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Alle origini del romanzo moderno

Le origini del romanzo borghese di Ian Watt, pubblicato per la prima volta nel 1957, è ancora oggi il saggio fondamentale per capire la genesi del romanzo nell’Inghilterra del Settecento. Una delle qualità di Watt consiste nell’intelligenza con la quale mette in relazione i fatti culturali con l’evoluzione della società. Nella pagina che segue, per esempio, imposta con grande chiarezza il problema dei rapporti tra l’affermazione del nuovo genere letterario del romanzo e l’ampliarsi del pubblico femminile.

La distribuzione del tempo libero in questo periodo coincide e rafforza il quadro ora dato della composizione del pubblico dei lettori e costituisce anche la miglior spiegazione del ruolo sempre maggiore assunto dalle donne. […]
Come in molti altri casi, Addison1 fu uno dei primi annunciatori della nuova tendenza. Scrisse sul Guardian nel 1713: “Vi sono alcune ragioni per le quali il sapere è più consono al mondo delle donne che a quello degli uomini. In primo luogo, esse hanno più tempo libero e conducono vita più sedentaria… Un’altra ragione per la quale le donne, specialmente le donne di rango, dovrebbero applicarsi alle lettere è che i mariti ne sono generalmente estranei.” Estranei senza vergogna, se dobbiamo giudicare dall’indaffarato uomo d’affari di Goldsmith2 in The Gool Natur’d Man (1768), Mr Lofty, che proclama che “la poesia è cosa buona per le nostre mogli e figlie, ma non per noi”. Le donne delle classi superiori e medie potevano partecipare a ben poche delle attività dei loro uomini, sia negli affari che nei piaceri. Non era normale che si interessassero di politica, affari, o amministrazione di proprietà e anche i maggiori divertimenti degli uomini, bere e cacciare, erano loro preclusi. Queste donne, dunque, avevano una gran quantità di tempo libero che spesso occupavano con letture onnivore. Lady Mary Wortley Montagu, per esempio, era un’avida lettrice di romanzi come dimostra una lettera alla figlia in cui, chiedendole di mandarle una lista di romanzi copiata dalle pubblicità sui giornali, aggiunge “non dubito che la maggior parte sia di infima qualità. Tuttavia serviranno a passare il tempo…”. Più tardi e ad un livello sociale decisamente più basso, Mrs. Thrale ricordò che, per ordine di suo marito, essa “non doveva occuparsi della cucina” e spiegò che come risultato di questo ozio obbligato fu “attratta… dalla letteratura come sua unica risorsa”. Molte delle donne meno benestanti avevano pure molto più tempo libero che in passato. Già nel 1649 B. L. de Muralt aveva notato che “persino tra il popolo basso, raramente i mariti fanno lavorare le mogli”, e un altro visitatore straniero in Inghilterra, César de Saussure, osservò nel 1727 che le mogli dei commercianti erano “alquanto pigre e ben poche lavorano con gli aghi”. Queste osservazioni riflettono il grande aumento di tempo libero femminile reso possibile da un importante mutamento economico. I vecchi doveri familiari e domestici di filare tessere, fare il pane, la birra, le candele, il sapone e molte altre cose non erano più richiesti perché la maggior parte dei beni era fabbricata nelle manifatture e si poteva acquistare nei negozi e ai mercati. Questa connessione tra aumento del tempo libero femminile e sviluppo della specializzazione economica fu notata nel 1748 dal viaggiatore svedese Pehr Kalm che fu sorpreso dal fatto che in Inghilterra “raramente si può vedere una donna che si occupi minimamente di lavori extradomestici”, annotando pure che “tessere e filare è nella maggior parte delle case una rarità perché le loro manifatture eliminano la necessità di tali compiti”. Kalm probabilmente dà una visione esagerata del mutamento e, in ogni caso, parla solamente delle Home Counties, cioè delle sei contee intorno a Londra. In aree rurali distanti da Londra l’economia cambiava molto più lentamente e la maggior parte delle donne continuava sicuramente a dedicarsi agli svariati compiti domestici in famiglie che erano ancora largamente autosufficienti. Nondimeno, un grande aumento nel tempo libero femminile si verificò con sicurezza agli inizi del Settecento, sebbene si verificasse probabilmente soprattutto a Londra, nei suoi dintorni e nelle maggiori città provinciali. Quanto di questo tempo libero fosse dedicato alla lettura è difficile dire. Nelle città, specialmente a Londra, innumerevoli divertimenti erano disponibili: durante la stagione invernale, commedie, opere, mascherate, ridottos3, riunioni varie, concerti di tamburo; mentre le nuove località balneari e i luoghi di villeggiature si riempivano nei mesi estivi della classe oziosa. Tuttavia, i più ardenti devoti dei piaceri della città devono aver avuto del tempo per leggere e molte donne che non desideravano tali piaceri o non potevano permetterseli, devono averne avuto ancor più. Per coloro che avevano avuto un’educazione puritana, specialmente la lettura doveva essere lo svago meno criticabile.

(I. Watt, Le origini del romanzo borghese, Bompiani, Milano 1994)

Perché il romanzo comincia ad affermarsi in Inghilterra nel primo Settecento? Nella pagina che abbiamo letto, Watt non indica la ragione che spiega questo fenomeno (è assurdo pensare che fatti culturali così complessi abbiano un’unica causa), ma fa osservare come nell’Inghilterra di quegli anni (così come a Parigi e nelle altre grandi città europee) esistesse un certo numero di donne benestanti e alfabetizzate che non dovevano lavorare per vivere, e che avevano quindi molto tempo libero. Anche occupazioni tipicamente femminili come la filatura e la tessitura, o la produzione di candele o sapone, erano ormai appannaggio delle prime manifatture industriali: le persone abbienti compravano i vestiti, non se li facevano in casa. Come impiegare le tante ore vuote della giornata? La sera c’erano gli spettacoli: le commedie, i balli, i concerti. Ma durante il giorno la lettura cominciò a essere, per molte donne di rango medio-alto, un modo per passare il tempo e per conoscere il mondo (un mondo nel quale, è bene ricordarlo, le donne non avevano l’opportunità di lavorare). Un secolo dopo, in Francia, non sarà molto diversa l’educazione sentimentale della Madame Bovary di Gustave Flaubert.
  1. Addison: Joseph Addison, uomo politico e saggista inglese (1672-1719), fondatore nel 1711 di uno dei più celebri e influenti giornali britannici, lo Spectator.
  2. Goldsmith: Oliver Goldsmith (1728-1774), narratore, poeta e commediografo inglese.
  3. ridottos: spettacolo con musica e danze, introdotto in Inghilterra all’inizio del Settecento.