Francesco Petrarca

Canzoniere

Padre del ciel, dopo i perduti giorni: il fascino dell’Avversario

Nella tradizione cristiana l’“Avversario” per eccellenza è Satana, che nel Nuovo Testamento è descritto come un tentatore in perpetua guerra con Gesù. In questo sonetto il duro avversario è invece una figura che sta a metà tra Satana e Amore personificato. È Satana perché si oppone a Dio (il «Padre del ciel»), ed è Amore perché l’immagine della rete che imprigiona l’amante è impiegata sovente nella poesia erotica. L’Amore è quindi concepito da Petrarca come una tentazione peccaminosa che la preghiera può allontanare. Il sonetto , di fatto, è una vera e propria preghiera, che riecheggia in più punti passi delle Sacre Scritture. Nel primo verso cita il Padre nostro, dal Vangelo di Matteo; all’inizio della seconda terzina riprende invece il Salmo 51,3, una richiesta di perdono pronunciata dal profeta Natan che comincia così: «Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità».

Padre del ciel1, dopo i perduti giorni2,
dopo le notti vaneggiando spese3,
con quel fero desio4 ch’al cor s’accese,
mirando5 gli atti per mio mal sì adorni6,

piacciati7 omai col Tuo lume8, ch’io torni
ad altra vita e a più belle imprese9,
sì ch’avendo le reti10 indarno tese,
il mio duro11 avversario12 se ne scorni13.

Or volge14, Signor mio, l’undecimo15 anno
ch’i’ fui sommesso16 al dispietato17 giogo18
che sopra i più soggetti19 è più feroce:

miserere20 del mio non degno affanno21;
reduci22 i pensier’ vaghi23 a miglior luogo24;
ramenta25 lor26 come oggi27 fusti in croce28.

 

Metro: sonetto con schema ABBA ABBA CDE CDE.

STRUTTURA E SINTASSI Il sonetto è diviso in due parti, che coincidono con le partizioni metriche. Nelle due quartine si articola un unico ampio periodo che inizia con un’invocazione a Dio (Padre del ciel) e, dopo una serie di subordinate, prosegue con una richiesta di soccorso (piacciati...). Il secondo periodo occupa entrambe le terzine, ma nella seconda terzina la struttura ipotattica prevalente sin lì lascia il posto a tre secche principali con il verbo all’imperativo.

ESPERIENZA INDIVIDUALE E STORIA DI CRISTO Ritroviamo in questo sonetto molti dei temi caratteristici dell’opera di Petrarca: la consapevolezza della peccaminosità e della vanità dell’amore profano; l’aspirazione a un percorso esistenziale e artistico più elevato («ad altra vita e a più belle imprese») e soprattutto la sovrapposizione tra l’esperienza individuale del poeta e la storia sacra di Cristo (come nel sonetto 221, Era il giorno ch’al sol si scoloraro).

UN PROBLEMA DI DATAZIONE Il verso («Or volge, Signor mio, l’undecimo anno») ci dice che il testo si riferisce all’undicesimo anniversario dell’incontro con Laura, avvenuto nel 1327. Più esattamente, il 6 aprile. Petrarca lo rivela con più esattezza nel sonetto 211, dove indica l’anno, l’ora (le sei del mattino, l’ora prima) e il giorno in cui entra nel laberinto, cioè il momento esatto in cui comincia il suo amore per Laura: «Mille trecento ventisette, a punto / su l’ora prima, il dì sesto d’aprile, / nel laberinto intrai, né veggio ond’esca». 

Esercizio:

STRUTTURA E SINTASSI

1 Come si aprono – simmetricamente – la prima quartina e la seconda terzina? 

2 Quale preghiera il poeta rivolge a Dio, negli ultimi tre versi?  

3 Recitare (o cantare) il Miserere: che cosa significa questa espressione?

ESPERIENZA INDIVIDUALE E STORIA DI CRISTO

4 Perché tale sovrapposizione è qui particolarmente evidente? A che cosa si collega direttamente l’anniversario dell’incontro con Laura? In che cosa si trasforma questa coincidenza?

5 Perché i giorni sono perduti e le notti vaneggiando spese?

6 Confronta questo sonetto con il precedente (Benedetto sia ’l giorno, e ’l mese, e ’l’anno), insieme al quale costituisce una sorta di dittico sul tema dell’anniversario: in un caso, tuttavia, l’amore viene benedetto, perché eleva, nell’altro viene deprecato e rinnegato come cosa vana e fero desio. Sviluppa il confronto tra le due poesie.

UN PROBLEMA DI DATAZIONE

7 A quale anno risale, con ogni probabilità, il sonetto Padre del ciel?

8 Questo non è l’unico testo “di anniversario” del Canzoniere di Petrarca: accade altre volte che egli scriva poesie che celebrano e commemorano la nascita del suo amore per Laura. Riesci a trovarne qualcuna, ricorrendo ai commenti al libro (per esempio quello di Marco Santagata per i Meridiani Mondadori, o di Anna Bettarini per Einaudi)?

Stampa
  1. Padre del ciel: come nella preghiera del Padre nostro, che si legge nel Vangelo di Matteo, 6,9-13.
  2. perduti giorni: i giorni perduti a inseguire amori terreni.
  3. vaneggiando spese: trascorse in pensieri vani (si ricordino le vane speranze del sonetto che apre il Canzoniere, Voi ch’ascoltate)
  4.  fero desio: il feroce desiderio per Laura che si era acceso nel suo cuore.
  5. mirando: guardando. 
  6. atti ...  adorni: in generale tutto il modo di essere e di comportarsi (atti) di Laura, che per il suo male e non per il suo bene erano così belli ed eleganti (adorni).
  7. piacciati: ti piaccia, con il pronome posposto com’era normale in italiano antico.
  8. col Tuo lume: grazie alla luce della grazia divina.
  9. imprese: allude forse alla scrittura di nuove opere: ricordiamo sempre che le liriche volgari, per Petrarca, erano meno importanti delle opere erudite e della poesia in latino.
  10. reti: l’immagine di Amore che tende le sue reti per catturare l’amante era diffusa già nella poesia latina. Qui però il poeta auspica che le reti vengano tese inutilmente (indarno), cioè che l’attacco di Amore contro di lui non abbia successo.
  11. duro: ostinato.
  12. avversario: l’Amore; ma nella tradizione cristiana l’Avversario per antonomasia è il diavolo.
  13. scorni: scornarsi vuol dire “rompersi le corna”, quindi, per traslato: “venga umiliato, vilipeso, sconfitto”.
  14. volge: si compie.
  15. undecimo: undicesimo.
  16. sommesso: sottomesso.
  17. dispietato: spietato.
  18. giogo: attrezzo che si attacca al collo degli animali da tiro per arare i campi (qui è il giogo d’amore, la catena della passione che grava sull’amante, e lo rende schiavo).
  19. i più soggetti: quelli che sono più sottomessi, cioè più propensi alla passione. 
  20. miserere: citazione dal Salmo 51: «Miserere mei, Deus, secundum misericordiam tuam» (“Pietà di me, o Dio, nel tuo amore”).
  21. non ... affanno: gli affanni amorosi, considerati indegni agli occhi di Dio.
  22. reduci: riconduci.
  23. vaghi: che vagano, vaganti. 
  24. a miglior luogo: verso un oggetto più degno, forse le belle imprese o forse la meditazione religiosa (infatti subito dopo si affaccia il pensiero della crocifissione).
  25. ramenta: rammenta, ricorda.
  26. lor: ai pensieri.
  27. oggi: il venerdì santo del 1338 cadeva l’undicesimo anno dal giorno dell’incontro tra Petrarca e Laura, nell’aprile del 1327 (per un approfondimento su questo dettaglio cronologico, vedi l’analisi).
  28. fusti in croce: fosti crocifisso.