Comizi d'amore

Girato nel 1963, Comizi d’amore è un documentario/inchiesta sulla vita sessuale degli italiani nel quale Pasolini mette in scena se stesso come giornalista di costume in viaggio per l’Italia. Il documentario alterna interviste a persone comuni, intellettuali e personalità dello spettacolo. Lo scopo è quello di provare a ragionare pubblicamente su temi allora percepiti ancora come scabrosi, come la libertà sessuale femminile, l’omosessualità, il divorzio, la prostituzione. Pasolini si muove così dal Nord al Sud del paese intervistando persone di tutti i tipi: giovani benestanti nelle balere milanesi, famiglie contadine nella campagna emiliana, ragazzi in una piazza di Catanzaro, un gruppo di bambini napoletani, bagnanti sulle spiagge toscane e laziali. Le interviste a bambini, ragazzi, signore, vecchi contadini si alternano, nel documentario, a quelle fatte a personaggi pubblici, e le domande sono altrettanto varie: come nascono i bambini? Che cosa ne pensa del divorzio? E della possibilità di avere partner sessuali al di fuori del matrimonio? Domande, ripetiamo, tutt’altro che scontate e pacifiche nell’Italia dei primi anni Sessanta del Novecento (e infatti il film fu vietato ai minori di diciotto anni: molti degli intervistati, minorenni, non poterono vedersi sullo schermo).
Sugli stessi temi ragionano, con Pasolini e con gli italiani da lui intervistati, lo scrittore Alberto Moravia, il poeta Giuseppe Ungaretti, lo psicanalista Cesare Musatti, il cantante Peppino di Capri, le giornaliste Adele Cambria, Oriana Fallaci e Camilla Cederna. Il documentario mostra una società nella quale la persistenza di ignoranza, antichi pregiudizi e paure si amalgama, spesso in modo caotico, a una visione della sessualità più moderna e libera. Per la realizzazione del suo film-inchiesta – scrive Giacomo Manzoli nell’Enciclopedia del Cinema Treccani – «Pasolini si ispirò a un documentario etnografico e sociologico di Jean Rouch ed Edgar Morin, Chronique d’un été (1960)»; a sua volta, Comizi d’amore «diventerà una sorta di modello per futuri reportage televisivi».