Carlo Porta

Lament de Marchionn di gamb avert

Il biglietto nel manicotto

Il biglietto nel manicotto



La pace dura poco. Dopo una decina di giorni, Melchiorre viene a sapere che il soldato e un sarto continuano ad andare di nascosto a casa della donna. Ciononostante, Melchiorre affretta i preparativi del matrimonio. Mette a posto la casa e soddisfa i capricci della Tettona: «le perine d’oro, la spilla d’oro, la collana di granati, la croce di perle». Le vuole fare una sorpresa regalandole due grandi orecchini ad anello: mentre glieli nasconde in un manicotto, trova un biglietto, che evidentemente le è stato mandato dall’altro suo amante, il soldato.





    Ecco, fioeuj, dee a trà, scoltee, sentii
    coss’el diseva quel fottuu begliett;
    no ghe baratti on ett;
532   scoltell, che ghe l’hoo in ment piccaa e scolpii:
    «Caro mio dolcie core
    ho receputo el tuvo beglietto
    del qualo te imprometto
536   che te sarò fidele in del mè amore.



    Domane sò de guardia tutto el giorno
    pôso ce vedaremo: Stà segura:
    ma tì però parcura
540   de scasciare quell’aseno de intorno.
    Basta né vedo l’ora
    Ch’el ti abbia tolto questo tuo accidento
    Per fornire el tormento
544   de far sta vita. Adio anema d’ora».





Melchiorre anche questa volta riesce a farsi raggirare. Incontra il soldato, quello che aveva visto la mattina nella stanza con la Tettona, e questi gli paga da bere, lo fa parlare e lo convince che è tutto uno scherzo: il termine asino sarebbe sufficiente, di per sé, a dimostrare che non si parla di lui nel biglietto.

Il matrimonio è ormai fissato. Una sera, la Tettona sostiene di essere malata: Melchiorre capisce che, in realtà, vuole andare a una festa in maschera senza di lui. Melchiorre finge di cadere nell’inganno: si traveste e va alla festa. In mezzo alla folla, individua una persona che gli sembra la Tettona travestita. Passa all’azione: inizia a picchiare lei e la maschera che la accompagna. Accorrono le guardie e obbligano tutti a togliersi le maschere. Melchiorre ha sbagliato: non era la Tettona. Il gendarme, per sottrarlo alla rabbia degli altri partecipanti alla festa, lo porta al posto di guardia, dove Melchiorre ha una terribile sorpresa: trova la Tettona, con la madre, intenta a spassarsela con il sarto e con il sergente. Ancora una volta, però, la donna riesce a far credere a Melchiorre che non stava facendo nulla di male.   





Il matrimonio: l’inizio di un incubo



Nei giorni successivi la Tettona si comporta in modo irreprensibile: la si vede sempre «col culo sulla sedia, intenta a lavorare con l’ago». Si celebrano finalmente le nozze.





    Tant’è, fioeuj: intramm dent lee in de l’uss,
    vegnimm lee in cà, e vedemm a scappà via
    quell pocch rest de legria
828   e de pas di dì indree, l’è staa on esuss.
    De sto pont desgraziaa
    no gh’è staa pù che guerr, che cattabuj,
    trappol, pastizz, garbuj,
832   gir e regir e corna stermenaa.  
   
    Lee cagna, lee ciocchera, lee bosarda,
    lenguasciona, leccarda, desgarbada:
    lee imbrojona, sfacciada,
836   starlattona, lunatega, testarda;
    lee zavaj, lee slandrosa,
    lee sguanguana, lee cappa di baltrocch,
    vardee, fioj, in pocch
840   che boccon de belee l’eva sta sposa?





Melchiorre piange e si dispera. Quando si accorge che la moglie è incinta, il ménage familiare migliora, anche se i capricci della Tettona prosciugano il salario. 





Melchiorre tradito e abbandonato



Dopo sei mesi, Melchiorre, rientrando a casa una sera, subisce un agguato: due tizi lo seguono e lo picchiano. Quando varca la soglia malconcio e sanguinante, alla moglie prendono le doglie per il parto: nasce un maschietto.





    Hin andaa i coss tant ben, grazia al Signor,
    l’è stada tanta la sattisfazion
    che hoo avuu in quella occasion
956   per sta proeuva inscì granda de sò amor,
    che, s’ciavo, hoo pensaa pù
    né ai guaj del temp indree, né ai soeu caprizzi,
    né al priguer del stremizzi,
960   né al brusor del buratt che hoo cattaa sù.



    Ma cold e matt d’amor ghe stava adree
    ch’avarev fin vorsuu famm in freguj,
    e a furia d’oeuv, de puj,
964   de formaj del mejor di cervellee,
    a furia de struzziamm,
    de stà di nocc intregh senza dormì,
    l’hoo missa in quindes dì
968   a la portada de possè pagamm.



    El pagament l’è staa che ona mattina,
    tornand de la bottia per disnà,
    troeuvi netta la cà
972   de possegh ballà denter la monfrina.
    Pù ona camisa, on strasc,
    pù on lenzoeu, ona coverta, on piatt, on ramm,
    e lee la ladra infiamm
976   scappada a fà la crappa, el soldarasc.



    Gesus! che infamitaa! che tradiment!
    Troeuvi in terra ona motta de palpee;
    leggi i letter de lee,
980   vedi l’intrigh col sart ciar e patent,
    e vegni in cognizion
    che sò l’eva el begliett, quell del guantin,
    sò el ladrament, sò infin
984   anch quell birba d’on fatt del buratton.



    In quell stat de passion, de primm bullor
    me sarev fors scannaa mì come on can,
    se a tertegnimm la man
988   no me vegneva in ment quell car amor,
    quell car angerottell,
    quell pover innocent del mè bambin,
    che l’è nanch settemin,
992   e el par squasi d’on ann, tant che l’è bell.



    Fioeuj tender de coeur che sii staa chì
    a scoltà i mee lument con cortesia,
    innanz de passà via,
996   compatimm, consolemm, piangii con mì;
    piangii col Marchionn,
    col pover Marchionn che sont mì quell,
    striaa e tiraa a bordell
1000   da la cappa de tucc i bolgironn.

ANALISI DEL TESTO

L’APPELLO A UN PUBBLICO DI PERSONE SIMILI A SÉ  Melchiorre chiama a raccolta il pubblico, secondo un modulo che era tipico dei poeti canterini medievali: per esempio, Il cantare di Fiorio e Biancifiore (metà del xiv secolo) inizia così: «O buona gente, vi voglio pregare / ch’el mio ditto sia bene ascoltato, / di quel che io vi voglio dire»; e così si conclude la prima ottava del Bruto di Bertagna (fine del xiv secolo): «E priego voi, signori e bona gente, / che con efetto mi deggiate udire, / ch’io vi dirò una canzon novella / che forse mai l’odiste sì bella». Ma Melchiorre non vuole un pubblico indifferenziato: lo seleziona sulla base di un’affinità. Gli ascoltatori della sua storia sono coloro che hanno sofferto per amore pene simili alle sue.
Nel corso del racconto Melchiorre richiama varie volte l’attenzione degli ascoltatori: li chiama Fioeuj (“figlioli”, ma noi useremmo “ragazzi”) ai vv. 529, 825 e 993. La prima stanza del testo viene richiamata dall’ultima, secondo una struttura ad anello: i vv. 5-8 ritornano ai vv. 998-1000, dando il segnale della fine della poesia. Nella conclusione, Melchiorre chiede a quanti lo hanno ascoltato con pazienza di “remunerarlo” con la loro compassione e consolazione.

CORNUTO E CONTENTO  La figura di Melchiorre, anche quando ci fa ridere, suscita compassione. È un uomo ingenuo e buono: egli non capisce come la Tettona possa continuare a ingannarlo e, dunque, non riesce a organizzare una difesa. L’amore per lei lo travolge: rimane impigliato in una relazione da cui non sa uscire.
La vicenda ha alcune somiglianze, del tutto casuali, con Schiavo d’amore (il cui titolo originale è Of human bondage), uno dei romanzi più noti di William Somerset Maugham (si pronuncia Mòom), edito nel 1915. Il protagonista si chiama Philip Carey e deve parte della sua timidezza a una malformazione al piede. Mildred, la donna di cui si innamora follemente, lo avvicina solo quando è stata abbandonata con un neonato dal suo amante. Philip la aiuta, ma lei, dopo qualche tempo, fugge con un amico di lui. I due si incontrano ancora, mentre lei fa la prostituta. Philip non la ama più, ma la accoglie in casa come governante. Mildred gli si offre: siccome viene respinta, distrugge la casa e scappa. Quando si rincontrano, lei, che è tornata a fare la prostituta, è ammalata e sta morendo.

LA FORMA  Anche se si tratta di un dialetto difficile, scorrendo con gli occhi i versi originali, si può notare come la sintassi sia semplice. Come capita anche in Belli, il discorso sembra calarsi con naturalezza nella misura del verso: sono rare le figure retoriche di posizione (anafore e iperbati).
Melchiorre utilizza una lingua popolare, che comprende le parolacce (culo, balle) e il latino storpiato: dittum fattum (v. 384), invece che dictum factum. È interessante il biglietto che Melchiorre trova per caso: è scritto in un italiano impreciso, scorretto, dalla grafia improvvisata.
Siccome Melchiorre è un popolano, le similitudini che usa sono tratte dal mondo che conosce: il volto della Tettona sembra una rosellina, nella quale le pupille spuntano «da due tagli bislunghi come l’incisione che si fa nei marroni arrosto»; le scarpe sono piccole come i coperchi che stanno sopra la rocca (uno degli strumenti per la filatura); gli orecchini sono «grandi come due cerchioni di ruota di carrozza».

Esercizio:

COMPRENDERE


1. Riscrivi il biglietto d’amore in italiano corretto.



2. Facendo riferimento al testo Il matrimonio, indica qual è il sentimento che prova il Melchiorre personaggio, mentre è in casa con sua moglie, e qual è il sentimento che prova il Melchiorre narratore, mentre racconta.



3. Perché la Tettona ha tanta fretta di sedurre e sposare Melchiorre, nel testo Melchiorre tradito e abbandonato?



4. Nel tentativo di avvicinare il loro dialetto alla lingua italiana, i personaggi di Porta fanno degli errori (alcuni molto comici). Indica qualcuno di questi errori.



5. L’uso del dialetto ha una grande forza espressiva: attraverso il dialetto, infatti, Porta riesce a entrare (e a far entrare il lettore) nel mondo interiore dell’umile Melchiorre. Quali sono, secondo te, le battute in dialetto nelle quali il carattere di Melchiorre emerge in maniera più vivida?



6. Cerca le etimologie di queste parole, contenute nel testo Melchiorre tradito e abbandonato: s’ciavo (v. 957, è l’italiano “ciao”), cattaa (v. 960, può aiutarti l’italiano “captare”, che però ha un altro significato), disnà (v. 970, può aiutarti l’italiano “desinare”), palpee (v. 978, può aiutarti l’italiano – raro e regionale – “papello”).



7. Fino a non molti anni fa, la gran parte degli italiani parlava dialetto. Quando, approssimativamente, le cose sono cambiate ed è andata imponendosi la lingua nazionale? Quali sono state le cause di questo mutamento?



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