Giacomo Leopardi

Zibaldone di pensieri

Ritratto di una madre terribile: Adelaide Antici

La madre di Leopardi, Adelaide Antici, non era una donna facile. Nata nel 1778 a Recanati (dove morì nel 1857, vent’anni dopo Giacomo), aveva sposato nel 1797 Monaldo e, data l’inettitudine del marito in campo finanziario, aveva subito assunto su di sé l’amministrazione del patrimonio familiare. «Se la casa nostra si è conservata in mezzo a tante burrascose vicende», scriverà un giorno Monaldo, «questo è dovuto alle cure, diligenze e fatiche di questa savia e amorosissima donna». Ma, nel ricordo dei figli, Adelaide è molto più diligente e savia che amorosa. Anzi, dalle testimonianze su di lei traspare un carattere severo, inflessibile, freddo o, come si direbbe oggi, anaffettivo. In una celebre pagina dello Zibaldone (25 novembre 1820), il ventiduenne Giacomo ne parla in questi termini:

Quanto anche la religion cristiana sia contraria alla natura […] si può vedere per questo esempio. Io ho conosciuto intimamente una madre di famiglia che non era punto1 superstiziosa, ma saldissima ed esattissima nella credenza cristiana, e negli esercizi2 della religione. Questa3 non solamente non compiangeva quei genitori che perdevano i loro figli bambini, ma gl’invidiava intimamente e sinceramente, perché questi eran volati al paradiso senza pericoli, e avean liberato i genitori dall’incomodo4 di mantenerli. Trovandosi più volte in pericolo di perdere i suoi figli nella stessa età, non pregava Dio che li facesse morire, perché la religione non lo permette, ma gioiva cordialmente5; e vedendo piangere o affliggersi il marito, si rannicchiava in se stessa, e provava un vero e sensibile dispetto. Era esattissima negli uffizi6 che rendeva a quei poveri malati, ma nel fondo dell’anima desiderava che fossero inutili, ed arrivò a confessare che il solo timore che provava nell’interrogare o consultare i medici, era di sentirne opinioni o ragguagli di miglioramento. Vedendo ne’ malati qualche segno di morte vicina, sentiva una gioia profonda (che si sforzava di dissimulare7 solamente con quelli che la condannavano); e il giorno della loro morte, se accadeva, era per lei un giorno allegro ed ameno, né sapeva comprendere come il marito fosse sì poco savio da attristarsene. Considerava la bellezza come una vera disgrazia, e vedendo i suoi figli brutti o deformi, ne ringraziava Dio, non per eroismo, ma di tutta voglia8. Non proccurava9 in nessun modo di aiutarli a nascondere i loro difetti, anzi pretendeva che in vista di essi, rinunziassero intieramente alla vita nella loro prima gioventù: se resistevano, se cercavano il contrario, se vi riuscivano in qualche minima parte, n’era indispettita, scemava10 quanto poteva colle parole e coll’opinion sua i loro successi […], e non lasciava passare anzi cercava studiosamente11 l’occasione di rinfacciar loro, e far loro ben conoscere i loro difetti, e le conseguenze che ne dovevano aspettare, e persuaderli della loro inevitabile miseria, con una veracità spietata e feroce. Sentiva i cattivi successi12 de’ suoi figli in questo o simili particolari, con vera consolazione13, e si tratteneva di preferenza con loro14 sopra ciò che aveva sentito in loro disfavore. Tutto questo per liberarli dai pericoli dell’anima, e nello stesso modo si regolava in tutto quello che spetta all’educazione dei figli, al produrli nel mondo15, al collocarli, ai mezzi tutti di felicità temporale16. Sentiva infinita compassione per li peccatori, ma pochissima per le sventure corporali o temporali, eccetto se la natura talvolta la vinceva. Le malattie, le morti le più compassionevoli de’ giovanetti estinti17 nel fior dell’età, fra le più belle speranze, col maggior danno delle famiglie o del pubblico ec. non la toccavano in verun18 modo. Perché diceva che non importa l’età della morte, ma il modo: e perciò soleva sempre informarsi curiosamente se erano morti bene secondo la religione, o quando erano malati, se mostravano rassegnazione ec. E parlava di queste disgrazie con una freddezza marmorea. Questa donna aveva sortito dalla natura un carattere sensibilissimo, ed era stata così ridotta dalla sola religione.

I DANNI DI UN’EDUCAZIONE BIGOTTA Difficile trovare una dichiarazione contraria alla religione più lucida e franca di questa. Leopardi non nomina sua madre, ma è evidente che è lei la «madre di famiglia» che lo scrittore ha potuto conoscere intimamente, è su di lei che egli misura i danni che può fare un’educazione bigotta. Danni che consistono in una sorta di disprezzo dell’esistenza terrena in ogni sua forma: la donna descritta nel passo preferisce la morte alla vita, non si rallegra dei successi dei suoi figli, ne sottolinea i difetti e non le virtù, non ha alcuna forma di empatia nei confronti delle sofferenze altrui, perché crede che quelle sofferenze siano il giusto sacrificio offerto al Signore. Quello che è, a un primo livello, il terribile ritratto di una madre, si rivela essere infatti, a un livello più profondo, una altrettanto terribile descrizione degli effetti che la religione cristiana (intesa come rassegnazione, odio per il mondo) può avere su un essere umano pur dotato di un «carattere sensibilissimo», effetti che si possono compendiare nella frase che apre il brano: la religione cristiana è «contraria alla natura».

Esercizio:

Laboratorio

COMPRENDERE

1 Che cosa sono, secondo te, i «pericoli dell’anima» a cui allude Leopardi?

2 «questi […] avean liberato i genitori dall’incomodo di mantenerli»: a quale tratto della figura della madre si fa qui riferimento?

CONTESTUALIZZARE

3 Nel testo ricorre tre volte il riferimento alla natura, un tema con il quale il poeta si confronterà per tutta la vita: con quale atteggiamento ne parla in questa pagina?

INTERPRETARE

4 Quali idee della religione e dell’educazione mostra di aver interiorizzato Adelaide Antici?

5 Da quanti e quali membri era composta la famiglia di Giacomo Leopardi nell’anno in cui egli scrive questa lettera (1820)? A chi, tra loro, Giacomo era più legato? Per rispondere, aiutati con la biografia che trovi in questo volume e con le notizie che puoi raccogliere in rete, per esempio nel sito www.leopardi.it.

Stampa
  1. punto: affatto.
  2. esercizi: riti.
  3. Questa: questa madre.
  4. incomodo: fastidio.
  5. cordialmente: di tutto cuore.
  6. uffizi: servigi. Questa madre non lesina cure ai suoi ammalati, ma spera che non facciano effetto, perché pensa che la morte sia una benedizione.
  7. dissimulare: nascondere.
  8. di tutta voglia: con piena convinzione.
  9. proccurava: si sforzava, si adoperava.
  10. scemava: sminuiva.
  11. studiosamente: caparbiamente.
  12. i cattivi successi: i fallimenti.
  13. con vera consolazione: con autentico sollievo.
  14. si tratteneva … loro: amava discorrere con loro.
  15. produrli nel mondo: presentarli e farli vivere in società, in mezzo agli altri.
  16. temporale: terrena, mondana.
  17. estinti: morti.
  18. verun: alcun.