Francesco Guicciardini

Ricordi

Il bene e il male

Guicciardini, che parte da una prospettiva etica cristiana, sembra ammettere, in alcuni Ricordi, la sostanziale bontà degli uomini: gli uomini, cioè, sarebbero per natura buoni, ma tale è la loro fragilità che finiscono spesso per corrompersi e commettere il male (Ricordo 134).
In altri Ricordi (come nel 201) Guicciardini afferma esplicitamente che i cattivi sono più dei buoni. In particolare, appare pessimista e sfiduciato nei confronti degli uomini di potere, definiti, senza mezzi termini, ladri (Ricordo 204), e che tuttavia sono protetti dai loro diretti superiori e invidiati dal popolo che li ammira per la loro ricchezza.

[134] Gli uomini tutti per natura sono inclinati più al bene che al male, né è alcuno el quale1, dove altro rispetto2 non lo tiri in contrario3, non facessi4 più volentieri bene che male; ma è tanto fragile la natura degli uomini, e sì spesse5 nel mondo le occasione che invitano al male, che gli uomini si lasciano facilmente deviare dal bene. E però6 e savî legislatori7 trovorono e premî e le pene: che non fu altro8 che con la speranza e col timore volere tenere fermi gli uomini nella inclinazione loro naturale.

[201] Parrà forse parola9 maligna o sospettosa10, ma Dio volessi non fussi vera: sono più e cattivi11 uomini che e buoni, massime12 dove va13 interesse di roba o di stato14. Però15, da quelli in fuora e quali16 per esperienza17 o relazione18 degnissime di fede conoscete buoni19, non si può errare a negociare con tutti20 cogli occhi bene aperti. È bene destrezza21 farlo in modo che non vi vendichiate nome22 di sfiducciati23, ma sustanziale è24: non vi fidate se non vedete poterlo fare.

[204] Non è possibile fare tanto che e ministri non rubino25: io sono stato nettissimo26, e ho avuto governatori e altri ministri sotto di me, e con tutta la diligenza27 che io abbia usata, e lo esemplo28 che ho dato loro, non ho potuto provedere29 tanto che basti. Ènne cagione30 che el danaro serve a ogni cosa, e che al vivere d’oggi31 è stimato32 più uno ricco che uno buono; e lo causa33 tanto piú la ignoranza o ingratitudine34 de’ principi35, che sopportano e tristi36 e a chi ha servito bene non fanno migliore trattamento che a chi ha fatto el contrario.

L'UOMO, CREATURA CORROTTA E CORRUTTIBILE  Una delle caratteristiche distintive dell’uomo è la debolezza morale: gli uomini, cioè, si lasciano facilmente trasportare, come dice Guicciardini nel Ricordo 134, dalle «occasione che invitano al male» (come oggi ancora si dice: l’occasione fa l’uomo ladro), in particolare quando si tratta di questioni di ricchezza o di potere («di roba o di stato», Ricordo 201). Proprio in ragione di questo pessimismo, Guicciardini ritiene che sia necessario trovare delle misure di controllo e imporre leggi agli uomini: i premi e le pene stabilite dagli stati servono proprio per arginare la sostanziale debolezza degli uomini.
La constatazione della cattiveria umana ha inoltre conseguenze dirette sul comportamento da tenere: Guicciardini invita a non fidarsi ciecamente di nessuno, a considerare con molta cautela ogni circostanza della nostra vita e i rapporti con gli altri.

Esercizio:

COMPRENDERE


1. Perché Guicciardini arriva ad affermare, alla fine del Ricordo 201, «non vi fidate se non vedete poterlo fare»?



INTERPRETARE


2. Guicciardini ha una visione tutto sommato positiva dell’uomo in sé, visto al di fuori della società e della storia; mentre ha una visione negativa, pessimistica dell’uomo nella società. Sei d’accordo con questa analisi?



3. «Gli uomini per natura sono inclinati più al... che al...» (Ricordo 134): usa questo avvio per scrivere una tua riflessione sulla natura umana.



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  1. né è alcuno el quale: e non c’è nessuno che.
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  3. altro rispetto: altre considerazioni.
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  5. non lo tiri in contrario: non lo spinga a fare il contrario.
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  7. non facessi: non faccia.
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  9. spesse: frequenti.
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  11. E però: E per questo.
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  13. e savî legislatori: i saggi legislatori; e è una forma antica dell’articolo plurale “i”, da non confondere con la congiunzione.
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  15. che non fu altro che: non per altro, che per.
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  17. parola: affermazione.
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  19. sospettosa: che tende a sospettare, immaginare il peggio.
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  21. e cattivi: i cattivi; e è l’articolo maschile plurale, come nelle righe che seguono.
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  23. massime: soprattutto.
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  25. dove va: dove c’è.
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  27. di roba o di stato: di ricchezza privata o di potere politico.
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  29. Però: Perciò.
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  31. da quelli in fuora e quali: a parte coloro i quali.
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  33. esperienza: per esperienza diretta.
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  35. relazione: resoconti (plurale); informazioni.
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  37. conoscete buoni: sapete che sono uomini buoni.
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  39. non si può errare … tutti: non si sbaglia se ci si relaziona con tutti gli uomini; negociare significa “trattare, condurre negozi”.
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  41. È bene destrezza: È segno di prontezza e accortezza, capacità di azione. Guicciardini descrive il modo giusto di agire nella realtà.
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  43. in modo … nome: in modo da non essere considerati (vendicarsi nome, “farsi la fama”).
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  45. sfiducciati: diffidenti.
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  47. ma sustanziale è: ma la cosa importante è.
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  49. Non è possibile … rubino: per quanto ci si impegni, non si riesce a fare in modo che i funzionari pubblici (ministri, “amministratori”) non rubino.
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  51. nettissimo: integerrimo; onestissimo; Guicciardini riporta l’osservazione generale alla sua esperienza personale di uomo politico.
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  53. diligenza: attenzione.
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  55. esemplo: esempio di condotta morale.
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  57. non … provedere: non sono riuscito a disporre le cose a sufficienza (per evitare la corruzione).
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  59. Ènne cagione: Ne è cagione, causa il fatto che.
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  61. al vivere d’oggi: al giorno d’oggi.
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  63. è stimato: è apprezzato, ammirato più un uomo ricco, che un uomo buono; in questa scala di valori, criticata da Guicciardini, gli uomini stimano più la ricchezza della bontà.
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  65. e lo causa: e causa questo atteggiamento disonesto.
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  67. ingratitudine: incapacità di valutare secondo i meriti.
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  69. principi: governanti nelle cariche più alte del potere.
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  71. sopportano e tristi: tollerano la presenza dei disonesti.
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