6 - Dall’età napoleonica all’Unità d’Italia

Il Settecento era stato un secolo cosmopolita, che riteneva necessario sprovincializzare la cultura e che quindi vedeva con favore ogni nuovo apporto proveniente dalle altre lingue (dal francese in primo luogo) quando questo rappresentasse un accrescimento sostanziale di idee per la società: insomma, le “cose” e le idee erano ritenute più importanti delle “parole” con cui si esprimevano, e la lingua era vista come uno strumento essenzialmente comunicativo, non retorico.