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La dottrina delle indulgenze

Parole chiave: Cinquecento

La dottrina delle indulgenze risale ai primi secoli del Cristianesimo. Chi aveva commesso gravi delitti e si era pentito confessandosi al vescovo doveva scontare una dura penitenza. In casi eccezionali, il vescovo poteva accorciare il periodo della penitenza indulgendo, cioè mostrando benevolenza, verso il peccatore pentito. Con il passare dei secoli, l’istituto delle indulgenze degenerò: sulla penitenza imposta dal confessore si poteva ottenere uno sconto facendo, per esempio, un’elemosina per i poveri, e si giunse a poter “scontare” gli anni da trascorrere in purgatorio attraverso un’offerta che il fedele faceva alla chiesa di Roma.

Lutero affermava che le indulgenze servivano in realtà ad alimentare il lusso della corte di Roma, la più sfarzosa d’Europa, e a rimpinguare i benefici ecclesiastici. Secondo lui soltanto Dio poteva rimettere i peccati e la chiesa di Roma esercitava impropriamente questa funzione con il solo obiettivo di arricchirsi.