Eugenio Montale

La bufera e altro

Vento sulla Mezzaluna

Vento sulla Mezzaluna, settima poesia della sezione, è ambientata a Edimburgo, dove si trovano strade e piazze a forma semiellittica dette appunto “mezzelune” o “crescenti” – e recava, quando venne pubblicata la prima volta in rivista, la data «1948» (in quell’anno il poeta era andato in effetti in Gran Bretagna). Montale si rivolge a un’interlocutrice lontana; ma a caratterizzare la poesia è soprattutto l’incontro con un altro personaggio, un predicatore che rivolge al poeta la domanda «Sai dov’è Dio?».

    Edimburgo



    Il grande ponte1 non portava a te.
    T’avrei raggiunta anche navigando
    nelle chiaviche,2 a un tuo comando. Ma
    già le forze, col sole sui cristalli
5   delle verande, andavano stremandosi.3



    L’uomo che predicava sul Crescente4
    mi chiese «Sai dov’è Dio?». Lo sapevo
    e glielo dissi. Scosse il capo.5 Sparve
    nel turbine che prese uomini e case
10   e li sollevò in alto,6 sulla pece.





Metro: due strofe di cinque versi endecasillabi, di cui il primo e il terzo tronchi. Rima ipermetra tra i vv. 2 e 5 (navigando / stremandosi), raddoppiata da quella interna con comando (v. 3). 

POESIA IN DUE TEMPI   Vento sulla Mezzaluna è una poesia in due tempi, che sembrano non avere alcun rapporto tra loro, al di là dell’ambientazione a Edimburgo. Nella prima strofa la ricerca della donna fallisce: il ponte non portava a te (v. 1), le forze del poeta sono insufficienti a raggiungerla. Nella seconda la scena cambia e si precisa: siamo su uno dei viali della città, e il poeta ha uno strano scambio di battute con un predicatore, dopodiché assiste come in un sogno all’ascesa di uomini e case verso il cielo (vv. 9-10). Il punto di contatto tra i due tempi della poesia sta forse nella spiazzante risposta che il poeta dà al predicatore: «Sai dov’è Dio?». Lo sapevo / e glielo dissi (vv. 7-8). Questa certezza circa il luogo in cui si trova Dio va forse messa in relazione con il tentativo di raggiungere l’interlocutrice, illustrato nella prima strofa: come se la donna e Dio stessero nel medesimo posto (con ciò che si attribuisce implicitamente alla donna una natura divina).

IL SUBLIME E L’UMILE   Sotto il profilo formale, sono da notare soprattutto due cose: la prima è che Montale, in questa poesia ma anche in altri testi della Bufera e altro, mescola i registri e fa “cozzare” il sublime (qui ad esempio l’accenno a Dio) con l’umile, il basso (le chiaviche del v. 3); la seconda è che, specie nella seconda parte, anche la sintassi va incontro a un analogo processo di “avvicinamento alla prosa”, con frasi brevi e costrutti elementari (particolarmente ai vv. 7-8). 

Esercizio:

COMPRENDERE


1. La poesia, divisa in due strofe, esprime una doppia ricerca: di che cosa?



ANALIZZARE


2. Che cosa sono Il grande ponte (v. 1) e il Crescente (v. 6)?



3. Individua le espressioni che, nella prima strofa, esprimono l’inabilità del poeta ad agire.



4. Individua le espressioni che invece, nella seconda strofa, danno l’idea di una maggiore risolutezza, di una disponibilità all’azione.



INTERPRETARE


5. Ai vv. 7-8 il poeta dichiara di ‘sapere dov’è Dio’? È un’affermazione che va presa alla lettera? Oppure va intesa ironicamente? Per quanto hai potuto capire dalle sue poesie, definiresti Montale un uomo religioso?



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  1. Il grande ponte: il Forth Bridge, che collega Edimburgo con il nord della Scozia.
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  3. chiaviche: fogne.
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  5. le forze … stremandosi: le forze (del poeta) andavano esaurendosi, così come andava scomparendo, tramontando il sole riflesso sui vetri delle verande.
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  7. Crescente: così si chiamano le strade di forma semiellittica di Edimburgo: crescents.
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  9. «Sai … capo: il poeta crede di conoscere la risposta alla domanda del predicatore, che però scuote il capo in segno di negazione.
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  11. turbine … alto: turbine è una parola che Montale ha usato già altrove, ad esempio negli Ossi di seppia, in Arsenio; in effetti, la situazione di quella poesia può ricordare in parte Vento sulla Mezzaluna, anche se qui l’immagine degli uomini e delle case trascinati in alto dal vento ha qualcosa di più fantastico e surreale, che può far venire in mente i quadri di Marc Chagall.
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