i danzatori si affrontano a coppie, scambiandosi i partner.
  6. una figura: un giro di danza.
  7. tedesca: si tratta di una forma di valzer veloce, a ritmo ternario, un ballo molto osé per i tempi: la donna viene stretta tra le braccia dell’uomo e la coppia gira su se stessa senza doversi coordinare con altre coppie. È chiaro che Werther è ben contento di poter ballare il valzer con Lotte.
  8. arance: prima del ballo, Werther aveva messo da parte delle arance perché Lotte potesse rinfrescarsi, tra un giro di danza e l’altro.
  9. grande otto: una coreografia della danza a coppie.
  10. promenade: il termine, che in francese significa “passeggiata”, nel linguaggio della danza designa il lento cerchio che il ballerino descrive intorno alla ballerina, tenendola per il braccio.