Giacomo Leopardi

Zibaldone di pensieri

La conoscenza, la vecchiaia, il dolore

«Chi accresce il sapere aumenta il dolore», si legge nella Bibbia, all’inizio del libro dell’Ecclesiaste (Qohelet 1,18). Il seguente pensiero di Leopardi parte da una posizione anche più estrema: non tanto la conoscenza, quanto il semplice invecchiamento avvicina sempre di più l’uomo al dolore allontanandolo sempre di più dalla felicità. Eppure, osserva Leopardi, l’uomo maturo è come se avesse disimparato a piangere: perché?

Quanto più l’uomo cresce (massime1 di esperienza e di senno, perché molti sono sempre bambini), e crescendo si fa più incapace di felicità, tanto egli si fa più proclive2 e domestico al riso, e più straniero al pianto. Molti in una certa età (dove le sventure sono pur tanto maggiori che nella fanciullezza) hanno quasi assolutamente perduta la facoltà di piangere. Le più terribili disgrazie gli affliggeranno, ma non gli potranno trarre una lagrima. Questa è cosa molto ordinaria3. Tanta occasione ha l’uomo di farsi familiare il dolore. (12 maggio 1825)

L’ETÀ ADULTA E L’ASSUEFAZIONE AL DOLORE Pensiero folgorante, il quale parte da una constatazione che – una volta formulata – può persino sembrare ovvia: pur essendo gli esseri più sereni e felici, i bambini piangono spesso; invece crescendo, invecchiando, gli esseri umani non piangono più, anche se hanno quasi sempre ottime ragioni per farlo, perché afflitti dalle «più terribili disgrazie». Un’intelligenza meno penetrante si sarebbe fermata qui, a questa strana contraddizione. Ma Leopardi aggiunge una frase che è anche un giudizio lapidario sulla vita umana. Tutta la differenza tra l’atteggiamento del bambino e quello dell’uomo maturo sta nella forza dell’abitudine: il bambino non ha ancora preso familiarità con il dolore, non sa quanto sarà presente nella sua vita, e quindi reagisce con il pianto; l’uomo maturo lo sa, e proprio l’assuefazione al dolore lo rende incapace di piangere.

Esercizio:

Laboratorio

COMPRENDERE

1 Che cosa significa la frase finale del brano («Tanta occasione ha l’uomo di farsi familiare il dolore»), e in che modo illumina le righe precedenti?

ANALIZZARE

2 Dai una definizione di “aforisma”. Quali caratteristiche della scrittura aforistica ha questo pensiero di Leopardi?

INTERPRETARE

3 Riscrivi il testo riformulandolo in una prosa più vicina all’italiano odierno.

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  1. massime: soprattutto.
  2. proclive: incline, propenso.
  3. ordinaria: comune.