Gaspara Stampa

Rime

Sedotta e abbandonata

In questo sonetto , la voce che parla è quella di Gaspara Stampa, la “mittente” del testo: il destinatario designato, anzi invocato nel primo verso con il titolo di signor, è l’amato Collaltino. La donna che scrive si trova in Italia; l’uomo a cui il sonetto è destinato si trova in Francia, e il sonetto -lettera non è altro che il lamento della donna per la distanza che li separa.Siamo sicuri dell’identità del destinatario perché la Stampa, per rivelarla, spesso si serve di giochi di parole che prendono spunto dal nome dell’amato: Collalto è etimologicamente sciolto in “colle-alto”, così come, per Petrarca, Laura era la donna del lauro. Talora, come in questo testo, Gaspara Stampa riprende l’aggettivo alto (vv. 1, 3); altrove, come nel sonetto Accogliete benigni, o colle, o fiume, riprende il sostantivo; in altri casi, come nei sonetti Alto colle, gradito e grazioso e Alto colle, almo fiume, ove soggiorno, entrambi.
 

Mentre, signor, a l’alte cose1 intento,
v’ornate2 in Francia l’onorata chioma,
come fecer i figli alti di Roma3,
figli sol di valor e d’ardimento,

io qui sovr’Adria4 piango e mi lamento,
sì da’ martìr, sì da’ travagli doma5,
gravata sì da l’amorosa soma,
che mi veggo morir, e lo consento6.

E duolmi sol che, sì come s’intende
qui ’l suon da noi7 de’ vostri onor, ch’omai
per tutta Italia sì chiaro si stende8,

non s’oda in Francia il suono de’ miei lai9,
che così spesso il ciel10 pietoso rende,
e voi pietoso non ha fatto mai.

 

Metro: sonetto di schema ABBA ABBA CDC DCD.

SI ROVESCIANO I RUOLI Il contenuto del sonetto è, ai nostri occhi, banale. Occorre però tener conto di due elementi. Innanzitutto, i versi non raccontano – come è accaduto per secoli e accadrà ancora – di un uomo che insegue una donna che gli si nega, ma della situazione opposta. Il che significa che le donne provano i medesimi sentimenti degli uomini (desiderio per un altro essere umano, amore non corrisposto, sofferenza) e sono legittimate a esprimerli pubblica-mente in poesia. Il secondo elemento da considerare è che l’amore che Gaspara Stampa ricerca è una vicinanza spirituale ma anche concreta, fisica con l’amato: si registra, qui come in altri poeti del periodo, il paradosso di un linguaggio petrarchesco che esprime idee poco petrarchesche, a partire dal rovesciamento di fondo: è Laura, per così dire, che vuole Francesco.  

UNA SINTASSI ORDINATA Il contenuto del sonetto è calato in una “gabbia” sintattica perfettamente costruita: la prima quartina parla di lui, la seconda parla di lei; la prima terzina ancora di lui, la seconda ancora di lei, ma con una pointe finale che riporta di nuovo l’attenzione sul destinatario, colpevole di non essere mai stato pietoso con la donna. 
Questa ordinatissima, quasi meccanica articolazione del discorso viene rafforzata da più minute simmetrie interne. Si veda il perfetto parallelismo tra «s’intende / qui ’l suon da noi de’ vostri onor» e «non s’oda in Francia il suono de’ miei lai»; ma si vedano anche le ripetizioni a brevissima distanza: figli e soprattutto il contrasto tra il ciel (cioè Dio) reso pietoso dai lamenti della donna e l’affermazione che quel lamento «voi pietoso non ha fatto mai», così simile a uno dei più memorabili versi petrarcheschi, quello che sigilla il sonetto 9 del Canzoniere: «primavera per me pur non è mai».

Esercizio:

Laboratorio

COMPRENDERE E ANALIZZARE

1 Che cosa intende Gaspara con «figli sol di valor e d’ardimento»? Riformula in parole più chiare questo concetto. 

2 Che cosa intende invece con «amorosa soma»?

3 Di Petrarca, Gaspara imita la simmetria: indica tutti gli elementi lessicali e sintattici che la determinano. 

4 Lo struggimento per l’amore lontano (e non sempre corrisposto) è un topos della letteratura: in questo caso tuttavia la tradizione viene rivisitata. In che modo? 

CONTESTUALIZZARE 

5 L’atteggiamento di Gaspara Stampa nei confronti dell’amore è molto diverso rispetto a quello emerso dai sonetti di Vittoria Colonna. Ciò evidentemente riflette due differenti stili di vita. Argomenta tale affermazione anche con rimandi alla biografia e all’opera delle due poetesse.

Stampa
  1. l’alte cose: imprese importanti, grandi.
  2. v’ornate ... chioma: nel 1549, Collaltino di Collalto, che era un condottiero, un uomo d’arme, combatté al fianco del re francese Enrico II contro gli inglesi.
  3. figli ... Roma: i nobili generali dell’antica Roma. 
  4. Adria: Venezia.
  5. sì ... doma: fiaccata tanto dai dolori quanto dalle preoccupazioni (martìr e travagli sono grosso modo sinonimi, e formano un’endiadi, come al verso precedente «piango e mi lamento»).
  6. e lo consento: e lo permetto; e muoio desiderando di morire.
  7. da noi: in Italia.
  8. si stende: soggetto è il suon (la fama delle imprese dell’amante in guerra).
  9. lai: lamenti.
  10. il ciel: Dio.