Bertolt Brecht

L’opera da tre soldi

La ballata d’addio di Macheath

Il brano che segue è tratto dal finale dell’opera, in cui i personaggi principali sono riuniti davanti alla gabbia in cui è rinchiuso Macheath. 

Viene ammesso il pubblico: Peachum, signora Peachum, Polly, Lucy, le prostitute, il prete, Mattia e Giacobbe1.

ENNY Non volevano lasciarci entrare. Ma io gli ho detto: «O vi togliete di lì, brutti musi di merda, o vi faccio vedere io chi è Jenny delle Spelonche!».

PEACHUM Io sono il suocero. Vogliate scusare, quale fra i presenti è il signor Macheath?

MACHEATH (si presenta) Macheath.

Peachum passa davanti alla gabbia, va a schierarsi a destra come tutti quelli che lo seguiranno.

PEACHUM Il destino ha voluto, signor Macheath, che ella fosse mio genero senza che io la conoscessi. Le circostanze nelle quali per la prima volta la vedo, sono molto tristi. Signor Macheath, un tempo lei aveva guanti bianchi glacé2, un bastone con l’impugnatura d’avorio e una cicatrice sul collo, e frequentava l’Albergo della Seppia. Non le è rimasta che la cicatrice, la quale, tra tutti i suoi segni di riconoscimento, è senza dubbio quello di minor valore, non frequenta più altri luoghi che le gabbie, e probabilmente fra poco neanche più quelle.

Polly passa piangendo davanti alla gabbia, va a schierarsi a destra.

MACHEATH Come sei ben vestita.

Mattia e Giacobbe passano davanti alla gabbia, vanno a schierarsi a destra.

MATTIA Non siamo riusciti a passare dalla gran ressa che c’era. Abbiamo corso tanto, che ho avuto paura che a Giacobbe gli pigliasse un accidente. Se non ci credi…

MACHEATH Che cosa dicono i miei uomini? Hanno dei buoni posti3?

MATTIA Vede, Capitano, ci abbiamo pensato, mi capisce. Vede, un’incoronazione non è roba di tutti i giorni. Gli uomini devono guadagnare, quando possono. Mandano i loro saluti.

GIACOBBE Di tutto cuore!

SIGNORA PEACHUM Signor Macheath, chi l’avrebbe detto una settimana fa, quando facevamo quattro salti all’Albergo della Seppia?

MACHEATH Già, quattro salti.

SIGNORA PEACHUM Ma quaggiù il destino è senza pietà.

BROWN (nel fondo, al prete) E pensare che con quest’uomo sono stato spalla a spalla sotto il fuoco, nell’Azerbaigian4!

JENNY(si avvicina alla gabbia) In Drury Lane siamo tutti sconvolti. Nemmeno uno è andato all’incoronazione. Tutti vogliono vedere te5. (Va a schierarsi a destra).

MACHEATH Vedere me.

SMITH Beh! ci siamo. Sono le sei. (Lo fa uscire dalla gabbia).

MACHEATH Non dobbiamo far aspettare questa brava gente. Signore e signori. Ecco davanti a voi, in procinto di scomparire, il rappresentante di una categoria che va anch’essa scomparendo. Noi, piccoli artigiani borghesi, noi che lealmente affrontiamo, col piede di porco alla mano, le casse di nichel6 delle bottegucce, noi veniamo ingoiati dai grandi imprenditori, dietro i quali stanno le banche. Che cos’è un grimaldello di fronte a un titolo azionario? Che cos’è l’effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca? Che cos’è l’omicidio di fronte al lavoro impiegatizio? Miei concittadini, io mi accomiato da voi. Vi ringrazio di essere venuti. Alcuni tra voi mi sono stati molti vicini. Che Jenny mi abbia tradito, è cosa che mi stupisce assai. Prova evidente che il mondo rimane uguale a se stesso. Il concorso di alcune circostanze sfortunate ha fatto sì ch’io soccombessi. Bene, soccomberò.

Luce dorata. L’organetto viene illuminato. Dall’alto scendono tre lampade appese a una pertica. Sui cartelloni la scritta:

BALLATA NELLA QUALE MACHEATH CHIEDE PERDONO A TUTTI

 

 

    Fratelli umani che in vita restate,
    non lasciate indurire i vostri cuori.
    Non masticate un riso scimunito
    quando saremo issati sulla forca.
    Non infierite, anche se siam caduti
    non usate dei giudici l’asprezza.
    Gente non siamo di spiriti miti!
    Rinunciate alla vostra leggerezza.
    Che il nostro esempio possa ammaestrarvi,
    ma voi chiedete a Dio pietà per me.
    La pioggia ci ha lavati e rilavati
    qui nelle carni che abbiamo ingrassato,
    e gli occhi troppo aperti e ancor più avidi
    i corvi ce li strappano dal capo.
    Troppo in superbia noi siamo saliti
    e la superbia quassù ci ha innalzati,
    dove gli uccelli ingordi ora ci beccano
    come palle di sterco sulla strada.
    Che il nostro caso vi serva di monito!
    Ma voi chiedete a Dio pietà per me.
    Alla ragazza che scopre il petto
    per attirare i merli in caldo,
    al ganzo che le strizza l’occhio
    sperando di spillarle i soldi,
    alle puttane, ai protettori,
    ai tagliaborse, ai randagi, ai furfanti,
    alla canaglia dei bassifondi
    chiedo perdono a tutti quanti.
    Ma non lo chiedo a quei cani fottuti
    di sbirri che m’han nutrito a rifiuti
    sera e mattina, e tanto
    m’hanno fatto penare.
    Potrei insultarli come meritano,
    ma quest’oggi mi sento buono,
    non voglio cercarmi più triboli7
    e anche a loro chiedo perdono.
    Dategli giù sul grugno
    martelli di ferro sodo.
    Niente rancori, ad ogni modo:
    chiedo perdono a tutti quanti.


SMITH Prego, Signor Macheath.

SIGNORA PEACHUM Polly e Lucy, state vicine al vostro uomo nella sua ultima ora.

MACHEATH Signore mie, malgrado tutto quel che c’è stato…

SMITH (lo conduce via) Andiamo!

MARCIA AL SUPPLIZIO

Tutti escono da porte a sinistra. Queste porte sono aperte negli schermi di proiezione. Poi tutti rientrano dall’altro lato della scena, reggendo delle torce a vento. Quando Macheath è issato sulla forca, parla

PEACHUM
Stimatissimo pubblico, siamo giunti al momento
che il signor Macheath dev’essere impiccato:
non se l’è mai cavata a buon mercato
un uomo in tutta la cristianità.
Ma perché non vi passi per il capo
che sia nostra la colpa del suo male,
il signor Macheath non sarà più impiccato
e abbiamo immaginato un diverso finale.
Così almeno in un’opera avverrà
che il diritto dia luogo alla pietà.
E il nostro buon volere a dimostrare
ecco un messo reale che a cavallo compare.

TERZO FINALE DA TRE SOLDI
Sui cartelloni la scritta: «Apparizione del messo reale a cavallo».

CORO
Chi mai viene!
Un messo reale a cavallo!

In sella a un destriero appare Brown quale messaggero a cavallo.

BROWN Per volere della regina, il Capitano Macheath viene immediatamente rimesso in libertà. (Giubilo generale). Gli viene in pari tempo conferita dignità nobiliare (giubilo) e il castello di Marmarel e la rendita di un vistoso patrimonio fino al termine dei suoi dì. Agli sposi novelli per mio tramite giunga il regale augurio d’ogni bene.

MACHEATH Graziato, graziato! Lo sapevo, quanto più oscura è l’ora, più vicino è il soccorso.

POLLY Graziato, Mackie, mio caro, ti han graziato. Sono felice.

SIGNORA PEACHUM E così infine abbiamo l’happy end. Così piacevole sarebbe per noi la vita, se arrivassero sempre i reali messaggeri.

PEACHUM Perciò restate tutti dove siete, e cantate il corale8 dei miseri tra i miseri, la cui dura esistenza fu oggi rappresentata. La realtà purtroppo è assai diversa, si sa. I messi a cavallo giungono assai di rado, se i calpestati osano recalcitrare9. E perciò non vi accanite troppo sul peccato.

TUTTI (cantano accompagnati dall’organo, mentre sfilano sul davanti della scena)
Non vi accanite sul peccato: in breve
da sé nel proprio gelo sarà estinto.
Meditate la tenebra e l’inverno
di questa valle percossa dal pianto.

 

 

UNA BANCA: È PEGGIO SVALIGIARLA O FONDARLA?   Come si è detto, Brecht scrive L’opera da tre soldi dopo il suo avvicinamento al marxismo: il dramma è quindi il primo tentativo di realizzare una nuova forma di teatro. Dietro la denuncia della società capitalistica – «Che cos’è un grimaldello di fronte a un titolo azionario? Che cos’è l’effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca?», dice Mackie Messer – alcuni critici scorsero una specie di fascinazione per il mondo della malavita. Inoltre, la piacevolezza delle canzoni sembrava assecondare, piuttosto che combattere, la vecchia concezione di teatro come forma di intrattenimento e di svago. Ma se L’opera da tre soldi è un testo di grande impatto scenico, piacevole, a tratti molto divertente, e se i suoi personaggi sono simpatici reietti, il disegno di Brecht è però limpido e rigoroso, ed esplicitato molto chiaramente nelle note che egli scrive in appendice al testo: «L’opera da tre soldi mette in questione le concezioni borghesi non solo come contenuto, in quanto cioè le rappresenta, ma anche per il modo nel quale le rappresenta».

IL NUOVO «TEATRO EPICO»   Molti sono gli elementi innovativi introdotti dall’autore in quest’opera. Poiché l’obiettivo principale è la riconfigurazione dei rapporti tra lo spettatore, la scena e la società, Brecht abbandona la forma tradizionale del teatro, che egli definisce «drammatica» o «aristotelica». Nel «teatro drammatico» lo spettatore è ridotto a una totale passività, perché gli eventi sono rappresentati come fissi e immutabili, e sono costruiti secondo una stretta concatenazione logica. Tale effetto viene rafforzato dalla componente illusionistica del teatro borghese: il pubblico assiste rapito al fluire degli eventi come se la quarta parete di una stanza fosse stata abbattuta per permettergli di scorgere che cosa accade al suo interno. Il «teatro epico» di Brecht, invece, non ricrea un’illusione, non imita la realtà, bensì la mostra, e così mette il pubblico nella condizione di giudicare quanto viene rappresentato e di collegare ciò che vede sulla scena al mondo che sta fuori dal teatro.

IL RACCONTO PER “QUADRI SEPARATI”   Per ottenere questo risultato, Brecht organizza la vicenda in quadri separati che frammentano l’azione e adopera specifici espedienti tecnici, come i cartelli e le proiezioni per sottolineare alcuni passaggi della trama: i cartelli riportano i titoli delle canzoni e ricordano al pubblico che ciò a cui sta assistendo è appunto una finzione, e non la realtà. Gli attori, talvolta, come nel caso del finale di L’opera da tre soldi, possono rivolgersi direttamente alla platea, infrangendo la regola della quarta parete, che vuole che chi recita finga di ignorare la presenza del pubblico. Le canzoni hanno una funzione analoga: interrompere il normale fluire degli eventi.

LA TECNICA DELLO STRANIAMENTO   Affinché il teatro epico possa realizzarsi, è fondamentale che anche lo stile di recitazione cambi, allontanandosi da qualsiasi forma di immedesimazione. Se per Stanislavskij1 l’attore deve immergersi nel personaggio, riviverlo sulla scena, per Brecht deve avvenire l’opposto: la distanza tra il personaggio e l’attore che lo interpreta non va annullata ma, al contrario, resa percepibile. Gli attori non devono provare i sentimenti, ma devono semplicemente raccontarli, come se osservassero i personaggi dall’esterno (questa tecnica recitativa è definita “straniamento”). Solo in questo modo il pubblico, invece di abbandonarsi alle emozioni, può essere stimolato a riflettere.



1. Konstantin Sergeevič Stanislavskij (1863-1938) è uno dei padri della moderna regia teatrale, fondatore – insieme a Vladimir Ivanovič Nemirovič-Dančenko – del Teatro d’Arte di Mosca (1898).  

Esercizio:

COMPRENDERE E ANALIZZARE

1. «Fratelli umani…». Che cosa dice la ballata d’addio di Macheath?

2. Gli attori comunicano con il pubblico: illustra la tecnica dello “straniamento”, i suoi scopi e i suoi effetti.

INTERPRETARE

3. Macheath maledice le banche e l’alienazione: «noi veniamo ingoiati dai grandi imprenditori, dietro i quali stanno le banche. Che cos’è un grimaldello di fronte a un titolo azionario? Che cos’è l’effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca? Che cos’è l’omicidio di fronte al lavoro impiegatizio?». Sviluppa questo nucleo di critica ideologica: che cosa intende dire qui Brecht?

4. Che cos’è il «teatro epico»? In che cosa differisce dal teatro tradizionale?

5. Il lieto fine viene contrapposto alla realtà della vita effettiva, specialmente se «i calpestati osano recalcitrare». Spiega perché Brecht ha scelto questo finale ironico e paradossale.

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  1. Mattia e Giacobbe: due componenti della banda di Macheath.

  2. bianchi glacé: di colore bianco ghiaccio.

  3. Hanno … posti: allude ai posti a sedere, per assistere all’imminente incoronazione della regina.

  4. con quest’uomo … Azerbaigian: Brown allude ai suoi trascorsi con il prigioniero nell’esercito britannico.

  5. te: ovvero la tua esecuzione.

  6. le casse … bottegucce: le piccole casseforti dei negozi.

  7. triboli: noie, preoccupazioni, guai.

  8. il corale: il canto corale.

  9. recalcitrare: resistere, opporsi alla violenza (ma alla lettera: “tirar calci”).