Guido Cavalcanti

Rime

Voi che per li occhi mi passaste ’l core: il colpo di fulmine

Questo sonetto intreccia due motivi caratteristici della lirica duecentesca: il resoconto del “colpo di fulmine” che ha generato l’amore, scatenando la passione; e la richiesta di pietà alla donna amata. Cavalcanti riformula questi motivi topici calcando la mano – come spesso nelle sue poesie – sui dettagli che evocano dolore, patimento, morte.

Voi1 che per li occhi mi passaste ’l core2
e destaste3 la mente che dormìa,
guardate a4 l’angosciosa vita mia,
che sospirando5 la distrugge Amore.

E’vèn tagliando6 di sì gran valore7,
che ’ deboletti spiriti8 van via:
riman figura sol en segnoria9
e voce alquanta, che parla dolore10

Questa vertù11 d’amor che m’ha disfatto12
da’ vostr’occhi gentil’ presta13 si mosse:
un dardo mi gittò dentro dal fianco14.

Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto
che l’anima tremando si riscosse15
veggendo morto ’l cor nel lato manco16.

 

 

Metro: sonetto di schema ABBA ABBA CDE CDE.

AMORE E MORTE L’amore è, per antica tradizione, il più positivo dei sentimenti, e ha sempre ispirato ai poeti (e oggi ai cantanti) versi euforici, sognanti. Le poesie d’amore di Cavalcanti, questa tra le altre, battono una strada opposta: l’amore vi è, infatti, quasi sempre descritto come un sentimento che induce in chi lo prova angoscia, strazio e persino morte.  Questo sonetto comincia con un’invocazione alla donna amata, la cui immagine è penetrata nel cuore dell’amante e ha svegliato la mente addormentata (generandovi quel pensiero d’amore ossessivo che nel De amore Andrea Cappellano chiama appunto immoderata cogitatio “pensiero smoderato”). Tale invocazione vorrebbe indurre la donna alla pietà, e per suscitare questo sentimento il poeta dà della sua passione una descrizione tutta tramata di parole e immagini disforiche (il contrario di euforiche).

UN’AZIONE SCENICA Se, però, leggiamo attentamente il testo, vediamo che la sua forza drammatica non deriva tanto dal fatto che il poeta indugia sull’espressione dei suoi sentimenti (negativi), quanto dal modo in cui egli descrive la dinamica dell’innamoramento. In questa dinamica non c’è nulla di “spirituale”: al contrario, è tutto terribilmente concreto e carnale. Là dove un poeta moderno cercherebbe di esprimere la passione approfondendo il suo stato sentimentale, dicendo io sento, io provo, Cavalcanti proietta il suo patimento interiore verso l’esterno inventandosi (o riprendendo dalla tradizione) un mondo di personificazioni che “agiscono” la sua passione.

ORDINE E SIMMETRIA La sintassi, che coincide con la scansione interstrofica – un periodo per ogni quartina e per ogni terzina – è prevalentemente paratattica;  è, poi, da osservare la quasi perfetta simmetria tra  («E’ ven tagliando di sì gran valore, / che ’ deboletti spiriti van via») e («Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto / che l’anima tremando si riscosse»), le due coppie essendo formate da una principale con un verbo di moto (ven, giunse) e da una consecutiva (sì ... che, sì ... che).

Esercizio:

AMORE E MORTE

1 L’apparizione della donna ha avuto conseguenze funeste per il poeta: quali?

2 Individua i termini e le metafore riconducibili al campo semantico della guerra.

3 Quale topos di matrice ovidiana viene ripreso?

UN’AZIONE SCENICA

4 Quali personificazioni di facoltà vitali prendono parte alla guerra interiore del poeta? Quali azioni compiono?

5 Cosa sono gli spiriti citati? Perché Cavalcanti li caratterizza con il vezzeggiativo deboletti?

ORDINE E SIMMETRIA

6 Individua altre riprese e corrispondenze interne al sonetto.

7 Quale rapporto esiste tra struttura metrica e struttura sintattica?

8 Confronta questo sonetto con L’anima mia vilment’è sbigottita dello stesso autore. Trovi delle analogie nella struttura, nello stile e nell’argomento dei due testi?

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  1. Voi: apostrofe alla donna amata (o meglio alla sua immagine, che il poeta percepisce attraverso la vista).
  2. per ... core: che mi avete trafitto il cuore passando attraverso gli occhi.
  3. destaste: risvegliaste.
  4. guardate a: considerate.
  5. sospirando: mentre l’innamorato sospira.
  6. E’ ... tagliando: egli (l’Amore) ferisce, come un guerriero scatenato.
  7. di ... valore: con tale forza.
  8. deboletti spiriti: gli spiriti (qui indeboliti dalla passione) sono, secondo la fisiologia antica, i “corpi sottili” che, propagandosi nell’organismo, rendono possibili le varie funzioni corporee (movimento, digestione, respirazione ecc.); il diminutivo deboletti corrisponde a un uso tipicamente cavalcantiano (si pensi alla «ballatetta» di Perch’i’ no spero di tornar giammai).
  9. riman ... segnoria: rimane soltanto una parvenza umana, completamente in balia d’amore (allontanatisi gli spiriti dal corpo, quella che resta è solo una vuota figura, un involucro).
  10. e voce ... dolore: e una voce flebile che esprime (parla è usato transitivamente) il dolore. 
  11. vertù: forza, potenza
  12. disfatto: distrutto.
  13. presta: rapida, improvvisa.
  14. dentro dal fianco: nel fianco.
  15. Sì giunse ... riscosse: il colpo arrivò così dritto, così preciso al primo tiro d’arco che l’anima, tremando, ebbe un sussulto (riprende l’immagine la mente destata dall’immagine della donna).
  16. lato manco: fianco sinistro (la parte del cuore, appunto).