Galileo Galilei

Il Saggiatore

L’esquisitissima bilancia del Saggiatore

Nel frontespizio del Saggiatore si legge: «Il Saggiatore, nel quale con bilancia esquisita e giusta* si ponderano le cose contenute nella Libra astronomica e filosofica di Lotario Sarsi Sigensano».
Nel trattato, Galileo chiarisce cosa significa “ponderare” le cose contenute nella Libra del Sarsi (nome fittizio di Orazio Grassi). La sua presa di posizione contro la scelta di Grassi di celarsi dietro uno pseudonimo esemplifica bene lo stile brillante dell’opera, come pure l’abilità retorica (e l’arguzia) dell’autore, che riesce a giustificare l’impiego di un tono po­lemico e sarcastico proprio sulla base dell’anonimato del suo avversario. 

E ben ch’io m’avvisi1 che questo nome, non mai più sentito nel mondo, di Lotario Sarsi serva per maschera di chi che sia che voglia starsene sconosciuto, non mi starò, come ha fatto esso Sarsi, a imbrigar in altro2 per voler levar questa maschera, non mi parendo né azzione punto imitabile3, né che possa in alcuna cosa porgere aiuto o favore alla mia scrittura. Anzi mi do ad intendere che ’l trattar seco come con persona incognita4 sia per dar campo5 a far più chiara la mia ragione6, e porgermi agevolezza ond’io spieghi più libero il mio concetto. Perché io ho considerato che molte volte coloro che vanno in maschera, o son persone vili che sotto quell’abito vogliono farsi stimar signori e gentiluomini, e in tal maniera per qualche lor fine valersi di quella onorevolezza che porta seco la nobiltà; o talora son gentiluomini che deponendo7, così sconosciuti, il rispettoso decoro richiesto a lor grado8, si fanno lecito, come si costuma in molte città d’Italia, di poter d’ogni cosa parlare liberamente con ognuno, prendendosi insieme altrettanto diletto che ognuno, sia chi si voglia, possa con essi motteggiare e contender senza rispetto. E di questi secondi credendo io che debba esser quegli che si cuopre con questa maschera di Lottario Sarsi [...], mi credo ancora che, sì come così sconosciuto egli si è indotto a dir cosa contro di me che a viso aperto se ne sarebbe forse astenuto, così non gli debba dovere esser cosa grave che, valendomi del privilegio conce­duto contro le maschere, possa trattar seco liberamente, né mi sia né da lui né da altri per esser pesata ogni parola ch’io per avventura dicessi più libera ch’ei non vorrebbe. […]
Ho nondimeno mantenuta l’istessa risoluzione di parlar con V. S. Illustrissima ed a lei scrivere, qualunque si sia poi riuscita la forma di questa mia risposta; la quale ho voluta intitolare col nome di Saggiatore, trattenendomi dentro9 la medesima metafora presa dal Sarsi. Ma perché m’è paruto che, nel ponderare egli le proposizioni del signor Guiducci, si sia servito d’una stadera10 un poco troppo grossa, io ho voluto servirmi d’una bilancia da saggiatori11, che sono così esatte che tirano a meno d’un sessantesimo di grano12: e con questa usando ogni diligenza possibile, non tralasciando proposizione alcuna prodotta da quello, farò di tutte i lor saggi; i quali anderò per numero distinguendo e notando13, acciò, se mai fussero dal Sarsi veduti e gli venisse volontà di rispondere, ei possa tanto più agevolmente farlo, senza lasciare indietro cosa veruna.

* Con il termine “Saggiatore” si indica in­fatti una bilancia di precisione. 

LA VERITÀ DEL RAGIONAMENTO Dato che il suo interlocutore adopera uno pseudonimo per nascondersi, Galileo lo tratterà con la familiarità e la rudezza che si adopera trattando con le persone che indossano una maschera, proprio come si fa a Carnevale («valendomi del privilegio conceduto contro le maschere»). Poco più avanti, Galileo sfrutta la libertà espressiva così motivata riprendendo sarcasticamente la metafora del titolo: alla bilancia grossolana (la «stadera un poco troppo grossa») usata da Grassi, contrappone la bilancia di precisione di cui intende servirsi per soppesare a sua volta le critiche di Grassi, la bilancia sensibilissima dei saggiatori d’oro.
L’opera di Galileo segue quindi da vicino le argomentazioni della Libra, mostrandone i limiti sperimentali e metodologici. Come già nel Discorso sulle comete, Galileo mette in dubbio anche qui l’idea che esse siano corpi materiali, suggerendo varie alternative, come fenomeni ottici analoghi alla riflessione della luce o all’arcobaleno. Il fine non è tanto quello di conquistare una verità definitiva sulla questione, quanto piuttosto quello di mettere in dubbio i ragionamenti e le conclusioni accettate da Grassi, risvegliando nel lettore uno spirito scettico e razionale.

LO STILE DEL SAGGISTA Lo stile usato è spesso molto divertente e sarcastico. Galileo, per esempio, finge di credere davvero che Lotario Sarsi sia, come egli stesso afferma nella Libra, un allievo del Padre Grassi, e spesso lo accusa di non mostrare sufficiente rispetto verso l’intelligenza del suo maestro e di non recargli onore con le sue sprovvedute opinioni scientifiche. In questo modo Galileo, nella sostanza, irride il suo interlocutore proprio laddove il suo testo preso alla lettera è più prodigo di complimenti!
La brillantezza dello stile si mantiene per tutta l’opera, spesso anche nella discussione di argomenti tecnici, ed è forse questo, più della rilevanza strettamente scientifica, il motivo che ha reso Il Saggiatore una delle opere di Galileo più lette e citate. 

Esercizio:

COMPRENDERE


1. A chi si rivolge Galileo? Di chi sta parlando? Che cosa critica, più o meno palesemente, delle idee e del comportamento del suo avversario?



ANALIZZARE


2. Il Saggiatore somiglia più a uno scritto polemico – indirizzato a Sarsi – che a un trattato scientifico. Individua le parti dove appare l’interlocutore e illustra quali procedimenti ironici vengono usati.



CONTESTUALIZZARE


3. L’idea del “teatro del mondo” e il ricorso alla “finzione” sono tipici dell’estetica e della concezione del mondo del Barocco. In che cosa, a tuo modo di vedere, Galileo è in linea con le idee del Barocco, e in che cosa invece percorre una strada diversa?



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  1. m’avvisi: mi renda conto.
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  3. imbrigar in altro: a darmi altra pena.
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  5. azzione punto imitabile: azione affatto (punto) degna di essere imitata.
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  7. incognita: ignota.
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  9. per dar campo: per dare maggiore possibilità.
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  11. far più chiara la mia ragione: spiegare meglio le mie ragioni.
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  13. deponendo: tralasciando, mettendo da parte.
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  15. a loro grado: alla loro dignità.
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  17. trattenendomi dentro: riprendendo a mia volta.
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  19. stadera: bilancia.
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  21. bilancia da saggiatori: i saggiatori sono coloro che pesano i metalli preziosi.
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  23. tirano ... grano: hanno un margine d’errore di meno di un sessantesimo di grano. Il grano era un’entità di misura del peso, corrispondente all’incirca alla metà dell’attuale grammo.
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  25. per numero ... notando: Galileo numera le sue proposizioni, per chiarezza e per permettere al suo contraddittore di replicare.
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