Rinnovare la cultura, cambiare l'Italia: le idee degli Illuministi

L’idea che il mondo possa essere cambiato attraverso l’uso della ragione – una ragione che si mette al servizio di discipline nuove, o sino ad allora poco sviluppate – produce tra gli intellettuali di quest’epoca un ottimismo che li porta spesso a formulare previsioni rosee circa il futuro dell’umanità. Tra tante visioni funeste dell’uomo e del mondo che si sono succedute nella storia del pensiero occidentale, tra tanto pessimismo intorno ai destini della nostra specie, il punto di vista degli illuministi è, forse per la prima volta, un punto di vista francamente ottimistico, cioè fiducioso circa la possibilità che il progresso delle conoscenze e la marcia della civiltà rendano più sicura, più armonica e quindi più felice la vita su questa terra. L’invito a far provvista di conoscenze utili è, potremmo dire, la pars construens della proposta illuminista. C’è però anche una pars destruens. Che vivessero a Napoli, o a Milano, o in un’altra città d’Italia, gli illuministi dovevano fare i conti con una società spesso arretrata, e con un mondo intellettuale tenacemente attaccato ai vecchi ideali umanistici, e ammalato di retorica.