Italo Calvino

Da Il sentiero dei nidi di ragno a Il barone rampante, da La giornata di uno scrutatore a Le città invisibili fino al suo testamento poetico, le Lezioni americane, Calvino è l’autore italiano che più di ogni altro ha scommesso, nel secondo Novecento (cioè in un’epoca spesso cupa, pessimista, sfiduciata), sui poteri della letteratura e della ragione. Studioso della fiaba, amante del gioco e dell’autoironia, scrittore scienziato, combattente partigiano, consulente editoriale, osservatore curioso dell’attualità, Calvino può essere considerato l’autore classico del secondo Novecento italiano, anche perché ha saputo nascondere – dietro un equilibrio sorvegliato ed elegante che ricorda gli illuministi del Settecento – la coscienza profonda del male che attraversa la vita umana e la società. Ma i due lati di questa medaglia, il razionalismo e la coscienza del male, possono anche essere pensati l’uno contro l’altro. Il gesto che forse meglio definisce l’opera di Calvino è infatti quello che lui stesso, in un saggio del 1962, definì «la sfida al labirinto»: posto cioè che il mondo moderno è un labirinto di incertezze e pericoli, l’atteggiamento più giusto e più umano è quello di chi ci si avventura dentro con coraggio, opponendo la forza della ragione e dell’arte all’avanzare distruttivo e insensato del caos. Uno dei suoi libri più belli, Le città invisibili, nel quale fa agire come personaggio il grande viaggiatore Marco Polo, finisce con questa osservazione, che è una buona sintesi dei caratteri della sua opera e del suo modo di vedere il mondo:
«L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e approfondimento continui: cercare e sapere riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.»