Giuseppe Parini

Quando muore, Parini è un poeta famoso. Fra i sottoscrittori delle sue Opere, uscite postume tra il 1801 e il 1804, troviamo nomi del calibro di Vittorio Alfieri, Napoleone Bonaparte, Alessandro Manzoni, Vincenzo Monti e Ugo Foscolo. Quest’ultimo, poi, fa di Parini quasi l’immagine-simbolo dell’intellettuale pre-risorgimentale: fiero, indipendente, governato solo dalla propria coscienza e nemico dei vizi e della servitù. Questa immagine ritorna in alcuni famosissimi passi di opere foscoliane, come i Sepolcri, dove viene condannata la miopia della città di Milano, che non ha concesso un’adeguata sepoltura a un suo concittadino tanto illustre, o ancor più nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis, dove Parini è presente come personaggio. In un pugno di lettere (quelle che vanno dal 27 ottobre 1798 all’8 febbraio 1799), viene raccontato l’incontro di Jacopo con Parini, durante il quale c’è un vero e proprio passaggio di testimone tra l’anziano poeta e il giovane desideroso di seguirne l’esempio.
È questa immagine di poeta civile e morale a garantire la fortuna di Parini anche nei secoli successivi, come dimostrano l’interesse a lui dedicato da Giosuè Carducci e la sua presenza all’interno delle storie letterarie italiane, già a partire da quella di Francesco De Sanctis. Nella seconda metà del Novecento, l’attenzione degli studiosi si sposta dal contenuto alla forma: Parini non è più visto come poeta esclusivamente “civile” e “morale”, ma come figura cruciale nel passaggio dalle forme tradizionali della poesia a quelle della modernità.
La sua figura è stata tratteggiata con perfetta semplicità da Primo Levi ne La ricerca delle radici (1981):
«Il Parini è un caro galantuomo ed un poeta dagli slanci contenuti, onesto arguto e preciso, responsabile di ogni parola che abbia mai scritto. Non credeva che il mestiere di scrivere sollevasse lo scrittore al di sopra del suolo; credeva invece alla poesia come strumento per rendere il mondo un po’ migliore, ma non penso che nutrisse grandi illusioni. Era uno di quegli uomini che, attraverso i secoli, desidereresti conoscere di persona, frequentare: magari a tavola, di sera, in riva a un lago, bevendo vino vecchio con moderazione.»