Giovan Battista Marino

Rime

Donna che cuce

La metafora è la figura retorica che meglio rappresenta la poesia barocca. Questo madrigale di Marino ne è una dimostrazione lampante: la scena descritta (la donna amata dal poeta è intenta a cucire) acquista un significato imprevisto attraverso una doppia metafora . Prima l’ago che la donna sta adoperando diventa una freccia che ferisce il cuore del poeta; poi il filo diventa il filo stesso del suo destino.

È strale, è stral1, non ago
quel ch’opra2 in suo lavoro,
nova Aracne3 d’amor, colei ch’adoro;
onde4, mentre il bel lino orna e trapunge5,
di mille punte6 il cor mi passa7 e punge.
Misero! E quel sì vago
sanguigno fil, che tira,
tronca8, annoda, assottiglia, attorce9 e gira
la bella man gradita10,
è il fil de la mia vita.

Metro: madrigale con schema abBCCadDee.

UN APPROCCIO DESCRITTIVO E METAFORICO Secondo una tendenza tipica del Barocco, la donna non è vista da Marino come una figura sublime, disincarnata, ma è descritta, al contrario, in un contesto umile e quotidiano, mentre sta lavorando con ago e filo. Questa rappresentazione realistica, rafforzata dai verbi che designano puntualmente l’operazione del cucire, viene però contraddetta non solo dall’uso della metafora, ma anche da una fitta rete di rimandi mitologici.
Prima, l’ago è paragonato a una freccia del dio Amore (stral); poi la donna è accostata alla tessitrice greca Aracne; infine, con una nuova metamorfosi, l’amata diventa una delle Parche, le temibili dee che, secondo il mito, stabilivano il destino degli uomini, troncando il filo della loro vita al momento della morte. Quest’ultima metafora fa registrare uno scarto all’interno del componimento: infatti dalla situazione di partenza, tranquilla e conviviale, si passa a un’atmosfera quasi tragica. La donna non sta semplicemente cucendo, perché quest’azione è – per l’appunto – metafora del fatto che la vita del poeta è nelle sue mani.

LA FORTUNA DEL MADRIGALE Il madrigale è un metro particolarmente adatto alla metafora concettista dei poeti barocchi, perché questo rovesciamento si verifica in un numero molto ridotto di versi, acuendo la sorpresa del lettore. La ricerca di Tasso, che per primo aveva esplorato le possibilità metaforiche e musicali del madrigale, è portata alle estreme conseguenze proprio da Marino: nelle Rime del 1602 il primo posto tra le forme metriche spetta ancora al sonetto, ma questa proporzione è destinata a rovesciarsi nelle raccolte successive, in cui il madrigale diventa la forma metrica dominante.

Esercizio:

Laboratorio

COMPRENDERE E ANALIZZARE

1 Quale stato d’animo esprime il poeta?

2 Conta gli aggettivi usati da Marino; conta poi i verbi. Che cosa prevale? Quale effetto produce la scelta stilistica adottata dal poeta?

3 L’endecasillabo al verso tronca, annoda, assottiglia, attorce e gira è un capolavoro di tecnica retorica. Quante sinalefi impiega Marino? L’elenco è in asindeto o polisindeto? Quale effetto producono gli artifici retorici adottati?

4 Un modo di “inquadrare” le scene tipico dei poeti barocchi è puntare sui singoli particolari, trascurando la figura intera. A tuo parere, anche in questa lirica viene usata questa tecnica?

CONTESTUALIZZARE

5 La figura mitologica di Aracne viene citata esplicitamente; ma c’è un’altra allusione alla mitologia, quella alle Parche. Individua in quale punto è inserita e il modo in cui viene presentata.

6 Confronta questo madrigale con il dipinto di Diego Velázquez Le filatrici (La favola di Aracne). Illustra il rapporto di Marino e Velázquez – entrambi per molti versi decisamente “anticlassicisti” – con la mitologia.

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  1. strale: freccia.
  2. opra: utilizza. Il soggetto della relativa è colei: “quello che la donna che adoro utilizza nel suo lavoro non è un ago, ma una freccia”.
  3. Aracne: secondo il mito antico, Aracne era una ragazza talmente abile nell’arte della tessitura che sfidò la dea Atena a duello. Adirata per l’offesa e invidiosa della sua bravura, la dea la trasformò in un ragno.
  4. onde: per cui.
  5. trapunge: ricama.
  6. punte: punture.
  7. passa: trapassa.
  8. tronca: taglia.
  9. attorce: avvolge.
  10. gradita: amata.