Elio Vittorini

Diceva Pirandello che «la vita o si vive o si scrive». Vittorini non sarebbe stato d’accordo. Ci sono scrittori che passano il tempo chiusi nel loro studio a lavorare e altri che sembrano sempre in movimento, impegnati in qualcosa che non è soltanto la letteratura. Vittorini appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Nella sua non lunghissima vita (muore infatti a 57 anni, nel 1966) Vittorini, oltre a essere scrittore, fu un instancabile animatore culturale, traduttore, talent scout, consulente editoriale, saggista, intellettuale engagé, operaio, militante politico e partigiano. La sua opera letteraria non ha l’importanza di quella di Pavese, suo coetaneo; ma i limiti del Vittorini scrittore sono di gran lunga compensati dalla generosità e dal coraggio spesi negli altri campi di intervento.