Cesare Beccaria

Se oggi in gran parte dell’Occidente non esistono più la tortura e la pena di morte, lo dobbiamo anche a Cesare Beccaria, che nel suo saggio Dei delitti e delle pene (1764) portò argomentazioni molto solide tanto contro l’una quanto contro l’altra pratica. Non è stato, da Beccaria in poi, un percorso breve o lineare. La tortura è stata usata ancora a lungo dagli inquirenti come mezzo per estorcere confessioni (e in molti paesi e in molte circostanze viene usata tuttora). Quanto alla pena di morte, il primo governante ad abolirla, in Europa, è stato il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, nel 1786; in Italia venne abolita dal codice Zanardelli, nel 1889 (ma fu poi reintrodotta dal governo fascista, nel 1926, e poi abolita definitivamente nel 1944); ma in Francia l’abolizione non arrivò che nel 1981, e in molti stati americani (come in molti altri stati del mondo) è ancora in vigore.