Johann Wolfgang Goethe

Wilhelm Meister

La canzone di Mignon

Per entrare a far parte della società da uomini maturi, che nel romanzo è rappresentata simbolicamente dal matrimonio tra il borghese Wilhelm e l'aristocratica Natalia, è necessario rinunciare a molte delle proprie illusioni giovanili. Il mondo infantile dell'innocenza e dei sogni è impersonato qui dalla figura di una giovane artista di strada di nome Mignon, che sembra vivere al di fuori di tutte le regole della società. Orfana di madre, cresciuta nel mondo del teatro, Mignon ha un talento naturale per il canto e la danza, che esprime esibendosi in pubblico accompagnata da un anziano arpista. Nel romanzo, Mignon canta alcune delle sue canzoni. La più celebre (celebre ai suoi tempi tanto quanto lo sono oggi le canzoni pop) è questa, che parla dei limoni che crescono in una fatata regione meridionale – l’Italia:

    Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?
    Brillano tra le foglie cupe le arance d’oro,
    Una brezza lieve dal cielo azzurro spira,
    Il mirto è immobile, alto è l’alloro!
 5   Lo conosci tu?
    Laggiù! Laggiù!
    O amato mio, con te vorrei andare!



    Conosci tu la casa? Sulle colonne il tetto posa,
    La grande sala splende, scintillano le stanze,
10   Alte mi guardano le marmoree effigi:
    Che ti hanno fatto, o mia povera bambina?
    La conosci tu?
    Laggiù! Laggiù!
    O mio protettore, con te vorrei andare.



    Conosci tu il monte e l’impervio sentiero?
15   Il mulo nella nebbia cerca la sua strada,
    Nelle grotte s’annida l’antica stirpe dei draghi,
    La roccia precipita e sopra lei l’ondata:
    Lo conosci?
    Laggiù! Laggiù,
20   Porta la nostra strada, andiamo o padre mio!





(Traduzione di A. Rho e E. Castellani in J.W. Goethe, Wilhelm Meister. Gli anni di apprendistato, Adelphi, Milano 1974)

UN RIMPIANTO STATO DI NATURA   Il paese dove fioriscono i limoni, das Land, wo die Zitronen blühn, è naturalmente l'Italia. Terra natale di Mignon, l'Italia era per l'immaginario europeo di fine Settecento il regno della bellezza naturale (le «arance d'oro», e la «brezza lieve»), dell'eleganza classica (il tetto che poggia sulle colonne, le «marmoree effigi»), ma anche degli istinti irrazionali («l'antica stirpe dei draghi», il paesaggio impervio e minaccioso dell'ultima strofa). Il «Laggiù! Laggiù!» ripetuto da Mignon è dunque il richiamo di uno stato di natura affascinante ma anche selvaggio e pericoloso, che Wilhelm sente premere dentro di sé ma che non può trovare spazio nell'ordinata realtà quotidiana in cui il giovane desidera inserirsi. Per questo motivo, Mignon verrà simbolicamente lasciata morire e seppellita nell'austera Sala del Passato, che accoglie le spoglie della bambina e con esse i desideri giovanili di Wilhelm. Il protagonista viene esortato a dimenticare ciò che è stato e a dedicarsi al futuro: Ricordati di vivere, dice infatti la frase scritta all'ingresso della sala, ribaltando l'antico motto latino per cui gli uomini devono ricordarsi di morire.



LA FIGURA DI MIGNON   Durante la composizione del Wilhelm Meister, Goethe intrattiene un fitto carteggio con il filosofo e scrittore Friedrich Schiller, che legge le stesure intermedie del lavoro e manda all'autore i suoi commenti e le sue critiche. «... Fra la massa delle mie impressioni», scrive Schiller in una lettera del 28 giugno 1796 «più vivamente di tutte risalta l'immagine di Mignon […] aprendo il manoscritto, il mio sguardo è caduto sulla canzone, e questa mi ha commosso così profondamente che non ho potuto più allontanarne il ricordo». Schiller avverte Goethe che sicuramente molti lettori si sentiranno traditi del modo in cui “ha ucciso” Mignon, che rimane infatti una delle figure più amate e più studiate della storia letteraria tedesca.

Esercizio:

COMPRENDERE


1. Nelle tre strofe emergono tre aspetti dell'Italia (agli occhi di Goethe):



INTERPRETARE


2. Un concetto chiave che ci spiega il personaggio di Mignon è la Sehnsucht: di che cosa si tratta?



3. Conosci il nome di altri viaggiatori del nord Europa che visitarono l’Italia e ne scrissero, tra Sette e Ottocento? Fai una ricerca sull’enciclopedia a proposito del “Viaggio in Italia”.



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