Niccolò Machiavelli

Epistolario

Machiavelli agente immobiliare: una lettera a Francesco Guicciardini

Se Francesco Vettori è l’amico e il corrispondente preferito negli anni 1513-1515, il giurista e storico Francesco Guicciardini è il confidente degli ultimi anni, l’amico potente (è a lungo consigliere dei Medici, quindi governatore della Romagna per conto di papa Clemente VII) al quale Machiavelli, che pure era di quattordici anni più vecchio, si rivolge per avere aiuto e consiglio.
In cambio, Machiavelli dà una mano all’amico anche nelle faccende pratiche, agisce come suo uomo di fiducia a Firenze. La lettera che segue (del 3 agosto 1525) rispecchia appunto questa situazione. Guicciardini, che era ricchissimo, aveva comprato senza neppure andare a vederle due ville nella campagna fiorentina. Prega Machiavelli di andare a dare un’occhiata, e questi esegue la missione. La lettera con cui ragguaglia l’amico è un capolavoro di concretezza, precisione e ironia. Si tenga presente che la tenuta di Finocchieto sarà quella in cui, tra il 1527 e il 1529, Guicciardini lavorerà alla redazione definitiva dei suoi Ricordi.

Magnifico D. Francisco de Guicciardinis etc.

Signor Presidente1. Io ho differito2 lo scrivervi ad oggi, perché io non ho potuto prima che oggi andare a vedere la possessione di Colombaja: sì che vostra Signoria mi harà di questo indugio per iscusato3.

Rem omnem a Finochieto ordiar4. E vi ho a dire la prima cosa questo, che tre miglia intorno non si vede cosa che piaccia5: l’Arabia Petreja non è fatta altrimenti6. La casa non si può chiamare cattiva, ma io non la chiamerò mai buona7, perché la è sanza quelle commodità che si ricercono; le stanze sono piccole, le finestre sono alte: un fondo di torre non è fatto altrimenti. Ha innanzi un pratello abbozzato8; tutte l’uscite ne vanno in profondo9, da una in fuora10 che ha di piano forse 100 braccia; e con tutto questo11 è sotterrata intra monti talmente, che la più lunga veduta12 non passa un mezzo miglio. I poderi, quello che rendono vostra Signoria lo sa, ma eglino portano pericolo di non rendere ogni anno meno13; perché eglino hanno molte terre che l’acqua le dilava talmente, che se non vi si usa una gran diligenzia a ritenere il terreno con fosse, in poco tempo e’ non vi sarà se non l’ossa14; e questa vuole il signore, e voi state troppo discosto15.

Io sento che i Bartolini hanno fatto incetta di quello paese16, e che manca loro casa da hoste17: quando voi potessi appiccarlo loro addosso, io ve ne conforterei, perché un bene loro sta, vi dovrebbe cavare di danno18. Quando costoro non vi venghino sotto19, o volendolo tenere o volendolo vendere, io vi conforterei20 a spendervi 100 ducati; co’ quali voi forniresti il pratello21, circuiresti di vigna22 quasi tutto il poggio che regge la casa, e faresti otto o dieci fosse in quelli campi che sono fra la casa vostra e quella del primo vostro podere, i quali campi si chiamano la Chiusa: nelle quali fosse io porrei frutti vernerecci23 e fichi; farei una fonte ad una bella acqua che è nel mezzo di quelli campi24 apiè d’una pancata25, che è quanto di bello vi è. Questo acconcime26 vi servirà all’una delle due cose: la prima, che se voi lo vorrete vendere, chi lo verrà a vedere, vede qualche cosa che gli piaccia, e forse gli verrà voglia di ragionar del mercato27; perché mantenendolo così, e i Bartolini non lo comperino28, io non credo lo vendiate mai, se non a chi non lo venissi a vedere, come facesti voi29. Quando voi lo vogliate tenere, detti acconcimi vi serviranno a ricorvi30 più vini, che sono buoni; e a non vi morire di dolore quando voi andrete a vederlo. Or de Finochieto satis 31[...].

Delle cose de’ re, delli imperadori e de’ papi, io non ho che scrivervi32: forse che per altra ne harò, e scriveròvvi.

MACHIAVELLI OSSERVA E DÀ CONSIGLI  Machiavelli è un consigliere serio e scrupoloso: affronta i problemi legati ai possedimenti dell’amico Guicciardini con lo stesso metodo con cui ha affrontato la teoria politica o la storia di Roma. Nella prima parte della lettera descrive la situazione, ma non lo fa in maniera asettica: dice quello che non va nella tenuta che Guicciardini ha acquistato, ricorrendo tuttavia a uno stile colorito, pieno di immagini fantasiose («l’Arabia Petreja non è fatta altrimenti») e di felici, efficaci soluzioni retoriche («La casa non si può chiamare cattiva, ma io non la chiamerò mai buona»). Nella seconda parte l’osservatore diventa consulente. Machiavelli ha saputo che i Bartolini cercano delle proprietà da acquistare nella zona: sarebbe il caso di «appiccare» a loro la tenuta, cioè di rifilare a loro questa proprietà un po’ disgraziata. Se i Bartolini non abboccano, Machiavelli suggerisce di investire un po’ di soldi in nuove coltivazioni: ed è impressionante, e quasi commovente, il contrasto tra i suggerimenti precisi, tecnici che Machiavelli dà a proposito di vigne e di irrigazione, e la frase con cui si conclude la lettera, «Delle cose de’ re, delli imperadori et de’ papi, io non ho che scrivervi»: il contadino Machiavelli è pur sempre il più grande pensatore politico del suo secolo.

Esercizio:

COMPRENDERE


1. Riassumi la lettera, in non più di 10 righe.



ANALIZZARE


2. Individua e spiega le espressioni latine usate da Machiavelli.



3. A che regione corrisponde oggi, l’Arabia Petreja citata da Machiavelli? E che cosa vuole dire con questo paragone?



4. «In poco tempo e’ non vi sarà se non l’ossa», scrive Machiavelli. Spiega il senso di questa espressione.



CONTESTUALIZZARE


5. Riscrivi in italiano corrente l’ultimo paragrafo della lettera (da «Io sento» a «scriveròvvi»).



INTERPRETARE


6. Leggi il seguente brano, tratto dal III capitolo del Principe. Con quale passaggio della lettera di Machiavelli potrebbe essere messo a confronto? E in quale punto, in particolare?



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  1. Presidente: il titolo che spettava a Guicciardini in quanto governatore della Romagna.
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  3. differito: rimandato.
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  5. mi ... iscusato: mi scuserà per questo ritardo.
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  7. Rem ... ordiar: in latino, “Racconterò tutto a partire dalla tenuta di Finocchieto”. Tra le lettere di Machiavelli ce ne sono alcune in latino e altre, la maggior parte, in italiano. Ma anche in queste ultime accade spesso che ci siano delle espressioni latine soprattutto all’inizio o alla fine del testo, per esempio nell’intestazione recante il nome del destinatario e nei saluti.
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  9. tre miglia ... piaccia: non c’è niente di buono e di bello nel perimetro di tre miglia.
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  11. l’Arabia Petreja: una delle parti in cui si divideva, secondo gli antichi, la penisola arabica, dunque “la zona sassosa dell’Arabia”.
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  13. La casa ... buona: splendido esempio di litote: “non arrivo a dire che la casa sia cattiva, ma di certo non potrò mai chiamarla buona”.
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  15. un pratello abbozzato: un praticello tutto pieno di bozzi, di bitorzoli; cioè non in piano.
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  17. tutte ... profondo: tutte le uscite della casa si affacciano sulla scarpata.
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  19. da una in fuora: a parte una.
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  21. con tutto questo: nonostante, cioè, la casa stia in cima a un cocuzzolo.
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  23. la più lunga veduta: il panorama più ampio.
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  25. portano ... meno: rischiano di rendere ogni anno di meno.
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  27. l’ossa: le pietre.
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  29. questa ... discosto: la diligenza con cui dovrebbe essere trattato il terreno «vuole il signore», cioè ha bisogno che ci si impegni direttamente il proprietario: e Guicciardini è troppo lontano (discosto) per poterci pensare.
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  31. hanno fatto ... paese: hanno comprato molte proprietà da quelle parti.
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  33. casa da hoste: casa padronale.
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  35. quando ... danno: nel caso poteste rifilare questo vostro possedimento a loro, io vi consiglierei di farlo, perché un ben gli sta (una fregatura, insomma) dovrebbe togliervi il danno.
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  37. Quando ... venghino sotto: Se i Bartolini non vogliono comprare.
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  39. vi conforterei: vi esorterei.
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  41. forniresti il pratello: finireste di sistemare il prato.
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  43. circuiresti ... casa: circondereste con le viti quasi tutta la collina su cui sorge la casa.
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  45. frutti vernerecci: frutti invernali.
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  47. farei ... campi: costruirei una fontana su una sorgente che sta in mezzo a quei campi.
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  49. pancata: due o più filari di viti vicini l’uno all’altro.
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  51. acconcime: miglioria; restauro (da leggere con l’accento sulla ì).
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  53. ragionar del mercato: considerare la possibilità dell’affare.
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  55. et i Bartolini ... comprino: e se i Bartolini non lo comprano.
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  57. facesti voi: l’errore di Guicciardini sta qui, nell’aver comprato la proprietà senza prima vederla. E l’unico possibile acquirente, scrive Machiavelli, sarebbe un altro avventato come Guicciardini, qualcuno che compri senza prima andare a vedere la proprietà.
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  59. ricorvi: ricoverarvi; sistemarvi.
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  61. Or de Finochieto satis: e tanto basti per ciò che riguarda la proprietà di Finocchieto.
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  63. Delle cose ... scrivervi: Di politica (cioè degli affari dei papi, dei re e degli imperatori) non ho niente da scrivervi.
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