Molière

Tartufo

Peccare in silenzio non è nemmeno peccare

In questa celebre scena a tre, una delle più audaci di tutta la commedia, Tartufo si mostra prima sospettoso, vedendo che Elmira ha cambiato atteggiamento e si è fatta compiacente, ma poi la corteggia spudoratamente. Davanti agli scrupoli religiosi della donna, Tartufo ribadisce la sua visione tutta esteriore e senza morale della devozione, ben riassunta in questa battuta terribile: «Il male sta soltanto nello scandalo. È lo scandalo che lo rende condannabile e odioso, e peccare in silenzio non è nemmeno un peccato». La scena è interrotta più volte dai colpi di tosse di Elmira, che cerca di far intervenire il marito, nascosto sotto un tavolo.  

SCENA 5

Tartufo, Elmira, Orgone

TARTUFO  Ma se voi riguardate con benevolenza i miei desideri, qual ragione avreste di rifiutarvi di darmene la prova?

ELMIRA  Ma come sarebbe mai possibile consentire alle vostre pretese senza offendere il Cielo, di cui voi parlate così continuamente?

TARTUFO  Se è soltanto il Cielo che vi si oppone, per me è facilissimo vincere questo ostacolo; e non è proprio per questo che dovrete frenare il vostro cuore.

ELMIRA  Ma ci spaventano tanto con i precetti del Signore!

TARTUFO  o sono in grado di dissipare questi ridicoli timori, signora, e conosco bene l’arte di togliere di mezzo gli scrupoli. Il Cielo proibirebbe è vero, certe soddisfazioni; ma infine non è difficile trovar degli accomodamenti. Secondo i vari casi c’è tutta una scienza che ci insegna ad allentare i legami della nostra coscienza e a correggere il male di un’azione con la purezza delle intenzioni. Di questi segreti, o signora, mi sarà facile istruirvi: vi basterà lasciarvi condurre da me. Acconsentite al mio desiderio, E non abbiate paura. Rispondo io di tutto e ne assumo la piena responsabilità. (Elmira tossisce più forte.) Voi tossite molto, signora.

ELMIRA  Sì, è proprio un supplizio.

TARTUFO  Volete un pezzettino di liquerizia?

ELMIRA  No, grazie. È una tosse troppo ostinata: so bene che tutte le liquerizie del mondo non servirebbero a nulla.

TARTUFO  È molto spiacevole, certo.

ELMIRA  Sì, più di quel che si crederebbe.

TARTUFO  Infine il vostro scrupolo sarà distrutto facilemente. Sapete bene che io vi garantisco il più assoluto segreto, e il male sta soltanto nello scandalo. È lo scandalo che lo rende condannabile e odioso, e peccare in silenzio non è nemmeno un peccato.

ELMIRA (dopo aver tossito ancora)  Vedo che bisogna proprio risolversi a cedere. Dovrò dunque consentire a concedervi tutto, poiché proprio diversamente non è possibile che ci si accontenti e che ci si voglia convincere! Senza dubbio mi spiace giungere a tal punto, ed è proprio mio malgrado che vinco ogni pudore; ma poichè ci si ostina a volermi spingere a ciò, poiché non si vuol credere a tutto quello che si possa dire e si pretendono delle prove più convincenti, bisognerà pur risolversi e contentarvi. E se questo consenso dovesse avere in sé alcunché di ingiurioso, tanto peggio per chi mi obbliga a ciò: certamente la colpa non sarà mia.

TARTUFO  Certamente, signora, sulla mia responsabilità; e la cosa in sé...

ELMIRA  Andate un po’alla porta e uscite un momento a guardare, vi prego, se mio marito non è su nella galleria.

TARTUFO  Eh! C’è proprio bisogno di avere tanti riguardi con lui? È un uomo, a dirlo tra noi, da menar per il naso. In tutta questa faccenda possiamo fingere d’ignorarlo, e l’ho ridotto a tal punto che non crederebbe nemmeno ai suoi occhi.

ELMIRA  Non importa, uscite un momento, vi prego, e guardate bene dappertutto. Non si sa mai.


SCENA 6

Orgone, Elmira

ORGONE (uscendo di sotto il tavolo)  Ecco, bisogna dirlo, un uomo abominevole! Non me ne posso capacitare: è un colpo che mi uccide.

ELMIRA  Come, siete già sortito? Ma volete scherzare! Tornate un po’ là sotto: non è ancora il momento. Aspettate ancora fino alla fine per essere proprio sicuro, e non fidatevi così delle apparenze!

ORGONE  No, l’inferno non ha mai creato un mostro più orrendo!

LA VERA NATURA DI TARTUFO Orgone era troppo sedotto dal suo ospite per poter prestare fede alle parole dei suoi familiari: doveva vedere per credere. Così, Elmira organizza un piccolo spettacolo, al quale Orgone assiste di nascosto. Credendosi solo con Elmira, Tartufo si rivela per quello che è: un uomo senza scrupoli morali o religiosi, che conosce «bene l’arte di togliere di mezzo gli scrupoli», e anzi promette di adoperare la sua dottrina per «trovare degli accomodamenti» che permettano a Elmira di tradire il marito. Quanto al marito, che lo ha beneficato in ogni modo, nominandolo suo erede, è – dice Tartufo, e non ha tutti i torti – un «uomo da menar per il naso». Davanti all’evidenza, a Orgone si aprono finalmente gli occhi: sì, Tartufo è il peggiore degli uomini.

Esercizio:

COMPRENDERE


1. Quale ruolo attribuisce a se stesso Tartufo nei confronti di Elmira?



2. Quale significato è da attribuire alla tosse di Elmira e ai rimedi che le offre Tartufo e che essa rifiuta? Se la tosse è una metafora, che significati nasconde?



ANALIZZARE


3. Spiega la battuta di Elmira: «poichè ci si ostina a volermi spingere a ciò, poiché non si vuol credere a tutto quello che si possa dire e si pretendono delle prove più convincenti, bisognerà pur risolversi e contentarvi. E se questo consenso dovesse avere in sé alcunché di ingiurioso, tanto peggio per chi mi obbliga a ciò: certamente la colpa non sarà mia». Quali sono i destinatari, espliciti e impliciti di questa battuta? Quale sentimento prova la donna verso di loro?



4. Due idee di peccato: metti a confronto le battute di Tartufo in questa scena con le battute di Fra’ Timoteo nel dialogo fra questo personaggio e Lucrezia nella Mandragola di Machiavelli. Quali affinità e quali differenze riscontri? E quale personaggio riesce più “accettabile”? Se non hai letto il passo di Machiavelli, scrivi due paragrafi espositivo-argomentativi sul concetto di peccato come viene inteso e trattato in questa scena.



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