Explosion

La scena è fissa: una tavola riccamente imbandita. Tovaglia decorata, piatti in porcellana, bicchieri di cristallo. La cinepresa resta immobile e dà a chi guarda il tempo di contemplare le tende, le sedie, la lampada, l’albero di Natale a sinistra. Improvvisamente, l’esplosione. Da un punto invisibile al di sotto del tavolo una bomba distrugge ogni cosa, spargendo ovunque frammenti di cibo, stoviglie, tovaglia. Dopo una brevissima pausa, la cinepresa torna sulla tavola, ma qualcosa è cambiato: qualcuno ha rimesso tutto a posto, ma i segni dell’esplosione sono ancora visibili. La tovaglia è annerita dalle fiamme, i piatti e i bicchieri sono stati ricomposti con la colla. È la serie di video-installazioni Explosion, ideata e realizzata dall’artista catanese Loredana Longo. La Longo allestisce salotti e tavole di case borghesi, poi li fa esplodere. L’impatto sullo spettatore è potente e inatteso, anche perché il video è quasi sempre muto, salvo appunto che per l’esplosione, che dura pochi secondi. È una metafora, un modo per rappresentare attraverso un’immagine (e un suono) la violenza nascosta, repressa, che sta sotto la superficie liscia dei rapporti familiari; ed è una metafora che si Il “salotto esploso” di Loredana Longo applica molto bene a tante pagine della narrativa di Moravia, nelle quali lo scrittore mette in scena appunto le sale da pranzo e i salotti borghesi: quelli della famiglia Ardengo in Gli indifferenti, per esempio, dove sembra che tutto il precario equilibrio delle convenzioni e delle buone maniere sia sempre lì lì per saltare in aria.