Inferno - Canto XXIV

I due pellegrini si inerpicano lungo la salita rocciosa per raggiungere il passaggio alla bolgia successiva. Virgilio aiuta il discepolo e lo esorta a non cedere alla pigrizia, ricordandogli le ardue fatiche che ancora li attendono: saranno necessari animo forte e determinazione. Raggiunta la settima bolgia, una vista spaventosa si offre a Dante: migliaia di serpenti di tutte le specie brulicano sul fondo e su questo immondo brulichio corrono i dannati, nudi e terrorizzati, con le braccia legate da un groviglio di serpi. Il morso dei rettili provoca orribili metamorfosi.