Oscar Wilde

Nato in Irlanda nel 1854, Wilde è una delle figure più significative nella cultura inglese della seconda metà dell’Ottocento, una cultura della quale è, al tempo stesso, raffinato esponente e critico inflessibile. Poeta, drammaturgo, romanziere, saggista, fin da giovane si distingue per la sua personalità eccentrica, per il talento istrionico e per il gusto del paradosso. Wilde ama la vita mondana e i salotti della buona società, ma sfida le convenzioni sociali della sua epoca e, con pose da esteta, dichiara di voler vivere la propria vita come un’opera d’arte. Con il passare degli anni, e dopo le polemiche suscitate dal romanzo Il ritratto di Dorian Gray (1891), la sua condotta e le sue opere cominciano a procurargli numerosi nemici anche tra coloro che inizialmente l’avevano osannato. Condannato a due anni di carcere per la sua omosessualità, muore nel 1900, tre anni dopo aver scontato la pena.