Francesco Guicciardini

Storia d’Italia

Un’analisi delle conseguenze delle scoperte

Un esempio della capacità di analisi di Guiccardini è il capitolo dedicato alle recenti scoperte geografiche. L’autore ha sottolineato che le nuove rotte aperte dai portoghesi nell’oceano Pacifico, con la circumnavigazione dell’Africa, hanno provocato la crisi dei commerci veneziani tra Mediterraneo e Nord Europa. Passa ora a esaminare le conseguenze delle scoperte spagnole nelle Americhe, scoperte stimolate dalla ricerca dell’oro e rese più facili dalla debolezza dei popoli conquistati; riflette inoltre su quanto esse abbiano modificato il rapporto con l’autorità tradizionale, tanto in campo scientifico quanto in campo religioso.

Ma più maravigliosa ancora è stata la navigazione degli spagnuoli1, cominciata l’anno mille quattrocento novanta...2, per invenzione di Cristoforo Colombo genovese. Il quale, avendo molte volte navigato per il mare Oceano, e congetturando per l’osservazione di certi venti3 quel che poi veramente gli succedette, impetrati4 dai re di Spagna certi legni5 e navigando verso l’occidente, scoperse, in capo di [trentatré] dì, nell’ultime estremità del nostro emisperio, alcune isole6, delle quali prima niuna notizia s’aveva; felici7 per il sito del cielo per la fertilità della terra e perché, da certe popolazioni fierissime infuora che si cibano de’ corpi umani, quasi tutti gli abitatori, semplicissimi di costumi e contenti di quel che produce la benignità della natura, non sono tormentati né da avarizia né da ambizione; ma infelicissime perché, non avendo gli uomini né certa religione né notizia di lettere, non perizia di artifici non armi non arte di guerra non scienza non esperienza alcuna delle cose, sono, quasi non altrimenti che animali mansueti, facilissima preda di chiunque gli assalta. 
Onde allettati8 gli spagnuoli dalla facilità dell’occuparle e dalla ricchezza della preda, perché in esse sono state trovate vene abbondantissime d’oro, cominciorno molti di loro come in domicilio proprio9 ad abitarvi. E penetrato Cristoforo Colombo più oltre, e dopo lui Amerigo Vespucci fiorentino e successivamente molti altri, hanno scoperte altre isole e grandissimi paesi di terra ferma10; e in alcuni di essi11, benché in quasi tutti il contrario e nell’edificare publicamente e privatamente, e nel vestire e nel conversare, costumi e pulitezza civile12, ma tutte genti imbelli e facili a essere predate: ma tanto spazio13 di paesi nuovi che sono senza comparazione maggiore spazio che l’abitato che prima era a notizia nostra. Ne’ quali distendendosi14 con nuove genti15 e con nuove navigazioni gli spagnuoli, e ora cavando oro e argento delle vene che sono in molti luoghi e dell’arene de’ fiumi16, ora comperandone per prezzo di cose vilissime17 dagli abitatori, ora rubando18 il già accumulato, n’hanno condotto nella Spagna infinita quantità [...].
Degni, e i portogallesi e gli spagnuoli e precipuamente Colombo, inventore di questa più maravigliosa e più pericolosa navigazione, che con eterne laudi sia celebrata la perizia la industria l’ardire la vigilanza e le fatiche loro19, per le quali è venuta al secolo nostro notizia di cose tanto grandi e tanto inopinate20. Ma più degno di essere celebrato il proposito loro se a tanti pericoli e fatiche gli avesse indotti non la sete immoderata dell’oro e delle ricchezze21 ma la cupidità22 o di dare a se stessi e agli altri questa notizia o di propagare la fede cristiana: benché questo sia in qualche parte proceduto per conseguenza23, perché in molti luoghi sono stati convertiti alla nostra religione gli abitatori.Per queste navigazioni24 si è manifestato25 essersi nella cognizione26 della terra ingannati in molte cose gli antichi. Passarsi oltre alla linea equinoziale, abitarsi sotto la torrida zona; come medesimamente, contro all’opinione loro, si è per navigazione di altri compreso, abitarsi sotto le zone propinque27 a’ poli, sotto le quali affermavano non potersi abitare per i freddi immoderati28, rispetto al sito del cielo tanto remoto dal corso del sole. Èssi manifestato29 quel che alcuni degli antichi credevano, altri riprendevano30, che sotto i nostri piedi sono altri abitatori, detti da loro gli antipodi31. Né solo ha questa navigazione confuso molte cose affermate dagli scrittori delle cose terrene, ma dato, oltre a ciò, qualche anzietà32 agli interpreti della scrittura sacra, soliti a interpretare che quel versicolo del salmo33, che contiene che in tutta la terra uscì il suono loro e ne’ confini del mondo le parole loro, significasse che la fede di Cristo fusse, per la bocca degli apostoli, penetrata per tutto il mondo: interpretazione aliena dalla verità34, perché non apparendo notizia alcuna35 di queste terre, né trovandosi segno o reliquia alcuna della nostra fede36, è indegno di essere creduto37 o che la fede di Cristo vi sia stata innanzi a questi tempi38 o che questa parte sì vasta del mondo sia mai più stata scoperta o trovata39 da uomini del nostro emisperio.

IL METODO DI ANALISI Nel brano che abbiamo letto si notano alcune caratteristiche tipiche del metodo storiografico di Guicciardini: la lucidità con cui egli individua le cause lontane e vicine di un fenomeno (una tra tutte, la debolezza dei popoli indigeni che facilita la conquista spagnola), in una catena che è possibile ricostruire ma della quale non si possono prevedere gli sviluppi; l’adesione ai dati di fatto, alla realtà documentata, con cui lo storico deve fare i conti, anche quando i dati sono in contraddizione con l’opinione tradizionale. 

REALTÀ E INTERPRETAZIONE BIBLICA Particolarmente importanti a questo proposito sono gli ultimi paragrafi del capitolo. Prima, Guicciardini affronta il problema della conoscenza scientifica, e afferma esplicitamente che gli antichi geografi erano in errore («Per queste navigazioni si è manifestato essersi nella cognizione della terra ingannati in molte cose gli antichi»): sull’autorità riconosciuta deve prevalere quindi l’osservazione della realtà, i dati oggettivi. Poi, Guicciardini passa a un problema ancora più delicato: le contraddizioni tra i dati di fatto e l’interpretazione tradizionale e letterale della Bibbia. Sulla base di un versetto dei Salmi interpretato in chiave profetica si credeva infatti che il messaggio evangelico fosse arrivato in tutto il mondo, portato dagli apostoli (Salmi 19,5: «per tutta la terra si diffonde il loro annuncio / e ai confini del mondo il loro messaggio»). Le nuove scoperte geografiche, però, avevano dimostrato l’esistenza di popolazioni che non conoscevano il Vangelo: evidentemente, l’interpretazione letterale del salmo era inadeguata e non corrispondeva alla verità. 
Le scoperte geografiche hanno quindi causato un conflitto tra la lettura tradizionale (letterale e profetica) della Bibbia e i dati di realtà: per uomini abituati a pensare che l’interpretazione garantita dalla Chiesa fosse eterna e immutabile, era stata una novità dirompente. È da notare che Guicciardini non mette in dubbio l’autorità della Chiesa, né tantomeno il valore delle Sacre Scritture o i dogmi di fede: la sua critica è infatti rivolta agli «interpreti» del testo biblico, a quella «interpretazione aliena dalla verità» cui Guicciardini oppone i procedimenti dell’indagine razionale (e laica): la fedeltà ai dati documentari, il vaglio critico delle fonti.
 

Esercizio:

Raccontare gli altri mondi

1 In quali passaggi del testo Guicciardini parla della debolezza dei popoli delle terre nuove e del vantaggio degli europei? Come tratta l’argomento (esprime un giudizio morale, per esempio)? 

2 In che cosa si sono sbagliati gli antichi? E quali conseguenze hanno, dal punto di vista religioso e morale, le nuove scoperte? 

3 Quali conseguenze sugli equilibri geopolitici europei riesce lucidamente a prevedere Guicciardini?

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  1. Ma ... spagnuoli: se l’impresa dei portoghesi è degna di nota, ancora più straordinaria sembra l’impresa degli spagnoli. 
  2. mille quattrocento novanta...: nell’autografo si vede che Guicciardini aveva cominciato a scrivere d (“due”), ma si è poi interrotto, probabilmente perché voleva verificare la data esatta.
  3. per ... venti: la decisione di Colombo di navigare verso ovest è fatta risalire a un’analisi razionale del mondo.
  4. impetrati: richiesti.
  5. legni: navi (le tre caravelle).
  6. isole: nei Caraibi.
  7. felici: la caratterizzazione degli abitanti delle isole scoperte da Colombo è duplice: da un lato, Guicciardini li dice felici, fortunati, per l’abbondanza della natura e per la vicinanza del loro modo di vivere allo stato di natura, privo di vizi, senza avidità (avarizia) e ambizione (due dei vizi che Guicciardini condanna, per esempio, anche nei preti). Dall’altra, proprio la loro semplicità li rese facile preda dell’avidità e dell’ambizione degli spagnoli, superiori per tecnica (perizia di artifici), per organizzazione militare, per conoscenze scientifiche.
  8. Onde allettati: gli spagnoli cominciano a sfruttare i territori, ricchissimi d’oro: lo estraggono, lo scambiano con cose di nessun valore, lo rubano. 
  9. come ... proprio: come se fossero a casa loro.
  10. altre ... ferma: le nuove scoperte hanno dilatato enormemente le terre conosciute. 
  11. in ... essi: è sottinteso il verbo “hanno scoperto”: in alcuni Paesi, ma non nella maggior parte, trovarono costumi civili (nell’edilizia, nel vestire, nel linguaggio), così giudicati secondo la prospettiva europea di Guicciardini.
  12. edificare ... civile: negli edifici pubblici e nelle case private.
  13. tanto spazio: ritorna il motivo della straordinaria espansione degli spazi conosciuti.
  14. Ne’ quali distendondosi: gli spagnoli penetrano, si spargono in questi nuovi spazi. 
  15. nuove genti: con sempre più uomini nuovi (i conquistatori).
  16. dall’arene de’ fiumi: dalla sabbia dei fiumi. 
  17. per ... vilissime: scambiano l’oro con materiali privi (per gli europei) di valore, come le perline di vetro.
  18. rubando: Guicciardini non nasconde gli aspetti negativi delle prime fasi della conquista spagnola.
  19. la perizia ... loro: sono le qualità che hanno permesso ai navigatori di scoprire le nuove terre: l’esperienza, l’impegno, la capacità di trovare risposte ingegnose alle difficoltà, il coraggio di imbarcarsi in imprese difficili, l’attenzione, l’accortezza, la capacità di superare le difficoltà che si incontrano. 
  20. inopinate: inattese (nessuno si aspettava di trovare terre così estese, popolazioni nuove, diverse possibilità di spostarsi sulla Terra): Guicciardini esprime il senso di novità portato dalle scoperte geografiche. 
  21. sete ... ricchezze: Guicciardini individua nell’avidità il motore delle scoperte geografiche e delle conquiste: al fondo c’è quindi un vizio che lui condanna; nella sua scala di valori, il desiderio di conoscenza, o di portare a tutti gli uomini il messaggio cristiano, è superiore alla sete di ricchezza. Il riferimento alla fede serve anche come passaggio verso l’ultimo punto del capitolo.
  22. cupidità: desiderio.
  23. proceduto per conseguenza: derivato.
  24. Per queste navigazioni: Guicciardini riprende gli argomenti che aveva descritto all’inizio del capitolo (le opinioni degli antichi cosmografi, trasmesse nei secoli, fino alla sua età) e ribadisce che gli antichi erano in errore: l’esperienza concreta del mondo ha dimostrato che, contrariamente alle loro opinioni, si può oltrepassare l’Equatore e che ci sono abitanti anche nel sud del mondo e intorno ai poli.
  25. si è manifestato: si è visto chiaramente.
  26. cognizione: conoscenza.
  27. propinque: vicine.
  28. immoderati: eccessivi.
  29. Èssi manifestato: come sopra, “si è manifestato”. 
  30. riprendevano: negavano. 
  31. antipodi: letteralmente “che ha i piedi opposti a qualcosa”; erano gli abitanti che si immaginava vivessero nelle terre diametralmente opposte a quelle conosciute.
  32. anzietà: problema, preoccupazione. 
  33. versicolo del salmo: si riferisce al versetto dei Salmi 19,5: «per tutta la terra si diffonde il loro annuncio/ e ai confini del mondo il loro messaggio».
  34. aliena dalla verità: distante dalla verità, falsa. 
  35. non ... alcuna: nessuno aveva mai sentito parlare di queste terre.
  36. segno ... fede: nelle terre appena scoperte non c’erano indizi tali da far credere che il messaggio evangelico fosse arrivato fin là.
  37. è ... creduto: non c’è motivo di credere che. 
  38. innanzi ... tempi: prima di noi.
  39. scoperta o trovata: scoperta con cognizione di causa o trovata per caso da qualcun altro prima di noi (cioè, gli apostoli non sono mai arrivati in queste nuove terre).