DeA_L&D_icona_strumenti

Che cos’è un romanzo

Di solito, per distinguere i racconti di Tristano e Isotta da opere come la Canzone di Rolando, si parla di romanzi. All’inizio questa parola designava un’opera scritta in “romanzo”, cioè in una lingua romanza (francese, occitano, spagnolo ecc.) in opposizione al latino. Poi, parallelamente alla fortuna di questo tipo di racconti, divenne un modo per indicare un genere letterario. Oggi, ciò che si chiama romanzo rappresenta il tipo di opera letteraria più diffusa nel mondo, più della poesia, del teatro e dell’epica, che è quasi scomparsa.

Cosa differenzia il romanzo dall'epica

Possiamo però chiederci che cosa abbia in comune il romanzo di Tristano e Isotta con i romanzi moderni. Studiando la Canzone di Rolando abbiamo visto che la caratteristica principale del poema epico è il legame tra l’individuo e la collettività. Nell’epica, il fulcro del racconto è individuabile nella rappresentazione di un evento che riveste un’importanza particolare per tutti quelli che ascoltano o leggono la storia: la battaglia di Roncisvalle, le crociate e così via. La morte di Rolando non segna la fine della Canzone; il poema finisce quando Carlo Magno vince la guerra e Gano il traditore viene punito. Nel romanzo medievale, al centro del racconto c’è invece l’individuo (o una coppia, come in questo caso). I poeti possono raccontare la vita di un eroe mitico (come Tristano o Lancillotto) o di un personaggio storico (come Alessandro Magno), ma anche quando fanno riferimento a eventi o persone reali o considerati tali dal poeta e dal suo pubblico, l’accento è posto sulle singole vite dei personaggi. Tra epica e romanzo c’è anche un’altra differenza: la storia della Canzone di Rolando è molto semplice e si può raccontare in poche righe.
Quella di Tristano e Isotta, come la storia di molti altri romanzi medievali, è invece complessa e intrecciata. Questi due elementi caratterizzano molto bene sia il romanzo medievale sia il romanzo moderno: le vite dei personaggi sono inserite in un racconto fatto di avventure, viaggi, incontri ed è soprattutto questo intreccio che suscita l’interesse del pubblico. Bisogna inoltre ricordare che i romanzi medievali più antichi sono scritti in versi mentre quelli più moderni (a partire dal XIII secolo) sono di solito in prosa. Per Dante, per esempio, un “romanzo” era probabilmente un racconto in prosa.

Lo scopo del romanzo

Oggi la poesia e il romanzo sono utilizzati per scopi diversi. Per lo più, la poesia esprime i sentimenti e il romanzo racconta delle storie. All’epoca di Béroul e di Thomas e delle canzoni dei trovatori, la poesia e la prosa non erano ancora nettamente distinte. In poesia si poteva parlare, con forme metriche diverse, sia dei propri sentimenti reali o fittizi sia delle imprese eroiche dei cavalieri di Carlo Magno. La Vita nova di Dante, come vedremo, è un libro nel quale una storia d’amore è raccontata sia in versi sia in prosa. I poemi cavallereschi in versi di Boiardo e di Ariosto (l’Orlando innamorato e l’Orlando furioso) si collocano invece a metà strada tra l’epica e il romanzo. Sebbene i protagonisti siano ancora i cavalieri della corte carolingia, e quindi dell’epica, ciò che conta per il poeta e per il suo pubblico non è più la narrazione di eventi storici, come la battaglia di Roncisvalle, ormai troppo lontani nel tempo; ciò che è più importante (e che è importante ancora per noi) è l’intreccio delle avventure e degli amori dei vari personaggi. Il confine tra l’epica e il romanzo e tra la poesia e la prosa diventerà stabile solo nei secoli successivi, quando fra Cinquecento e Seicento avrà inizio in tutta Europa la grande fortuna del romanzo in prosa che dura ancora ai nostri giorni.