Cesare Rinaldi

Rime

Colpo di neve

Il concettismo non esaurisce la gamma delle possibilità poetiche del secondo Cinquecento. La lirica segue infatti anche un’altra direzione, che la porta verso una leggerezza svagata e volutamente superficiale: una poesia che diventa un gioco di sillabe e di rime da praticare in società, una poesia di respiro cortissimo, che tende a incantare e a esaurirsi rapidamente come una scintilla.
Come esempio di quest’ultima tendenza della lirica dell’estremo Cinquecento si può leggere un madrigale del bolognese Cesare Rinaldi (1559-1636). Il poeta prende spunto da una palla di neve che, per scherzo, la donna gli ha tirato.

    Con l’avventarmi neve1,
    crudel, forse dir vuoi
    ch’io sarò neve al sol degli occhi tuoi2?
    Ahi, già mi stillo in onda3, e non m’è greve
5   perder la forma antica4,
    pur che scherzando, amica,
    per non dir nuda, in così chiara linfa,
    mostri ch’io son tuo fiume e tu mia ninfa5.





Metro: madrigale con schema aBBaCCdd.

MITO CLASSICO E SENSUALITÀ  Il poeta mette in scena la propria metamorfosi: dinnanzi allo sguardo della donna, egli diventa acqua, e l’acqua si trasforma in fiume dentro al quale l’amata, come una ninfa, si bagna nuda.
È piuttosto chiara l’allusione di Rinaldi al mito greco di Aretusa. La ninfa Aretusa viene assalita da Alfeo, il dio del fiume all’interno del quale lei si sta rinfrescando: Alfeo vuole possederla. La ninfa riesce a sfuggire perché Artemide, dea della castità, la trasforma in sorgente. Alfeo, abbandonato l’aspetto di uomo, riprende la forma di fiume per mescolare le proprie acque a quelle di Aretusa. Ma, attraverso un percorso sotterraneo resole possibile da Artemide, dalla Grecia Aretusa arriva in Sicilia, nell’isoletta di Ortigia (oggi collegata a Siracusa), dove ancora sgorga la fonte con il suo nome. Tra i vari significati che il mito può avere, il più immediato forse è questo: l’unione sessuale deve essere desiderata da entrambi gli amanti. Attraverso l’allusione mitica, Rinaldi sembra augurarsi che la donna condivida i suoi desideri.
Il madrigale ha un carattere leggero e divertente. Si svolge in modo ingegnoso e intellettualmente originale, ed è reso più stuzzicante da un tocco di sensualità esplicita, anch’essa tipica della poesia del tardo Cinquecento. Rinaldi introduce l’immagine erotica attraverso una formula di cautela («per non dir nuda», v. 7): paradossalmente, però, questa cautela, questa specie di sordina, sortisce l’effetto opposto: anziché nascondere la nudità, la fa risaltare ancora di più.

Esercizio:

COMPRENDERE


1. Che cos’è una ninfa (v. 8)?



ANALIZZARE


2. Che origine ha il madrigale? Si tratta di un genere metrico della tradizione petrarchesca oppure no?



3. In questa poesia il verbo avventare è usato in senso transitivo nel senso di “gettare”. Qual è invece, oggi, il significato di avventato? Le altre forme del verbo sono ancora in uso?



CONTESTUALIZZARE


4. Quale poeta latino aveva cantato il mito di Aretusa?



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  1. Con ... neve: tirandomi una palla di neve.
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  3. sarò neve ... tuoi: io mi scioglierò come neve di fronte ai tuoi occhi luminosi.
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  5. mi ... onda: mi sciolgo tramutandomi in acqua; non m’è greve: non mi dispiace.
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  7. la forma antica: il mio corpo.
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  9. pur che ... ninfa: purché tu, giocando amica e nuda tra le mie onde chiare, dimostri che io sono il tuo fiume e tu la mia ninfa.
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