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Il contrasto e la pastorella

Per quanto originale, Rosa fresca aulentissima non è un testo del tutto isolato, nella letteratura delle origini. Esso va inserito nei confini di un genere che ha goduto di una certa fortuna nel XIII secolo. Situazioni molto simili a quella qui rappresentata si trovano nelle cosiddette pastorelle francesi e provenzali, in cui un cavaliere tenta di sedurre una pastora (da cui il nome), che, dopo il ritegno e la scontrosità iniziali, finisce (ma non sempre) per cedere alle sue offerte e concedersi a lui.

Il giullare Provenzale e la popolana Genovese

Una variante molto interessante del genere della pastorella, che presenta moltissime affinità con il testo di Cielo d’Alcamo, è il contrasto bilingue Domna, tant vos ai preiada, composto dal trovatore Raimbaut de Vaqueiras intorno al 1190. Al posto del cavaliere e della pastorella ci sono un giullare provenzale e una popolana genovese. Il primo pronuncia le sue offerte d’amore in lingua d’oc, riproducendo temi e linguaggio peculiari della canzone cortese; la seconda, come al solito, si nega e lo respinge, esprimendosi in dialetto genovese. Ecco come le si rivolge l’amante, e come lei gli risponde (vv. 1-6; 15-21):

Domna, tant vos ai preiada,
si· us platz q’amar me voillaz,
q’eu sui vostr’ endormenjaz,
car es pros et enseignada,
e toz bos prez autreiaz,
per qu·em plai vostr’ amistaz.

Signora, vi ho tanto pregata / perché mi amaste, se lo volete. / Io sono vostro vassallo, / perché siete nobile ed educata, / e raccogliete in voi ogni buon pregio, / per questo desidero il vostro amore.

Jugar, voi no sei corteso
qe me chaidejai de zo,
qe niente no farò.
Ance fossi voi appeso!
Vostr’amia non serò,
Certo, ja ve scanerò,
provenzal malaurao!

Giullare, voi non siete cortese / se mi chiedete questo, / che io di certo non lo farò. / Piuttosto foste voi impiccato! / Non sarò vostra amante, / certo, piuttosto vi scannerò, / provenzale maledetto!    

Due registri diversi

È evidente la somiglianza tra i due testi, in particolare nell’uso alternato di due registri linguistici. Raimbaut de Vaqueiras vuole soprattutto evidenziare le differenze sociali dei due personaggi, mettendo in scena lo scontro tra le convenzioni cortesi rappresentate dal giullare provenzale e la concretezza plebea della donna genovese. In Cielo d’Alcamo queste differenze vengono annullate: i due personaggi sono rappresentanti dello stesso mondo popolare, e assumono su se stessi entrambi i registri, compresenti in ogni battuta, in un gioco parodico che resta tutto affidato al linguaggio.