Inferno - Canto II

L’Autore invoca l’aiuto delle Muse per l’opera poetica alla quale si accinge: essa dovrà testimoniare agli uomini la sua esperienza dell’oltretomba. Dopo l’invocazione il racconto riprende. Dante è colto dal dubbio e dal timore dell’impresa: se Enea e san Paolo hanno avuto il privilegio di penetrare nel regno dell’aldilà, il primo per ché scelto da Dio come fondatore di Roma, il secondo per trarne stimolo alla predicazione del verbo di Cristo, per quali motivi un tale privilegio dovrebbe essere concesso a lui? Solo dopo le parole di Virgilio Dante comprende che il suo viaggio non è folle perché è stato deciso in Cielo e tre donne benedette hanno dato il loro aiuto. Accetta dunque la missione alla quale si sente chiamato e con coraggio segue la sua guida nel cammino arduo e selvaggio.