Italo Svevo

La coscienza di Zeno

Prefazione

Il primo narratore a prendere la parola, sulle soglie del romanzo, non è il protagonista bensì il dottor S., lo psicanalista che ha in cura Zeno.
Sono state avanzate numerose ipotesi sull’identità del personaggio e sui possibili significati del suo nome. Per alcuni sarebbe una proiezione dell’autore o un doppio dello stesso protagonista: chi propone queste interpretazioni osserva come la lettera “S” sia anche l’iniziale di Svevo e come la sua forma ricordi una “Z” (iniziale di Zeno) al contrario. Per altri, la “S” alluderebbe all’iniziale del nome di Freud (Sigmund) o a quella del cognome di Wilhelm Stekel (psicanalista allievo dello stesso Freud, con cui Svevo entrò in contatto). Per altri ancora, la “S” andrebbe letta “Es”, termine che in psicanalisi definisce la parte della psiche cui fanno capo le pulsioni più aggressive. Nessuna di queste ipotesi, più o meno ingegnose, esclude l’altra né può essere del tutto accreditata; del resto, nella lettera a Valerio Jahier del dicembre 1927, Svevo sembrava voler scoraggiare i tentativi di identificazione del personaggio: «se c’è una persona fatta senz’averla conosciuta è quella del medico S.».

Io sono il dottore di cui in questa novella1 si parla talvolta con parole poco lusinghiere. Chi di psico-analisi s’intende, sa dove piazzare l’antipatia che il paziente mi dedica2.
Di psico-analisi non parlerò perché qui entro se ne parla già a sufficienza. Debbo scusarmi di aver indotto il mio paziente a scrivere la sua autobiografia; gli studiosi di psico-analisi arricceranno il naso3 a tanta novità4. Ma egli era vecchio ed io sperai che in tale rievocazione il suo passato si rinverdisse5, che l’autobiografia fosse un buon preludio alla psico-analisi. Oggi ancora la mia idea mi pare buona perché mi ha dato dei risultati insperati, che sarebbero stati maggiori se il malato sul più bello non si fosse sottratto alla cura truffandomi del frutto della mia lunga paziente analisi di queste memorie.
Le pubblico per vendetta e spero gli dispiaccia. Sappia però ch’io sono pronto di dividere con lui i lauti onorarii6 che ricaverò da questa pubblicazione a patto egli riprenda la cura. Sembrava tanto curioso di se stesso! Se sapesse quante sorprese potrebbero risultargli dal commento delle tante verità e bugie ch’egli ha qui accumulate!… DOTTOR S.

IL LETTORE MANIPOLATO DAI NARRATORI Se, come si è detto nella premessa, non ha molto senso domandarsi chi sia il dottor S., è invece importante capire quale funzione egli abbia nel romanzo. Il suo ruolo principale è quello di mettere in dubbio la veridicità del racconto di Zeno, sottolineando come la sua autobiografia mescoli «tante verità e bugie».
Ma anche la credibilità del dottor S. è tutt’altro che scontata: in primo luogo, egli ammette di aver suggerito al paziente una procedura poco ortodossa, cioè la scrittura di un’autobiografia (non a caso, aggiunge che «gli studiosi di psico-analisi arricceranno il naso a tanta novità»); in secondo luogo, dice chiaramente di pubblicare le memorie di Zeno per vendetta nei suoi confronti, e di attendersi dalla pubblicazione un notevole guadagno, da usare poi come arma di ricatto nei confronti del paziente stesso.
Il comportamento del dottor S. ne farebbe, nella realtà, un pessimo psicanalista se non proprio una persona disonesta: quale tipo di autorità e di attendibilità potremmo attribuire alle parole di un individuo del genere? Nessuna, evidentemente. Il lettore si trova così in mezzo alle bugie e alle manipolazioni di entrambi i narratori, entrambi inadatti ad assumere la funzione di garante della verità che ha di solito il narratore onnisciente.

Esercizio:

Laboratorio

ANALIZZARE

1 Quali personaggi entrano in gioco in questo brano? E con quali ruoli?

2 Quali informazioni circa il paziente si desumono dal testo?

3 Quale immagine si ricava del Dottor S.?

4 Il Dottor S. ha indotto il paziente a scrivere la sua autobiografia. Perché?

5 Rifletti sui diversi modi in cui il romanzo è designato: «novella», «autobiografia», «memorie».

INTERPRETARE

6 Confronta l’incipit della Coscienza di Zeno con la lettera di Lorenzo Alderani nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis. Quali somiglianze e quali differenze cogli?

Stampa
  1. novella: racconto.
  2. Chi … dedica: il dottor S. sta alludendo alla dinamica che può instaurarsi tra paziente e terapeuta, nota come “traslazione” o “transfert”. I desideri inconsci del malato, simili a quelli nutriti nell’infanzia per il padre, investono la figura dell’analista in modo ambivalente: da un lato la traslazione positiva (fondata su amore e complicità) che tende alla guarigione; dall’altro la traslazione negativa (basata su odio e resistenza) che si oppone alla guarigione.
  3. arricceranno il naso: saranno scettici.
  4. tanta novità: una novità così grande (detto anche con una venatura ironica).
  5. il suo … rinverdisse: la memoria degli eventi del passato si rinnovasse.
  6. lauti onorarii: ricchi compensi.