Giuseppe Parini

Il Giorno

La dedica dell’opera

L’ironia, abbiamo detto, è la cifra stilistica del Giorno: attraverso la voce del precettore, Parini fa l’elogio di cose, atteggiamenti, modi di pensare che non approva affatto. Questa intenzione ironica è evidente, esplicita già nella dedica in prosa con cui si apriva la prima edizione del Mattino (1763).

ALLA MODA

Lungi da queste carte i cisposi occhi già da un secolo rintuzzati, lungi i fluidi nasi de’ malinconici vegliardi1. Qui non si tratta di gravi ministerj2 nella patria esercitati, non di severe leggi, non di annojante domestica economìa3 misero appannaggio della canuta età4. A te vezzosissima Dea5, che con sì dolci redine6 oggi temperi7, e governi la nostra brillante gioventù, a te sola questo piccolo Libretto si dedica, e si consagra8. Chi è che te qual sommo Nume oggimai non riverisca, ed onori, poiché in sì breve tempo se’ giunta a debellar la ghiacciata Ragione, il pedante Buon Senso, e l’Ordine seccagginoso tuoi capitali nemici, ed hai sciolto dagli antichissimi lacci questo secolo avventurato?9 Piacciati adunque10 di accogliere sotto alla tua protezione, che forse non n’è indegno, questo piccolo Poemetto. Tu il reca su i pacifici altari ove le gentili Dame, e gli amabili Garzoni sagrificano a se medesimi le mattutine ore11. Di questo solo egli è vago12 e di questo solo andrà superbo13 e contento. Per esserti più caro egli ha scosso il giogo della servile rima, e se ne va libero in Versi Sciolti14, sapendo, che tu di questi specialmente ora godi, e ti compiaci15. Esso non aspira all’immortalità, come altri libri, troppo lusingati da’ loro Autori, che tu, repentinamente sopravvenendo, hai seppelliti nell’oblìo. Siccome egli è per te nato, e consagrato a te sola, così fie pago di vivere quel solo momento, che tu ti mostri sotto un medesimo aspetto, e pensi a cangiarti, e risorgere in più graziose forme16. Se a te piacerà riguardare con placid’occhio17 questo Mattino forse gli succederanno il Mezzogiorno, e la Sera18 e il loro Autore si studierà19 di comporli, ed ornarli in modo, che non men di questo abbiano ad esserti cari.

UN POEMA SULLA FUTILITÀ  L’oggetto del poema non saranno le nobili vicende della patria o la gestione della casa (l’economia domestica), ma le frivole occupazioni di un’aristocrazia dedita solo ai divertimenti, alla Moda, vera Dea dell’età presente, capace di scacciare dai pensieri dei «giovani signori» solide virtù del passato come la Ragione, il Buon Senso e l’Ordine. A questa Dea i giovani sacrificano la loro vita, e così farà il poeta sacrificando la sua migliore poesia all’uso dell’endecasillabo sciolto, il verso allora più di moda. L’opera stessa è destinata a durare poco: giusto il tempo che la Moda cambi. L’ironia non potrebbe essere più scoperta. Ed è un’ironia che risalta con forza ancora maggiore dal contrasto tra la solennità dello stile e la meschinità della Dea che viene omaggiata, la Moda appunto.

UN IRONICO CLASSICISMO  Parini si rivolge alla Moda come gli antichi poeti epici si rivolgevano alla Musa, o al dio della poesia Apollo: la loda in modo iperbolico («vezzosissima Dea»), la prega («Piacciati adunque di accogliere»), si mette sotto la sua protezione; ma è evidente che l’autore sta dicendo il contrario di ciò che pensa veramente, e cioè che non la moda ma la ragione, il buon senso e l’ordine dovrebbero governare l’educazione dei giovani.

Lo stile aulico, letteratissimo, pieno di metafore e di inversioni sintattiche (per esempio il poemetto «ha scosso il giogo della servile rima», per dire semplicemente “è scritto senza rime”), di personificazioni e di epiteti degni dell’epica classica («la ghiacciata Ragione», «il pedante Buon Senso»), di sequenze di due o tre membri sintattici coordinati (all’inizio del brano: «lungi da... lungi... »; «qui non si tratta di... non di... non di...»; «a te... a te...»), tutta questa solennità è al servizio di un messaggio – viva la Moda, abbasso le cose serie e solide! – che l’autore non vuole venga preso sul serio. 

Esercizio:

COMPRENDERE


1. Fai la parafrasi del testo.



2. Cosa sono i «versi sciolti»?



3. Il secondo periodo del brano («Qui non si tratta ... età») allude ad alcune delle occupazioni a cui si dedicavano gli uomini, e in particolare gli intellettuali, dell’epoca di Parini: quali sono queste occupazioni?



ANALIZZARE


4. L’ironia di Parini si manifesta anche attraverso le figure retoriche: prova a indicarne alcune.



5. Perché Ragione, Buon Senso e Ordine hanno l’iniziale maiuscola?



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  1. Lungi ... vegliardi: Parini, ironicamente, dice ai malinconici vecchi (vegliardi) di tenersi lontani dalla sua nuova opera. La descrizione che ne viene fatta è caricaturale: i loro occhi sono pieni di cispa (cisposi), e cioè di quella sostanza umida che viene prodotta dagli occhi irritati e che si rapprende alle estremità delle palpebre) e i loro nasi sono gocciolanti (fludi). Gli occhi e il naso sono tradizionalmente i sensi della critica (pensiamo alle espressioni avere buon naso, aver buon occhio). I vecchi infatti, nella finzione ironica, simboleggiano la critica letteraria tradizionale, indebolita dai troppi anni che porta sulle spalle (da un secolo rintuzzati) e incapace di giudicare la “giovane” letteratura di cui il Mattino dovrebbe essere il primo esponente.
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  3. gravi ministerj: importanti cariche pubbliche.
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  5. annojante domestica economìa: noiosa economia domestica (cioè relativa all’amministrazione della casa).
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  7. misero ... età: triste occupazione riservata ai vecchi.
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  9. vezzosissima Dea: con sottile ironia, la Moda (Dea) viene definita vezzosissima, che significa tanto “graziosa”, quanto “che si occupa solo di vezzi”.
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  11. redine: redini.
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  13. temperi: regoli.
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  15. si consagra: è consacrato.
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  17. Chi è ... avventurato?: La Moda è al giorno d’oggi (oggimai) da tutti riverita come la più potente tra le divinità (sommo Nume), in quanto ha sconfitto i suoi capitali nemici: la fredda (ghiacciata) Ragione, il pedante Buon Senso e il noioso (seccaginoso) Ordine, e ha liberato (sciolto) questo secolo fortunato (avventurato) dagli impedimenti (lacci) che duravano da tantissimo tempo (antichissimi).
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  19. Piacciati adunque: ti piaccia quindi.
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  21. Tu li reca ... ore: Tu portalo (il reca, il mio Libretto) sopra i tavoli da toilette (pacifici altari) sui quali i giovani aristocratici, ragazze e ragazzi (gentili Dame, e gli amabili Garzoni), sacrificano alla loro persona (a se medesimi, a truccarsi, a pettinarsi e a preparare il loro aspetto) le ore del mattino.
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  23. vago: desideroso.
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  25. superbo: orgoglioso.
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  27. Per esserti ... Sciolti: per compiacerti, egli (il Libretto) si è liberato dell’obbligo della rima (che viene detta servile, perché renderebbe la poesia schiava della forma, a scapito del contenuto) e ha adottato gli endecasillabi sciolti (Versi Sciolti).
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  29. tu di questi … compiaci: Parini fa qui riferimento alla moda metrica settecentesca dell’endecasillabo sciolto, in gran voga proprio in quegli stessi anni. Basti pensare che la raccolta Versi sciolti di tre eccellenti moderni autori (ossia Francesco Algarotti, Carlo Innocenzo Frugoni e Saverio Bettinelli), che è l’espressione massima di questo successo, viene edita nel 1757 e anticipa quindi solo di poco la prima edizione del Mattino (1763).
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  31. Esso ... forme: la Moda cambia in modo repentino e volubile (repentinamente sopravvenendo) e, così facendo, condanna all’oblio anche opere sulle quali i loro autori avevano posto molte aspettative (lusingati). Al contrario, il libro di Parini è nato e dedicato (cosagrato) unicamente alla Moda e pertanto si accontenterà (fie pago) di vivere solo per quel periodo in cui le sarà stabilmente favorevole (ti mostri sotto un medesimo aspetto), pronto a soccombere quando la Moda deciderà di cambiare (pensi a cangiarti) per riproporsi in forme diverse e più leggiadre (risorgere in più graziose forme). Da notare il modo sottile con cui Parini descrive i repentini cambi di umore della Moda: nello stesso momento guarda benevola e già sta pensando a come cambiare e innovarsi.
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  33. placid’occhio: occhio benevolo.
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  35. forse ... Sera: si allude alla scansione prevista originariamente per l’opera.
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  37. si studierà: si impegnerà.
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