Giovanni Boccaccio

Esposizioni sopra la Comedìa di Dante

Come Boccaccio legge la Commedia: lettera e allegoria

Per capire la differenza tra lettera e allegoria leggeremo il passo delle Esposizioni nel quale Boccaccio spiega che cosa si debba intendere per via nei famosi versi iniziali della Commedia (Inferno, I, 1-3):

      Nel mezzo del cammin di nostra vita
      mi ritrovai per una selva oscura,
      ché la diritta via era smarrita.


Nell’esposizione letterale, Boccaccio si limita a riportare il verso «che la diritta via era smarrita» e a precisare: «Vuole mostrare qui che di suo proponimento non era entrato in questa selva, ma per ismarrimento». Boccaccio, quando si occupa della lettera, è interessato prevalentemente a raccontare la trama nel modo più chiaro e semplice possibile (e a chiarire i riferimenti storici, culturali e mitologici di Dante), e ritiene quindi di dover precisare soltanto che il poeta dice smarrita per intendere che l’ingresso nella selva era stato involontario, accidentale. L’esposizione allegorica è più complessa ed è perfettamente esemplificativa di questo metodo di lettura.

La terza cosa, la qual dissi1 era da cercare, è di veder qual sia la via, la quale l’autore dice d’avere per2 questo sonno smarrita. Egli3 è il vero che le vie son molte, ma tra tutte non è4 che una che a porto di salute5 ne6 meni, e quella è esso Idio, il quale di sé dice nell’Evangelio: «Ego sum via, veritas et vita»7; e questa via tante volte si smarrisce – dico «smarrisce», perché poi chi vuole la può ritrovare, mentre nella presente vita stiamo8 – quante9 le nostre iniquità10 da’ piaceri di Dio ne trasviano11, mostrandoci nelle cose labili12 e caduche13 esser somma14 e vera beatitudine. E questa via, per15 la quale i nostri avversari ci ritorcono16, danna17 il Salmista18, dicendo: «Beatus vir qui non abiit in consilium impiorum et in via peccatorum non stetit19» etc.; [...].

Ma, come detto è, acciò che20 di molte altre lasciamo istare il ragionare, la prima21 è quella per22 la quale, se la gloria eterna vogliamo, ci conviene23 andare: e da questa si smarrisce ciascuno il quale nel sonno de’ peccati si lega. E, per ciò che, come di sopra è mostrato, lusinghevolmente24 sottentrano i vizi e cominciano in età nella quale pienamente conosciuti non sono, dice l’autore non ricordarsi come questa via diritta abandonasse. E credibile è: chi sarà colui che pienamente della origine delle sue colpe si possa ricordare? con ciò sia cosa che25 esse vengano con diletto della sensualità, e, quel passato26, quasi state non fossero, leggiermente27 in dimenticanza si mettono.

L'ALLEGORIA DEL SONNO E DELLA VIA  La via che Dante ha smarrito non è semplicemente la strada abbandonata dal protagonista della Commedia: secondo Boccaccio, che per sostenere la sua tesi cita alcuni testi biblici, la via è Dio stesso (nel Vangelo di Giovanni Cristo afferma di essere lui stesso la via, la verità e la vita). Chi si ritrova nel «sonno de’ peccati» (al quale sonno, secondo Boccaccio, Dante farebbe riferimento definendosi «pien di sonno» nei versi successivi dell’Inferno) abbandona perciò la strada che conduce a Dio. Boccaccio aggiunge anche un’altra considerazione. Non è un caso che Dante dica di non ricordare come avesse smarrito la via (con riferimento al v. 10: «Io non so ben ridir com’i’ v’intrai»): secondo Boccaccio è facile dimenticare l’origine dei propri peccati, soprattutto quando sono provocati dal piacere dei sensi. Spiegare l’allegoria significa, per lui, indicare il vero significato della Commedia soprattutto dal punto di vista morale e religioso.

Esercizio:

COMPRENDERE


1. Riassumi il contenuto del testo in non più di 10 righe.



2. Fai la parafrasi del passo seguente:



ANALIZZARE


3. Individua ed elenca le parole-chiave del brano.



INTERPRETARE


4. Che differenza c’è tra interpretazione letterale e interpretazione allegorica della Commedia , stando alla pagina di Boccaccio che hai letto?



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  1. dissi: dopo dissi si deve sottintendere un che.
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  3. per: a causa di.
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  5. Egli: pronome pleonastico con il verbo impersonale.
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  7. è: ce n’è.
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  9. porto di salute: porto di salvezza; cioè la salvezza eterna. La metafora della vita umana come un viaggio per mare era molto diffusa.
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  11. ne: ci.
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  13. «Ego … et vita»: «Io sono la via, la verità e la vita» (Giovanni 14,6).
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  15. mentre ... stiamo: mentre siamo ancora in questa vita.
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  17. quante: coordinato con tante volte.
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  19. iniquità: comportamenti scorretti.
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  21. trasviano: sviano.
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  23. labili: fragili.
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  25. caduche: transitorie.
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  27. somma: grande.
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  29. per: verso.
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  31. ritorcono: fanno deviare.
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  33. danna: condanna.
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  35. Salmista: il re David, considerato l’autore dei Salmi.
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  37. «Beatus … non stetit»: «Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non resta nella via dei peccatori», (Salmo 1,1).
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  39. acciò che: affinché.
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  41. la prima: la prima via, cioè Dio stesso.
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  43. per: attraverso.
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  45. ci conviene: ci tocca.
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  47. lusinghevolmente: con lusinghe; in maniera subdola.
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  49. con ciò sia cosa che: dato che.
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  51. quel passato: passato il diletto.
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  53. leggiermente: facilmente.
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