Matteo Maria Boiardo

Amorum libri tres

Già vidi uscir de l’onde una matina: la lode dell’amata

Il sonetto che segue è un esempio di quella che Dante nella Vita nova aveva chiamato «poetica della lode»: un elogio della donna amata. Dal punto di vista dei contenuti, si articola in quattro quadri, ripartiti perfettamente nelle due quartine e nelle due terzine; questa disposizione “a polittico” richiama per certi aspetti la cultura figurativa quattrocentesca, che prediligeva le scene organizzate su più livelli: si può pensare, per un confronto, al ciclo dei mesi dipinto per Borso d’Este da Francesco del Cossa a Palazzo Schifanoia, a Ferrara, tra 1468 e 1470, quindi proprio negli stessi anni in cui Boiardo componeva il suo canzoniere.

 

    Già vidi uscir de l’onde una matina1
    il sol di ragi d’or tutto jubato,2
    e di tal luce in facia colorato3
4   che ne incendeva tutta la marina;4

 

    e vidi a la rogiada matutina
    la rosa aprir d’un color sì infiamato5
    che ogni luntan aspetto6 avria stimato
8   che un foco ardesse ne la verde spina;7

 

 

    e vidi aprire a la stagion novella
    la molle erbetta, sì come esser sòle8
11   vaga9 più sempre in giovenil etade;

 

 

    e vidi una legiadra donna e bella
    su l’erba coglier rose al primo sole10
14   e vincer queste cose di beltade.11

 


Metro: sonetto di schema ABBA ABBA CDE CDE.

 

 

 

   


 

 

 

UN’APPARIZIONE DI LUCE E COLORE  La lode si manifesta attraverso il senso della vista, come è chiaro nei versi iniziali di ogni quadro («Già vidi» v. 1, «e vidi», vv. 3, 5, 9, 12): il primo quadro (vv. 1-4) descrive l’alba, il sole che sorge sul mare; il secondo quadro  (vv. 5-8) il fiorire, lo schiudersi di una rosa quando è toccata dal sole del mattino; il terzo quadro (vv. 9-11) il nascere dell’erba in primavera: sono tre quadri naturali di nascita, di rinnovamento, che servono a preparare il quarto (vv. 12-14), che riprende tutti gli oggetti lodati (il sole, le rose e l’erba) e li cala in un nuovo contesto, dà loro nuovo significato rendendoli partecipi della lode di Antonia, che all’alba, sul prato, raccoglie le rose, e vince in bellezza tutti e tre gli elementi della scena. Nel sonetto di Boiardo, gli elementi usati come termini di paragone appartengono tutti al campo semantico della vista e della luce, e particolarmente significativi sono gli echi danteschi: il primo verso riprende per esempio un celebre passo del Purgatorio: «Io vidi già nel cominciar del giorno / la parte orïental tutta rosata» (XXX 22-23).

STRUTTURA DELLA RAPPORTATIO  Il sonetto adotta la struttura retorica della rapportatio: i vari elementi nominati nel corso del testo vengono cioè ripresi alla fine (v. 13) in ordine inverso rispetto alla loro prima apparizione: «su l’erba [terzo quadro] coglier rose [secondo quadro] al primo sole [primo quadro]». Il secondo e il terzo quadro hanno la stessa struttura sintattica, lievemente variata per la diversa collocazione del verbo aprir: «e vidi a la rogiada matutina / la rosa aprir» (vv. 5-6) da un lato, «e vidi aprir a la stagion novella / la molle erbetta» (vv. 9-10) dall’altro. Ma è probabile che Boiardo qui abbia presente soprattutto lo schema argomentativo che, con una parola tedesca, si chiama priamel (pron. priàmel, dal latino preambolum), e che era ben diffuso nella lirica classica: schema che consiste nell’elencare una serie di oggetti come termini di paragone per dichiarare poi, su tutti, la superiorità di un ultimo oggetto (qui, la bellezza della donna amata).

Esercizio:

COMPRENDERE

1. Scrivi, per i quattro quadri di cui è composto il sonetto, altrettante didascalie descrittive.

ANALIZZARE

2. L’amore descritto da Boiardo è molto più concreto e sensuale di quello della tradizione stilnovista e petrarchesca. Quali sono le parole e le espressioni nelle quali affiora, nei versi che hai letto, questa sensualità?

3. Lo schema argomentativo usato da Boiardo è quello della rapportatio. Di che si tratta?

INTERPRETARE

4. La primavera, la bellezza femminile. Conosci altri testi che sviluppino, insieme, questi due motivi? Leggi il sonetto di Petrarca Quando ’l pianeta che distingue l’ore (Canzoniere, 9), che dà una tutta diversa interpretazione di questi motivi, poi confrontalo col sonetto boiardesco, e indica analogie e differenze.

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  1. uscir … matina: alzarsi dal mare, all’alba.

  2. jubato: chiomato; è un latinismo da iuba, che in latino è la criniera.

  3. di tal … colorato: talmente luminoso.

  4. incendeva: incendiava; l’intero verso significa: da incendiare tutto il mare.

  5. e vidi … infiamato: vidi la rosa aprirsi, ancora bagnata di rugiada, di un colore rosso così intenso.

  6. luntan aspetto: occhio che guarda da lontano;

  7. che un foco … spina: (chi avesse guardato da lontano) avrebbe creduto che tra le spine verdi stesse ardendo una fiamma.

  8. e vidi aprire … erbetta: vidi spuntare in primavera la tenera erbetta; a la stagion novella: in primavera (uso poetico della preposizione a come al v. 6 di Amor, che me scaldava al suo bel sole); sòle: è solita.

  9. vaga: bella; più sempre: sempre più. Tutto il quadro celebra la freschezza della giovinezza e prepara l’apparizione di Antonia.

  10. al primo sole: di prima mattina (è in rima equivoca con sòle del v. 10).

  11. vincer … di beltade: e vinceva in bellezza tutte queste cose.