Francesco Guicciardini

Storia d’Italia

Il Sacco di Roma

Il Sacco di Roma non è presentato soltanto come un evento militare ma quasi come un fatto simbolico, la conferma di quel quadro di decadenza e calamità a cui Guicciardini aveva accennato fin dal Proemio dell’opera: un mondo di carestie, malattie, violenze, spogliazioni. All’inizio del libro XVIII, che parla dell’anno 1527, Guicciardini anticipa gli eventi terribili che sta per descrivere.

Sarà l’anno mille cinquecento ventisette pieno di atrocissimi e già per più secoli non uditi accidenti: mutazioni di stati, cattività1 di prìncipi, sacchi2 spaventosissimi di città, carestia grande di vettovaglie, peste quasi per tutta Italia grandissima; pieno ogni cosa di morte di fuga e di rapine.

È un’introduzione che imposta, fin dalle prime righe, il clima narrativo e i temi centrali dei capitoli che seguono, fino ad arrivare alla vera e propria descrizione del Sacco di Roma.  

Però il giorno medesimo gli spagnuoli, non avendo trovato né ordine né consiglio di difendere il Trastevere, non avuta resistenza alcuna, v’entrorono dentro3; donde4 non trovando più difficoltà5, la sera medesima a ore ventitré, entrorono per ponte Sisto nella città di Roma: dove6, da quegli in fuora7 che si confidavano nel nome della fazione8, e da alcuni cardinali che per avere nome9 di avere seguitato le parti di Cesare10 credevano essere più sicuri che gli altri, tutto il resto della corte e della città, come si fa ne’ casi tanto spaventosi, era in fuga e in confusione. Entrati dentro, cominciò ciascuno11 a discorrere tumultuosamente alla preda12, non avendo rispetto non solo al nome degli amici né all’autorità e degnità de’ prelati, ma eziandio13 a’ templi a’ monasteri alle reliquie onorate dal concorso di tutto il mondo14, e alle cose sagre. Però15 sarebbe impossibile non solo narrare ma quasi immaginarsi le calamità16 di quella città, destinata per ordine de’ cieli17 a somma grandezza ma eziandio18 a spesse direzioni19; perché era l’anno ... che era stata saccheggiata da’ goti20. Impossibile a narrare la grandezza della preda, essendovi accumulate21 tante ricchezze e tante cose preziose e rare, di cortigiani e di mercatanti; ma la fece ancora maggiore la qualità e numero grande de’ prigioni22 che si ebbeno a ricomperare23 con grossissime taglie: accumulando ancora la miseria e la infamia24, che molti prelati presi da’ soldati, massime25 da’ fanti tedeschi, che per odio del nome della Chiesa romana erano crudeli e insolenti, erano in su bestie vili26, con  gli abiti e con le insegne delle loro dignità27, menati a torno con grandissimo vilipendio28 per tutta Roma; molti, tormentati29 crudelissimamente, o morirono ne’ tormenti o trattati di sorte30 che, pagata che ebbono la taglia31, finirono fra pochi dì la vita32. Morirono, tra nella battaglia e nello impeto33 del sacco34, circa quattromila uomini. Furono saccheggiati i palazzi di tutti i cardinali (eziandio35 del cardinale Colonna che non era con l’esercito), eccetto quegli palazzi che, per salvare i mercatanti che vi erano rifuggiti36 con le robe37 loro e così le persone e le robe di molti altri, feciono grossissima imposizione in denari38: e alcuni di quegli che composeno39 con gli spagnuoli furono poi o saccheggiati dai tedeschi o si ebbeno a ricomporre con loro40. [...]
I prelati e cortigiani spagnuoli e tedeschi, riputandosi sicuri41 dalla ingiuria delle loro nazioni, furono presi e trattati non manco42 acerbamente che gli altri. Sentivansi i gridi e urla miserabili delle donne romane e delle monache, condotte a torme43 da’ soldati per saziare la loro libidine: non potendo44 se non dirsi essere oscuri a’ mortali i giudizi di Dio, che comportasse45 che la castità famosa46 delle donne romane cadesse per forza47 in tanta bruttezza e miseria. Udivansi per tutto infiniti lamenti di quegli che erano miserabilmente tormentati, parte48 per astrignergli a fare la taglia49 parte per manifestare le robe ascoste50. Tutte le cose sacre, i sacramenti e le reliquie de’ santi, delle quali erano piene tutte le chiese, spogliate de’ loro ornamenti, erano gittate per terra; aggiugnendovi la barbarie tedesca infiniti vilipendi51. E quello che avanzò alla preda de’ soldati52 (che furno le cose più vili) tolseno poi i villani de’ Colonnesi53, che venneno dentro. Pure il cardinale Colonna, che arrivò (credo)54 il dì seguente, salvò molte donne fuggite in casa sua. Ed era fama55 che, tra denari oro argento e gioie56, fusse asceso il sacco57 a più di uno milione di ducati, ma che di taglie58 avessino cavata ancora quantità molto maggiore59.

DESCRIVERE L’INDESCRIVIBILE Il Sacco di Roma è un momento di svolta, uno snodo non solo storico e politico, ma anche emotivo: dopo, niente sarà più come prima. Roma, la città al centro della cristianità ed erede delle prerogative imperiali, viene saccheggiata come al tempo dei barbari. La sensazione di disorientamento è chiarissima nel racconto di Guicciardini.

L’ITALIA ORMAI DEVASTATA Il quadro di pace delineato nel Proemio si dissolve definitivamente, e la penisola italiana appare per quello che è: una terra di conquista per potenze straniere, retta da governanti incapaci di dominare gli eventi. Per certi aspetti, il Sacco di Roma è solo l’ultimo tassello di un mosaico di distruzione, il tassello che più di tutti sconvolge la percezione dei contemporanei. Ma non sarà l’ultimo: per Guicciardini, fiorentino, un ulteriore punto di svolta sarà anche l’assedio di Firenze (ottobre 1529 - agosto 1530) per opera delle truppe pontificie e imperiali, che segnerà la fine della Repubblica fiorentina.

 

Esercizio:

DESCRIVERE L’INDESCRIVIBILE

1 Quali aspetti connotano maggiormente la descrizione che fa Guicciardini dell’evento? Rispondi considerando, in particolare, le ripetizioni, i superlativi e gli aggettivi che esprimono la vastità del bottino, i particolari dal forte carico emotivo.

2 Ti sembra che il narratore si limiti a rappresentare in modo neutro i fatti o, piuttosto, che lasci trasparire, più o meno esplicitamente, un suo giudizio? Rispondi con riferimenti al testo.

3 I periodi di Guicciardini sono ricchi di incidentali. Quale intenzione è possibile cogliere dietro questa caratteristica stilistica e argomentativa?
 

L’ITALIA ORMAI DEVASTATA

4 Come si comportano i saccheggiatori, provenienti da Paesi nei quali erano diffusi i movimenti riformisti, nei confronti del clero e dei simboli cristiani?

5 Il Sacco di Roma è un avvenimento traumatico della storia italiana, che ha anche un forte valore simbolico. Illustra in un breve testo o in un’esposizione orale di 3-5 minuti la portata storica di questo avvenimento.

6 Alla luce anche di questo testo, sintetizza la visione della storia di Guicciardini.

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  1. cattività: prigionie.
  2. sacchi: saccheggi.
  3. v’entrorono dentro: gli spagnoli passano attraverso Trastevere. 
  4. donde: e da lì. 
  5. difficoltà: ostacoli.
  6. dove: a Roma, dove tutti si davano alla fuga.
  7. da quegli in fuora: tranne coloro. 
  8. che ... fazione: che si sentivano al si curo, perché erano sostenitori degli spagnoli. 
  9. per avere nome: per avere fama. 
  10. di avere ... Cesare: di essere stati dalla parte dell’imperatore. 
  11. ciascuno: dei soldati imperiali. 
  12. discorrere ... preda: correre qua e là per fare bottino.
  13. ma eziandio: ma neanche.
  14. dal ... mondo: dall’affluire di persone che andavano a Roma a vedere le reliquie. 
  15. Però: per questo (per la gravità del fatto).
  16. calamità: disgrazie; è una delle parole ricorrenti di tutta la Storia di Guicciardini: compariva anche nel proemio.
  17. per ... cieli: dal volere di Dio. 
  18. ma eziandio: ma anche. 
  19. a spesse direzioni: saccheggi frequenti; direzione viene dal verbo latino diripio, “saccheggiare”.
  20. perché ... goti: Guicciardini accenna a un altro celebre “sacco” sofferto da Roma, di cui però non ricorda la data: lascia allora lo spazio bianco, per riempirlo, in fase di revisione con l’indicazione corretta (il Sacco dei Goti è del 410 d.C.).
  21. essendovi accumulate: è difficile dire l’entità del bottino (anche se alla fine del brano Guicciardini tenta una stima), perché si devono calcolare gli alti riscatti pagati dai prigionieri e le offese contro il clero.
  22. prigioni: ostaggi.
  23. che ... ricomperare: che dovettero pagare il riscatto. 
  24. la miseria e la infamia: la vergogna e il disonore. 
  25. massime: soprattutto. 
  26. erano ... vili: i prelati romani erano portati in giro per la città, su animali ignobili.
  27. insegne ... dignità: simboli della loro carica ecclesiastica. 
  28. vilipendio: ingiurie.
  29. tormentati: torturati. 
  30. di sorte: in modo.
  31. pagata ... taglia: dopo aver pagato il riscatto. 
  32. finirono ... la vita: dopo pochi giorni morirono.
  33. impeto: violenza.
  34. Sacco 

    Dal latino saccus, a sua volta dal greco sákkos, è, in origine, il nome di un tessuto scabro, rozzo, di colore scuro, che serviva per fabbricare gli abiti di coloro che facevano penitenza (come i sai dei francescani). Poi, per metonimia, il termine passò a designare un recipiente fatto di sacco, cioè di due pezzi di tela ruvida cucita insieme, con un’apertura in cima per mettervi dentro degli oggetti: e questo è per noi oggi il significato corrente di sacco. Ma, specie nell’italiano antico (meno in quello moderno), sacco era anche sinonimo di saccheggio, e si potevano (e si possono) usare espressioni come mettere a sacco o andare a sacco (cioè “essere saccheggiati”): il Sacco di Roma è dunque il “saccheggio di Roma”.

     
  35. eziandio: e anche.
  36. rifuggiti: vi si erano riparati, in fuga. 
  37. robe: merci.
  38. feciono ... denari: pagarono grosse somme di denaro.
  39. composeno: trattarono, arrivarono a un accordo, pagando.
  40. o si ... loro: o dovettero poi trattare anche con i tedeschi. 
  41. riputandosi sicuri: credendo di essere al sicuro, in nome della comune origine. 
  42. non manco: non meno. 
  43. a torme: a gruppi.
  44. non potendo: e non si poteva che ammettere che gli uomini non riescono a capire le decisioni di Dio; Guicciardini esprime qui una sua convinzione, che si trova anche in altri passi della sua opera.
  45. che comportasse: perché Dio permetteva. 
  46. famosa: con un ricordo della castità delle matrone romane, celebrata dagli storici latini.
  47. per forza: con la violenza.
  48. parte: in parte.
  49. per ... taglia: per costringerli a pagare il riscatto. 
  50. per ... ascoste: per rivelare dove avevano nascosto le loro ricchezze. 
  51. aggiugnendovi ... vilipendi: e la barbarie dei tedeschi vi aggiungeva ulteriori offese; la barbarie è qui personificata, come se fosse la vera protagonista.
  52. quello ... soldati: le cose che non furono saccheggiate dai soldati; perché erano vili: di basso valore.
  53. tolseno ... Colonnesi: furono prese dagli uomini fedeli a Pompeo Colonna, nominato subito dopo; Colonna (1479-1532), vescovo di Viterbo e cardinale, aveva lasciato che le sue truppe attaccassero Roma, anziché difenderla; il giudizio di Guicciardini su Colonna è severo anche in altri passi della Storia, in cui lo accusa di puntare al pontificato; in realtà, dopo il Sacco, Colonna si impegnò a favore di una parte della popolazione romana e si riavvicinò al papa.
  54. (credo): anche questo può essere un appunto di Guicciardini, che si riprometteva di verificare le sue fonti, per indicare la data esatta dell’entrata a Roma del cardinale Colonna.
  55. era fama: si diceva.
  56. gioie: gioielli.
  57. fusse ... sacco: il sacco fosse arrivato all’ammontare di. 
  58. di taglie: grazie ai riscatti. 
  59. avessino ... maggiore: i soldati imperiali avessero ricavato molto di più.