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Canzoni per corrispondenza

Dato che erano cantate in società, la maggior parte delle poesie dei trovatori si conclude con una strofa più breve (tornada) nella quale troviamo di solito il nome del giullare, della donna o del signore cui la canzone è dedicata. Da queste tornadas ricaviamo la maggior parte delle informazioni che ci consentono di collocare i trovatori nella storia. Infatti, le canzoni d’amore non parlano quasi mai esplicitamente della biografia dei poeti.  

Per fare un paragone, è come se un poeta, oggi, mandasse le sue poesie per posta (o per e-mail) e dovesse specificare sia l’indirizzo sia il nome di chi consegna la lettera. Qualcosa del genere ha fatto il poeta francese Stéphane Mallarmé (1842-1898). I suoi Loisirs de la poste (“Piaceri della posta”) sono infatti una collezione di brevissime poesie (in genere di quattro versi) che Mallarmé usava scrivere sulle buste o sui pacchetti-regalo che mandava a conoscenti e amici, una sorta di biglietto d’accompagnamento poetico che conteneva il nome del destinatario e il suo indirizzo postale. Eccone uno (naturalmente il virtuosismo perde sapore nella traduzione).

Les poètes n’ayant pour eux
que l’antique lyre bizarre
invoquent Monsieur Lamoureux

Soixante-deux R. Saint-Lazare.

 

Dato che i poeti non hanno
se non l’antica lira bizzarra
invocano il signor Lamoureux

Via Saint-Lazare sessantadue.