DeA_L&D_icona_strumenti

Guerra reale e poesia cavalleresca

Finché si tratta di gloria degli Este o di paura dei Turchi, l’arte di Boiardo può trasformare la storia in poesia. Ma che fare se da un momento all’altro la “storia” assegna il ruolo di invasori proprio ai francesi? Nel 1494, le truppe di Carlo VIII attraversano i territori neutrali del duca di Ferrara, alla volta di Napoli; lo ha chiamato in Italia il duca di Milano, Ludovico il Moro, perché tolga la corona partenopea agli Aragona. La brutalità della guerra portata nella penisola dai francesi sgomentò gli italiani, abituati alle battaglie fra professionisti al soldo di condottieri. È l’inizio delle Guerre d’Italia, un’età di «grandi spaventi», «sùbite fughe» e «miracolose perdite», come dirà Machiavelli.

Variamente alleate con gli stati italiani, la Francia da una parte e la Spagna e l’Impero dall’altra se ne contenderanno i territori per decenni a colpi di cruente battaglie, saccheggi e massacri. Capitano ducale di Reggio, nel 1494 il Boiardo fu tenuto a ospitare i boriosi comandanti francesi e ad alloggiare i loro eserciti, senza riuscire a impedire soprusi. A dodici anni dalla prima edizione dell’Orlando innamorato in due libri, il terzo è fermo a otto canti e mezzo, un po’ per gli impegni di governo, un po’ per le altre opere che ha scritto, un po’ forse perché non è più in vena. Di lì a qualche mese morirà, e non vedrà gli orrori degli anni a venire; ma prima chiude il suo poema con un’ottava che suona quasi profetica. Davanti alla guerra reale, davanti all’immagine di un’«Italia tutta a fiama e a foco», la sua poesia cavalleresca decide di tacere (Orlando innamorato III IX, 26):

Mentre che io canto, o Iddio redentore,
vedo la Italia tutta a fiama e a foco
per questi Galli1, che con gran valore
vengon per disertar2 non so che loco3;
però vi lascio in questo vano amore
de Fiordespina ardente a poco a poco4;
un’altra fiata, se mi fia concesso,
racontarovi il tutto per espresso5.

1. Galli: i francesi, designati come barbari e non come nobili Franchi.
2. disertar: distruggere.
3. loco: Carlo VIII finse di esser diretto in Terra Santa, ma si sapeva che l’obiettivo era Napoli.
4. vano … poco: Fiordespina si sta innamorando della bella Bradamante, che crede un maschio; perciò il suo amore è vano.
5. racontarovi … espresso: vi racconterò tutto per filo e per segno. Ma il poeta morì, e con lui il suo alter ego canterino. Ci penseranno i continuatori.